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Gelso da riscoprire: dalle more alla pianta, tutte le proprietà

Il suo frutto succoso e ipocalorico e le proprietà antinquinamento delle foglie, rendono il gelso una pianta dai tanti effetti benefici che riscuote sempre maggiore interesse sia in fitoterapia sia come ornamento

Rosa Oliveri
10 Settembre 2021

Un frutto e una pianta dalle decine di utilizzi che solo negli ultimi tempi è stato riscoperto per i suoi tanti benefici, oltre che per il suo gusto. Il gelso – nelle sue tante varietà – è un frutto profumato e gustoso la cui pianta evoca subito l’Asia e il baco da seta. Grazie  al rinnovato interesse verso le sue proprietà salutari e come coadiuvante contro l’inquinamento dell’aria, desta oggi molta curiosità da parte di chi ne conosce i tanti benefici.

More di gelso

Foto Shutterstock

Etimologia e provenienza del gelso

Il nome botanico del gelso è Morus L. termine con il quale si identifica un genere di piante appartenenti famiglia delle Moracee. Originario dell’Asia, ma anche diffuso, allo stato naturale, in Africa e in Nord America. Sotto questo nome ci sono alberi o arbusti da frutto di taglia media, comunemente chiamati, appunto, gelsi.

In particolare, le foglie sono alterne, di forma ovale o a base cordata con margine dentato. Le principali specie conosciute e rinvenibili in Italia e in Europa sono il gelso bianco (Morus alba) e il gelso nero (Morus nigra), mentre le altre sono di varie parti del mondo. L’infruttescenza, ovvero il frutto del gelso è detto sorosio ed è costituita da tanti piccoli frutti accostati, generati da altrettanti fiori, e quindi altrettanti ovari. Di solito le piante piccole regalano frutti carnosi e succosi (tipici dell’estate e da portare in tavola tra luglio e agosto), chiamati appunto gelsi o more di gelso (simili alle more di rovo) che sono anche l’ingrediente-base di marmellata e della tipica granita siciliana.

Specie e classificazione

Come anticipato, le principali specie che si ritrovano in Italia sono quella bianca e quella nera. Le caratteristiche sono simili  in tutte le varietà, ma ecco qualche indicazioni sulle loro tipicità.

  1. Gelso nero –  è quello più utilizzato poiché produce frutti abbondante e carnosi ottimi da mangiare freschi, in marmellate, granita siciliana e distillati.
  2. Gelso bianco – è quello che veniva utilizzato maggiormente per la bachicoltura e dall’Asia arrivò in Europa per questo motivo. Il frutto è dolce ma poco acidulo.
gelso bianco

Foto Shutterstock

La pianta del gelso: caratteristiche

La pianta di gelso è stata per un po’ quasi dimenticata e non viene più coltivata come un tempo, quando veniva utilizzata sia per la bachicoltura, sia a scopo ornamentale o semplicemente per i suoi frutti. Di fatto, un tempo se ne apprezzavano le proprietà medicamentose dei frutti mentre le foglie venivano utilizzate come nutrimento dei bachi da seta che venivano allevati per produrre il filato. La pianta tollera bene ogni tipo di clima e coltivata come albero può raggiungere i 15 metri di altezza ed è adattabile a qualsiasi tipo di terreno. Un tempo, gli alberi di gelsi delimitavano i confini dei campi e adornavano i viali e venivano anche utilizzati per contrastare la franosità del terreno.

Come coltivarlo

La coltivazione del gelso può essere sia a scopo ornamentale sia per la produzione di frutti. In questo secondo caso è meglio irrigare abbondantemente in estate e potarne i rami laterali dopo l’inverno. La riproduzione avviene per talea, prelevando in estate un pezzetto di ramo dell’anno precedente. Si possono anche utilizzare i polloni scegliendo quelli più sviluppati e robusti, completi di radici. Il periodo ideale per la messa a dimora è la primavera, appena le piante ricominciano a germogliare, in alternativa si può anche seminare, ma in questo caso bisognerà aspettare almeno 7 anni per i primi frutti.

Il frutto

Il gelso, o mora, è un frutto morbido e succoso dal colore nero-rossastro ed è maturo in estate. Il suo sapore è dolce e acidulo al tempo stesso ed è poco calorico (40 kcal ogni 100 grammi), ricco di vitamine e sali minerali, tra cui ferro, potassio, manganese e magnesio. Tra le vitamine troviamo la vitamina C, vitamine del gruppo B e vitamina K.

Le foglie

Le foglie della pianta di gelso hanno forma ovale, la base cordata e il profilo dentato ed erano utilizzate per la bachicoltura (oggi riscoperta da un’azienda calabrese di gelsibachicoltura) visto che sono proprio l’alimento base della dieta del baco da seta. In realtà le foglie che il baco predilige sono quelle del gelso bianco.

Albero di gelso con more

Proprietà benefiche del gelso

Frutto, corteccia, foglie e radici del gelso trovano largo impiego in fitoterapia. In particolare, il gelso bianco ha effetti diuretici e lassativi e dunque, è ottimo per coloro che soffrono di stitichezza. Il gelso nero, invece, oltre alle proprietà della varietà bianca ha proprietà lassative ed è un ottimo decongestionante, rinfrescante, tonico e lenitivo. Inoltre ha proprietà depurative e antibiotiche.

In genere, la corteccia viene impiegata mediante decotti, ottimi per la stitichezza, le foglie invece, messe in infusione hanno proprietà diuretiche e sono un rimedio naturale per prevenire il diabete e controllare il livello di zuccheri nel sangue.

Il gelso contro l’inquinamento

Le qualità del gelso non sono solo di tipo alimentare e fitoterapico. Le parti aeree della pianta, infatti, sono in grado di assorbire gli inquinanti atmosferici e le sue radici quelli del suolo. Le foglie delle piante di gelso, infatti, riescono ad assorbire anidride carbonica, monossido di carbonio, acido fluoridrico, anidride solforosa e cloro dall’atmosfera. In pratica, secondo gli studi, una pianta può assorbire 5,7 g anidride solforosa per ogni chilo di foglie secche. Mentre le radici del gelso hanno un diametro maggiore in prossimità della porzione di fusto e formano al di sotto una struttura fibrosa che fa assorbire alte concentrazioni di inquinanti di carbonio dal suolo.

Rosa Oliveri

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