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Solastalgia, l’eco-ansia che attanaglia una generazione

Di fronte ai disastri ambientali, non di rado, alcune persone sviluppano un senso di ansia e nervosismo che sfocia in una vera e propria condizione di malessere psicologico. Ecco da cosa nasce la solastalgia e come affrontarla

Maria Enza Giannetto
13 Settembre 2021

Un senso di impotenza e di tristezza assoluta. Vedere gli oceani pieni di plastica, l’aria sempre più malsana, i ghiacciai che si sciolgono, le specie animali che si estinguono causa un vero e proprio stato di ansia e depressione in alcune persone. Una condizione che, ormai, ha un nome: solastalgia ed si identifica come un disturbo d’ansia legato al cambiamento climatico e ad altri fenomeni naturali in cui è la mano umana ad aver innescato il processo.

solastalgia

Foto di Eric Ward / Unsplash

Che cos’è la solastalgia?

Il termine solastalgia è piuttosto recente. Si tratta, infatti, di un neologismo che viene dall’unione del termine latino ‘solacium’ (conforto) e greco ‘algia’ (dolore) ovvero nostalgia del conforto. E, a pensarci bene, non è confortante prendersi cura della propria casa e dell’ambiente in cui si vive? E cosa conforta più di un’immersione in natura? Cosa può regalare maggiore benessere di un bagno di bosco, di un trekking in natura o di un pic nic al mare?

Definizione del termine

Ma qual è esattamente la definizione di solastalgia? Il termine è stato coniato nel 2003 da un gruppo di psichiatri australiani dell’università di Newcastle in Australia e dal filosofo Glenn Albrecht. Si tratta di una parola che arriva dalla pratica clinica e psicologica e indica il senso di malessere che ci invade quando l’ambiente che ci circonda è stato violato, distrutto, abbandonato. Secondo Albrecht significa: «La nostalgia di casa che si prova quando si è ancora a casa». Il riferimento era, in quel caso, al sentimento comune degli abitanti dell’isola di Nauru, di fronte al boom dell’estrazione del carbone nella Upper hunter valley, in Australia, metafora della perversa follia estrattivista dell’economia contemporanea. In pratica, la definizione di solastalgia è: il senso di impotenza che annulla ogni energia, alla disperazione di aver perduto tutto, alla percezione che non ci sia un futuro, quando tutto ciò è determinato da un disastro ambientale riconducibile al cambiamento climatico.

Ansia e depressione

Foto di Stormseeker / Unsplash

Solastalgia, un malessere figlio dell’antropocene

Oltre a essere un termine nuovo, la solastalgia è ovviamente un sentimento strettamente connesso ai giorni nostri. Solo nell’era dell’antropocene, ovvero l’era geologica in cui gli impatti dell’uomo sulla Terra e sull’atmosfera sono maggiormente evidenti e invasivi e in cui i cambiamenti climatici stanno distruggendo in modo continuo e quasi inesorabile il Pianeta, poteva nascere uno stato d’animo come quello dell’ecoanxiety e della solastalgia.

Parlare di scioglimento di permafrost, dell’avanzata della desertificazione (con i conseguente aumento dei migranti climatici) è una grande fonte di stress e di eco ansia soprattutto per chi prova una profonda connessione con la natura. E questa fonte di stress porta a depressione e rabbia proprio come una qualsiasi altra situazione stressante della vita quotidiana.

La diffusione di questi temi, infatti, ha un impatto sulla percezione della gravità del problema da parte dell’opinione pubblica e influenza la risposta emotiva delle persone. Una risposta emotiva che sembra essere orientata verso un climate despair, un sentimento di profonda frustrazione all’idea che la terra si stia avviando verso il punto di non ritorno. E l’interiorizzazione di questi fenomeni porta al disagio psicologico detto appunto solastalgia. Un sensazione che si affianca all’eco-ansia: il senso di frustrazione causata alla consapevolezza dell’irreversibilità dei danni che si producono sull’ambiente e della propria posizione di marginalità.

Fiore secco

Foto di Pawel Czerwinski / Unsplash

Gli effetti della solastalgia

I sintomi della solastalgia sono tanti e possono essere sia acuti sia cronici. I sintomi vanno dalla nostalgia allo stress, dall’alienazione all’ansia e alla depressione, passando per senso di perdita, disturbi del sonno e aumento dell’aggressività. Tra gli effetti della solastalgia c’è anche l’indebolimento del sistema immunitario che risulta poi in un indebolimento del fisico che diventa maggiormente soggetto a problemi fisici.

Chi sono le persone più vulnerabili

La solastalgia può colpire chiunque. Ovviamente, le persone più vulnerabili sono quelle che hanno con la natura un rapporto più simbiotico e che hanno saputo coltivare la propria biofilia attraverso l’ecologia affettiva. E sono più vulnerabili quelli che si informano, conoscono bene i fenomeni che stanno minacciando il Pianeta e sanno che questo potrà anche avere un impatto sulle loro vite: insomma, gli adolescenti e i giovani. Inoltre sono a rischio le persone che “lavorano” con la terra e l’ambiente. Quelle che la conoscono bene e il cui sostentamento diretto deriva proprio dalla terra.

Come affrontare la solastalgia

Trattandosi di diversi tipi di manifestazioni e di condizioni di malessere che attengono allo stato mentale, è molto difficile capire come si può affrontare la solastalgia. Ovviamente se si tratta di sintomi che rendono davvero complicata mantenere una certa serenità, la cosa migliore è rivolgersi a uno specialista. Un modo per affrontare la solastalgia e l’eco-ansia in maniera molto attiva, è invece quello di impegnarsi in prima linea per il cambiamento, ovvero studiare, diventare attivisti per l’ambiente e far capire a tutti quali sono i problemi ambientali urgenti da combattere.

Maria Enza Giannetto

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