Wise Society : Aspartame: fa male o è sicuro? Effetti e dosi consigliate

Aspartame: fa male o è sicuro? Effetti e dosi consigliate

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22 Aprile 2025

E' fra i dolcificanti artificiali più utilizzati, ma anche uno dei più indagati e chiacchierati. Facciamo chiarezza sul tema per capire meglio cosa dice la scienza a riguardo

Ormai è assodato che l’eccesso di zuccheri nella dieta è uno dei principali “nemici”, non solo della linea, ma anche, più in generale, della salute, tanto da essere considerato un fattore importante nello sviluppo di numerose patologie. I dolcificanti artificiali, tra i quali è molto noto l’aspartame, costituiscono dunque una valida alternativa, consentendo di ridurre le calorie e tenere a bada la glicemia, tanto che li troviamo un po’ ovunque. Negli anni però si sono avvicendati un numero incredibile di pareri sui reali benefici ed eventuali effetti collaterali di questi dolcificanti e la verità, come spesso accade, è nel mezzo. Mettiamo sulla bilancia pro e contro e proviamo a tirare qualche conclusione. E allora andiamo a capire meglio cos’è l’aspartame, a cosa serve, in quali alimenti si trova e quali controindicazioni potrebbe avere.

Aspartame

Foto Shutterstock

Tutto sull’aspartame: cos’è e a cosa serve 

Cominciamo con l’Abc, ovvero scoprendo cos’è l’aspartame. Ebbene, si tratta di un edulcorante artificiale, a basso tenore calorico ma dall’altissimo potere dolcificante: basti pensare che è circa 200 volte più dolce dello zucchero, motivo per cui ne è necessaria una quantità davvero minima per ottenere la dolcezza desiderata. Detto questo, è facile immaginare a cosa serve l’aspartame: dolcificare. In Europa ne è autorizzato l’uso come “additivo alimentare” in prodotti come le bevande, oppure in gomme da masticare, in prodotti definiti “light” o “sugar free”, dietetici, per il controllo del peso, ma anche in prodotti di pasticceria e lattieri. Infine si usa, generalmente in piccole pasticche, come dolcificante artificiale alternativo allo zucchero

Aspartame, zucchero ed edulcoranti artificiali

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L’aspartame fa male?

Sono più di 30 anni ormai che l’aspartame tiene banco, suscitando interesse e molte controversie in campo alimentare, nonché tema di studio per approfondite ricerche che vanno dalla sperimentazione sugli animali, alle ricerche cliniche, allo studio degli effetti in base alle quantità assunte ecc. E se in molti Paesi il suo consumo è giudicato sicuro, nell’Unione Europea bisogna dichiararne la presenza sull’etichetta con la sigla E 951, che indica appunto la presenza di aspartame all’interno del prodotto che si vuole acquistare o che si sta per consumare.

Ma l’aspartame fa male? L’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare che fornisce consulenze scientifiche indipendenti sui rischi connessi all’alimentazione, nel corso degli anni ha tenuto la sicurezza dell’aspartame sotto costante osservazione e i suoi gruppi di esperti hanno emanato pareri su nuovi studi scientifici apparsi in merito a questo dolcificante. Ogni volta, l’Autorità ha sempre concluso che i nuovi dati scientifici non costituivano motivo sufficiente per rivedere la valutazione della sicurezza dell’aspartame né per ritoccare la DGA. Le ultime ricerche sul tema porterebbero però a conclusioni diverse.

Aspartame e cancro

Gli studi più recenti sull’aspartame hanno portato a nuove valutazioni da parte di organismi internazionali. Nel luglio 2023, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), affiliata all’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha classificato l’aspartame come “possibilmente cancerogeno per l’uomo” facendo così entrare la sostanza nel Gruppo 2B. Questa classificazione si basa su prove limitate che suggeriscono un’associazione tra il consumo di aspartame e un aumento del rischio di carcinoma epatocellulare, un tipo di cancro al fegato.

Senza creare allarmismi, è bene sottolineare che questa classificazione non implica un rischio elevato per la salute umana. Il Comitato congiunto FAO/OMS di esperti sugli additivi alimentari (JECFA) ha confermato che non vi sono prove convincenti di effetti dannosi derivanti dal consumo di aspartame entro la dose giornaliera accettabile (DGA) stabilita.

