Wise Society : Il Bisfenolo A spiegato: dove si trova e i rischi per la salute

Il Bisfenolo A spiegato: dove si trova e i rischi per la salute

di
25 Febbraio 2026

Il divieto del Bisfenolo A in Europa non garantisce la sicurezza per la salute. Per questo è bene sapere di che si tratta, capire in quali oggetti si trova e come difendersi dai suoi effetti sull'organismo

Fa male o no? Il bisfenolo A  (BPA) è una sostanza sotto la lente di ingrandimento da anni perché accusato di influire negativamente sulla salute e di essere un interferente endocrino. E infatti nel 2025 l’Unione Europea l’ha vietato i tutti i materiali a contatto con gli alimenti. Eppure è ancora presente nei supermercati perché la normativa prevede un periodo transitorio per consentire alle aziende di recepire e adeguarsi alle nuove disposizioni. Il risultato? Lattine e barattoli contenenti Bisfenolo A potranno stazionare sugli scaffali degli esercizi commerciali anche fino al 2028. Questa sostanza è infatti presente nelle plastiche, nella sintesi del poliestere, nonché nelle resine epossidiche e nelle più comuni forme di policarbonato – solo per citarne alcuni – ed è un composto che fino a oggi è stato largamente utilizzato nel campo “alimentare” o meglio nel packaging. Cerchiamo quindi di approfondire l’argomento capendo più nel dettaglio cos’è il Bisfenolo A, quali sono i suoi effetti sulla salute e in quali oggetti si trova, così da poter fare acquisti consapevoli.

Plastica e bisfenolo a

Foto shutterstock

BPA: cos’è il Bisfenolo A?

Il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica organica utilizzata principalmente nella produzione di plastiche e resine epossidiche utilizzate ad esempio per il rivestimento di metalli, come nel caso delle lattine.

È un composto appartenente alla famiglia dei bisfenoli, e il suo nome completo è 2,2-bis(4-idrossifenil)propano. Inoltre è uno dei monomeri principali nella produzione del policarbonato impiegato in ambito alimentare nella produzione di stoviglie di plastica e contenitori per la conservazione del cibo.

Il Bisfenolo A fa male? Gli effetti sulla salute

Il BPA fa male? Cominciamo col dire che è considerato una sostanza potenzialmente rischiosa per la salute umana, anche se le principali ricerche affermano che il grado di pericolo dipende molto dalle quantità a cui si è esposti. Tuttavia negli ultimi anni le ricerche scientifiche sul BPA si sono concentrate maggiormente sulle esposizioni a basse dosi, ma anche sugli effetti durante la gravidanza: i risultati più recenti rafforzano l’idea che il BPA non sia assolutamente innocuo ma che possa anzi contribuire a diversi problemi di salute, pur lasciando aperte molte domande sui meccanismi precisi e sull’entità del rischio nella popolazione generale. Scopriamo allora quali sono i principali rischi connessi all’uso di oggetti contenenti BPA.

Bpa e patologie endocrinologiche

Parlando degli effetti sulla salute del BPA, cominciamo col dire che il Bisfenolo A è innanzitutto un noto interferente endocrino, ovvero di un composto capace di interferire con il sistema endocrino: può cioè imitare l’azione degli ormoni naturali, in particolare quella degli estrogeni. Proprio per questo motivo, il BPA può alterare l’equilibrio ormonale dell’organismo, influenzando processi come la crescita, lo sviluppo sessuale, la fertilità e il metabolismo.

Bpa, sindrome metabolica e obesità

Per quanto riguarda il metabolismo e l’obesità, alcume meta-analisi e revisioni sistematiche pubblicate tra il 2023 e il 2024 segnalano associazioni consistenti fra concentrazioni urinarie di BPA e componenti della sindrome metabolica come un aumento della circonferenza vita, la resistenza all’insulina e la maggiore probabilità di obesità addominale. Questi lavori non dimostrano causalità definitiva, ma indicano un pattern ripetuto che fa pensare al BPA come a un “obesogeno” che può quindi contribuire all’alterazione del metabolismo

Bpa e rischio cardiovascolare

Studi osservazionali e analisi, come quella pubblicata sulla National Library of Medicine, hanno inoltre evidenziato un’associazione tra livelli di BPA e un peggior profilo cardiovascolare (ipertensione, marcatori di rischio cardiometabolico) e una correlazione con peggioramenti della salute cardiovascolare nelle analisi trasversali; la letteratura sottolinea però i limiti delle analisi osservazionali (confondenti, misure di esposizione puntuali) e la necessità di studi più robusti sul tema.

