Wise Society : Un sito per calcolare l’impatto ambientale della propria dieta
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Un sito per calcolare l’impatto ambientale della propria dieta

La Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana ha realizzato il sito MioEcoMenu.it che permette a ogni individuo di misurare l'incidenza delle proprie scelte alimentari sul Pianeta

Maria Enza Giannetto/Nabu
27 novembre 2018

Consumi di enormi quantità di risorse e altrettanto enormi emissioni di inquinanti. Che l’industria alimentare, abbia un fortissimo impatto sull’ambiente è ormai assodato. I sostenitori della dieta vegetariana sottolineano come si possa invertire la rotta diminuendo drasticamente il proprio impatto ambientale, scegliendo un EcoMenu basato su ingredienti vegetali anziché su quelli animali.

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Per calcolare l’impatto ambientale dei propri pasti basta collegarsi a mioecomenu.it, foto: homepage del sito

La Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana –  associazione di specialisti in diversi campi di applicazione delle scienze nell’ambito dell’alimentazione umana a base vegetale e impegnati nella sua diffusione – ha realizzato lo strumento on-line MioEcoMenu grazie al quale ogni individuo può calcolare l’impatto ambientale del proprio menù giornaliero, inserendo semplicemente tutti i cibi consumati e relative quantità giornaliere. I risultati del calcolo vengono forniti sia in forma numerica sia grafica e quest’ultima consente di comprendere i vari aspetti dell’impatto ambientale e di confrontare il proprio risultato con quello del menù medio onnivoro o del menù medio vegetale. Il confronto, infatti, permette di visualizzare graficamente diversi dati: l’impatto totale, le risorse che si liberano in termini di persone in più che si possono nutrire, la deforestazione, il consumo d’acqua, l’effetto serra.

Oltre a misurare l’impatto ambientale, MioEcoMenu.it fornisce anche informazioni nutrizionali su ciò che mangiamo, in particolare le quantità dei principali nutrienti assunti, per verificare che proteine, grassi e carboidrati rientrino nei range ottimali. Per utilizzare lo strumento online, basta registrarsi al sito MioEcoMenu.it creando un account, oppure effettuare il calcolo anche una sola volta, senza memorizzarlo. “Il vantaggio di avere un account – spiegano gli ideatori – è quello di poter monitorare il proprio impatto nel tempo, accedendo con username e password al grafico che mostra l’andamento del proprio impatto nelle varie giornate. Grafico e risultati dei singoli giorni si possono condividere sui social network, in modo da invitare altri ad accedere a MioEcoMenu e inserire la propria giornata alimentare”.

Il sistema fornisce, inoltre, dei grafici globali utilizzando tutti i pasti inseriti fino a quel momento dai vari utenti; altre sezioni del sito contengono consigli pratici e statistiche, liberamente consultabili, oltre che molte informazioni di base sull’impatto ambientale delle nostre scelte alimentari.

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Non solo impatto ambientale: MioEcoMenu.it fornisce anche informazioni nutrizionali su ciò che mangiamo, in particolare le quantità dei principali nutrienti assunti, per verificare che proteine, grassi e carboidrati rientrino nei range ottimali, image by iStock

“Adottando un eco-menù vegetale – sottolinea la Società Scientifica Nutrizione Vegetariana facendo riferimento a dati internazionali – si salvaguardano le foreste e l’ambiente naturale. Il che significa: un pianeta più sano e vivibile anche per le generazioni future, la possibilità di sopravvivere per gli animali selvatici, maggiore biodiversità e minore tasso di estinzione delle specie. La produzione di cibi animali richiede mediamente 10 volte più acqua rispetto a quelli vegetali, e inquina le falde acquifere in misura molto maggiore. Passando a un menù vegetale si può contrastare l’inquinamento delle acque potabili e il prosciugamento di laghi e fiumi su tutto il Pianeta. Evitare il consumo di carne, pesce, latticini e uova consente di combattere il problema dell’effetto serra in modo più efficace di qualsiasi altra azione possiamo intraprendere come singoli, per contrastare i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale”.

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