In sintesi, l’aspartame è stato classificato come “possibilmente cancerogeno” sulla base di evidenze limitate, ma il consumo moderato entro i limiti raccomandati non è considerato pericoloso per la salute. È comunque consigliabile, come per molti altri alimenti e additivi, consumarlo con moderazione e all’interno di una dieta equilibrata.​

Aspartame e flora intestinale

Benché sia stata esclusa un’associazione con i tumori, tuttavia, un recente studio dei ricercatori della Ben-Gurion University in Israele pubblicato a settembre del 2021 sulla rivista scientifica “International Journal of Molecular Sciences”, dimostra come i dolcificanti artificiali, tra cui l’aspartame, abbiano l’effetto collaterale di modificare la composizione del microbiota, ovvero la flora intestinale, e favorire l’insorgenza di infezioni batteriche, causando disagio e problemi digestivi.

Nel nostro intestino vivono infatti numerosi batteri “buoni”, fondamentali per le normali funzioni metaboliche dell’organismo e per il sistema immunitario. Secondo lo studio israeliano, l’aspartame (come anche altri dolcificanti artificiali) interferirebbe con il metodo di comunicazione usato da tali batteri, influenzando il delicato equilibrio del microbiota.

Ma sarebbero anche altre le controindicazioni dell’aspartame. Da altri studi, tra cui uno pubblicato sull’autorevole rivista “Nature”, emerge che le variazioni indotte dall’aspartame sul microbiota predispongono chi lo consuma all’intolleranza al glucosio e alla resistenza all’insulina, condizioni che a loro volta favoriscono diabete, obesità e problemi cardiaci. Considerando che il dolcificante è spesso usato nei prodotti dietetici o a basso contenuto calorico, consumati in larga parte da chi ha già problemi di peso, ci si rende conto che non è un problema da poco.

I possibili effetti collaterali a lungo termine

Un ulteriore studio, pubblicato recentemente su Cell, sottolinea la necessità di comprendere l’impatto a lungo termine dei dolcificanti artificiali. «Dobbiamo aumentare la consapevolezza del fatto che, a differenza di quanto si è ritenuto finora, i dolcificanti non nutritivi non sono inerti per il corpo umano», afferma uno degli autori dello studio Eran Elinav. E aggiunge: «Per chiarire le implicazioni sulla salute dei cambiamenti indotti da queste sostanze negli esseri umani saranno necessari studi a lungo termine».

pastiglie di aspartame

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Quanto aspartame fa male?

L’aspartame è dunque fra i dolcificanti che fanno male? Alla luce di quanto esposto fino ad ora, finché non saremo in possesso di studi più approfonditi e definitivi, vale sempre la regola d’oro, applicabile a qualunque alimento: consumare con parsimonia, senza abusarne.

Quanto aspartame si può assumere al giorno, quindi? La dose giornaliera accettabile (DGA), stimata in 40 mg/kg di peso corporeo è ritenuta in generale sicura per la popolazione, senza contare che comunque è stato riscontrato che l’esposizione dei consumatori all’aspartame è ben al di sotto di questo livello.

Basti pensare che, per superare la DGA, il consumo della maggior parte dei prodotti contenenti questo dolcificante dovrebbe essere eccezionalmente elevato e costante per tutto il corso dell’esistenza di una persona. Per raggiungere tale dose, un adulto di 60 kg dovrebbe bere 36 lattine da 330 ml al giorno di una qualsiasi bevanda dietetica, che contenga una normale quantità di aspartame (inferiore dalle 3 alle 6 volte ai livelli massimi consentiti). S tratta quindi di uno scenario difficile, se non impossibile, se si pensa che significherebbe bere qualcosa come 11 litri di liquidi al giorno… e comunque si starebbe in un range sicuro per scongiurare i danni da intossicazione da aspartame.

Deve comunque fare attenzione chi soffre di PKU, ovvero di fenilchetonuria, una malattia ereditaria che causa bassi livelli di tirosina e alti livelli di fenilalanina nel sangue, tossici per il cervello. Tanto tossici che, se non trattati, rischiano di influenzare il suo sviluppo e causare ritardo mentale, disturbi dell’umore e problemi comportamentali. Per mantenere la fenilalanina a livelli accettabili è necessario limitare il consumo di alimenti e bevande ricchi di aspartame, oltre agli alimenti ricchi di proteine o di amido. In questo caso, quindi, bisogna stare ben al di sotto dei già citati 40mg/kg.

Paola Greco

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