In sintesi, il BPA non è una tossina acuta o immediatamente pericolosa, ma è considerato un rischio cronico e subdolo, legato all’accumulo nel tempo e alla sua capacità di alterare il delicato equilibrio del corpo. Per questo motivo, molte persone preferiscono scegliere prodotti “BPA free” (senza BPA), per ridurre il più possibile l’esposizione quotidiana. Ma queste alternative sono davvero sicure?

Esposizione al Bisfenolo A

Foto Shutterstock

I prodotti senza BPA sono da preferire?

Senza Bpa, cosa significa? Essenzialmente significa al posto del Bisfenolo A sono utilizzate sostanze chimicamente affini al BPA, e che svolgono la stessa funzione. Stiamo parlando ad esempio del BPS o del BPF (ma ce ne sono anche altre) che però ultimamente hanno sollevato non pochi interrogativi da parte della comunità scientifica.

Una delle più recenti ricerche sul tema ha infatti suggerito che la semplice sostituzione del BPA con un una sostanza affine ma BPA free (senza), non garantisca automaticamente maggiore sicurezza per la salute umana o per l’ambiente. 

I ricercatori hanno sottolineato infatti l’importanza di estendere il monitoraggio ambientale alle alternative al BPA, prendendo altresì in considerazione scenari realistici di assimilazione della sostanza, ovvero l’esposizione a basse dosi e gli effetti a lungo termine, combinata anche ad altre sostanze presenti nell’ambiente. 

Inoltre, in termini di regolamentazioni, il fatto che queste alternative vadano diventando più diffuse suggerisce che non basta eliminare il BPA e pensare che il problema sia risolto: è altrettanto importare vigilare sulle sostituzioni e sui potenziali effetti che hanno sulla salute. 

bpa free: simbolo dei prodotti senza Bpa

Foto shutterstock

Dove si trova il Bisfenolo A

Usato da più di 50 anni assieme ad altri composti per produrre resine e plastiche il bisfenolo A si trova in particolare in plastiche in policarbonato e nelle resine epossidiche usate per le pellicole e nei rivestimenti per lattine per bibite e alimenti, ma anche in oggetti di carta e cartone. Qui di seguito l’elenco degli oggetti che contengono il BPA.

Oggetti di uso quotidiano

Purtroppo il Bisfenolo A si trova in moltissimi oggetti che usiamo tutti i giorni, sia quelli legati al mondo dei detersivi, che ai contenitori di alimenti o strumenti per cucinare. Alcuni tipi di oggetti che contengono Bisfenolo A sono:

  • Bottiglie di plastica rigida (non in PET ma in policarbonato, contrassegnate spesso con il codice riciclo “7 – Other”)
  • Bicchieri, brocche e contenitori riutilizzabili in plastica dura
  • Pentole, padelle o utensili con rivestimento antiaderente o epossidico
  • Contenitori per microonde o freezer in plastica rigida
  • Tappi di bottiglie o coperchi con rivestimento interno plastificato

Al contrario di quanto si pensa, invece, il BPA è raramente presente nelle bottiglie di plastica di acqua che, come anticipato, sono di solito prodotte a partire dal PET. 

