Wise Society : “Il veleno nel piatto”: come evitare di avvelenarci con il cibo
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“Il veleno nel piatto”: come evitare di avvelenarci con il cibo

Nel suo nuovo libro choc “Il veleno nel piatto” la giornalista francese Marie-Monique Robin ripercorre l’intera catena produttiva del cibo: dall’uso dei pesticidi nei campi fino all’uso di additivi e plastiche per uso alimentare. E spiega i rischi che tutto questo comporta

Francesca Tozzi
16 Ottobre 2012

sicurezza alimentareLa denutrizione e la malnutrizione rimangono problemi irrisolti e la crisi non aiuta di certo. In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, Coldiretti evidenzia una situazione allarmante anche sul territorio nazionale dove gli effetti della crescente disoccupazione e delle difficoltà economiche si stanno facendo sentire soprattutto a tavola. Secondo dati Agea ripresi da Coldiretti, gli italiani poveri che hanno chiesto un pacco alimentare o un pasto gratuito ai canali no profit che distribuiscono le eccedenze alimentari hanno toccato quota 3,3 milioni. Ma l’allarme oggi non riguarda solo la scarsità del cibo ma anche la sicurezza di quello che mettiamo quotidianamente nel piatto: a lanciarlo è un nuovo libro destinato di certo a far discutere e dal titolo volutamente provocatorio “Il veleno nel piatto. I rischi mortali nascosti in quello che mangiamo”. Uscito da poco in libreria per i tipi di Feltrinelli, mette in luce temi di cui all’industria alimentare conviene non parlare. L’autore è Marie-Monique Robin, una giornalista francese che ha già fatto parlare di sé con libri come Voleurs d’organes, enquête sur un trafic ed Escadrons de la mort, l’école française; ha realizzato numerosi documentari, coronati da una trentina di premi internazionali, e reportage girati in tutto il mondo. Nel 1995 ha vinto l’Albert London Prize.

Il cibo ci avvelena?

In che percentuale le sostanze che intossicano il nostro corpo derivano dal cibo? Riusciamo davvero a smaltire le tracce dei pesticidi usati massicciamente nell’agricoltura tradizionale? E gli additivi comunemente presenti nei prodotti confezionati non rischiano di creare un pericoloso effetto accumulo?

Gli alimenti contengono il più delle volte prodotti chimici tossici. Si tratta di un dato di cui i consumatori sono all’oscuro. Questo libro vuole svelare responsabilità, le omissioni, le complicità che minano la sicurezza dell’intera catena produttiva del cibo. Come valutare la nocività di queste sostanze che si infilano tra la pera e il formaggio nei nostri piatti? Le materie plastiche e gli additivi sono proprio così pericolosi come sospettano numerose associazioni di difesa dell’ambiente? È la quantità a fare il veleno, rispondono gli industriali, e per questa ragione hanno inventato il concetto di “dose quotidiana accettabile”, cioè la quantità che si può ingerire ogni giorno senza effetti sulla salute. Ma questi prodotti chimici sono veramente senza effetti? Ma non basta…

Aumenta l’incidenza di tumori e leucemie

Moltissime ricerche scientifiche ed epidemiologiche segnalano che nel corso degli ultimi trent’anni il tasso di incidenza dei tumori è aumentato del 40%, in paesi come gli Stati Uniti, la Norvegia e la Svezia. E sempre in questo lasso di tempo la progressione delle leucemie e dei tumori cerebrali tra i bambini (secondo quanto sostengono gli studi dell’International Agency for Research on Cancer) è stato del 2% annuo. Per non parlare poi dell’evoluzione simile per le malattie neurologiche (Parkinson e Alzheimer) e autoimmuni. Come spiegare questa epidemia inquietante, che colpisce soprattutto i paesi “sviluppati”? A queste domande risponde Marie-Monique Robin in un libro choc che è frutto di un’inchiesta condotta per due anni tra America del Nord, Asia ed Europa (e anche Italia).

Appoggiandosi a numerosi studi scientifici, ma anche alle testimonianze dei ricercatori e dei rappresentanti delle agenzie di regolamentazione, l’autrice dimostra che la causa principale di questa vera e propria epidemia è di tipo ambientale. In particolare per la presenza di decine di molecole chimiche che hanno invaso il nostro ambiente quotidiano e l’alimentazione a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Sotto accusa la catena produttiva del cibo

Per questo, ripercorre l’intera catena produttiva del cibo: dall’uso dei pesticidi nei campi fino all’uso di additivi e plastiche per uso alimentare nei nostri piatti. Nel fare ciò mette a nudo il sistema di valutazione e omologazione dei prodotti chimici, attraverso gli esempi emblematici dei pesticidi, dell’aspartame e del bisfenolo A. E infine descrive le pressioni e le manipolazioni messe in atto dall’industria chimica per mantenere sul mercato prodotti altamente tossici. Un libro da leggere per diventare consumatori più consapevoli, capaci di prestare più attenzione alle informazioni in etichetta piuttosto che alle suggestioni della pubblicità.

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