Imballaggi alimentari

Il Bisfenolo A si trova inoltre in tantissimi contenitori usati, anche a livello industriale, per contenere cibi che consumiamo tutti i giorni o quasi. Fra questi troviamo:

  • Lattine per bevande e alimenti (il rivestimento interno spesso contiene resine epossidiche a base di BPA)
  • Barattoli per conserve, salse, legumi e zuppe
  • Tappi a vite e chiusure metalliche di bottiglie o vasetti con rivestimenti interni protettivi
  • Pellicole e vassoi plastici rigidi per alimenti

Prodotti per neonati e bambini

L’affaire sul Bisfenolo A è storicamente legato all’uso di questa sostanza nei prodotti destinati ai bambini e ai neonati. E se oggi in Europa e in altri paesi l’uso del PBA in questa tipologia di prodotto è vietata per legge, in alcuni prodotti datati o importati da Paesi con norme meno stringenti non ha ancora eliminato il problema del tutto. Il PBA potrebbe quindi trovarsi in:

  • Vecchi biberon in policarbonato
  • Tazze o piattini per bambini in plastica dura
  • Giocattoli in plastica rigida o flessibile non certificati BPA-free

Elettronica e materiali tecnici/industirali

Non solo alimenti: per le sue peculiari caratteristiche il Bisfenolo A è utilizzato anche nell’industria elettronica o industriale. E per questo potrebbe trovarsi in:

  • Parti in plastica rigida di computer, telefoni, caschi, DVD, CD e dischi Blu-ray
  • Rivestimenti protettivi o isolanti di cavi elettrici e componenti elettronici
  • Strati protettivi interni di tubi o serbatoi industriali
  • Parti di cruscotti, maniglie o rivestimenti interni in plastica dur
  • Vernici, colle e resine epossidiche usate in casa o in edilizia
  • Sigillanti per pavimenti o tubazioni

Carta e prodotti vari

Si pensa che il BPA sia legato esclusivamente al mondo della plastica, ma in realtà è ampiamente utilizzato anche nell’industria della carta. Il Bisfenolo A può infatti essere contenuto all’interno di:

  • Scontrini termici (spesso contengono BPA come sviluppatore chimico del colore)
  • Cartoni per la pizza.
  • Biglietti stampati su carta termica (mezzi pubblici, parcheggi, ecc.)
  • Alcune etichette adesive o ricevute bancarie
bpa nelle lattine

Foto Shutterstock

Come proteggersi dal BPA

Alla luce di quanto abbiamo appena detto, non è così semplice proteggersi ed evitare l’esposizione al BPA in quanto questo composto chimico si trova in moltissimi oggetti di uso quotidiano. Possiamo però mettere in atto comportamenti virtuosi capaci per lo meno di diminuire l’esposizione. Ecco qualche consiglio.

  • Scegli contenitori senza BPA
    Evita quindi le plastiche rigide con codice di riciclo “7 – Other” o “PC” (policarbonato), che sono quelle più soggette a contenere Bisfenolo A.  sono quelle più soggette a contenere BPA. Cerca la dicitura BPA Free ma, per essere sicuro, verifica anche che questi oggetti siano anche “BPS-free” o “BPF-free”
  • Evita di riscaldare il cibo in contenitori di plastica
    Non mettere mai nel microonde contenitori o pellicole in plastica che non siano chiaramente dichiarati “idonei al microonde” e “BPA-free”. Anche nel lavastoviglie, il calore e i detergenti possono favorire il rilascio del BPA: sarebbe quindi meglio lavare a mano i contenitori in plastica.
  • Limita il consumo di alimenti in lattina
    Agli alimenti conservati nelle classiche lattine, preferisci senza indugio contenitori in vetro o confezioni in cui sia dichiaratamente assente un rivestimento epossidico. Molte lattine (soprattutto di bevande gassate, legumi e zuppe) hanno ancora oggi resine interne a base di BPA.
  • Riduci il contatto con scontrini e carta termica
    Come anticipato, gli scontrini possono contenere BPA o BPS come sviluppatori di calore. Per questo motivo dovresti evitare di tenerli in tasca. Dopo averli toccati o maneggiati, ricorda inoltre di lavarti le mani, soprattutto prima di consumare un pasto.
  • Consuma alimenti freschi e poco confezionati
    Il cibo fresco, sfuso e non confezionato tiene al sicuro dall’esposizione al BPA. Quindi nel limite delle tue possibilità fai la spesa sfusa

Rosa Oliveri

© Riproduzione riservata
Altri contenuti su questi temi:
Continua a leggere questo articolo:
WISE RADIO