Wise Society : Meno spreconi ma poco attenti alle scadenze
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Meno spreconi ma poco attenti alle scadenze

Un sondaggio del Movimento Difesa del Cittadino rileva le attitudini degli italiani riguardo allo spreco di cibo

18 Agosto 2014

Foto: Monica Arellano-Ongpin/FlickrGli italiani e lo spreco di cibo: uno su 5 (il 19,6%) confessa di gettare regolarmente nel cassonetto gli avanzi di pranzi e cene troppo abbondanti. Mentre l’80% dichiara di non farlo mai o raramente trasformandolo poi in nuove pietanze.

Sono i dati che emergono dal dal sondaggio del Movimento difesa del cittadino (Mdc) realizzato all’indomani della prima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare voluta dal Ministero dell’Ambiente dello scorso 5 febbraio e resi noti di recente. Verdura, avanzi di cibi cotti, frutta e pane gli alimenti che più spesso vengono gettati.

Ma nelle intenzioni dell’associazione, il sondaggio aveva anche lo scopo di interrogarsi su quali siano le cause che più portano al dover gettare cibo come per esempio fare la spesa in modo irregolare: circa la metà del campione, infatti, va al supermercato una volta a settimana rischiando di non poter pianificare quanto consumerà durante la settimana. E di accumulare prodotti freschi che, se non consumati per tempo, si trasformeranno in rifiuti.

Ma anche non controllare ledatedi scadenza dei prodotti è una delle ragioni dello spreco. Solo il 30% del campione controlla le scadenze dei prodotti che ha in casa più volte durante la settimana e oltre il 46% lo fa solo quando ha necessità di consumare il prodotto, ma potrebbe essere troppo tardi. «Controllarle regolarmente è importante perché ci permette di consumare prima i prodotti prossimi alla scadenza ed è bene verificare spesso questa informazione in etichetta anche a casa», rilevano dall’associazione aggiungendo che un 6% dichiara di non controllare mai questa importante informazione presente in etichetta.

Questi dati, conclude il Movimento, «confermano la necessità di lavorare molto sul fronte dell’educazione e responsabilizzazione del consumatore».

 

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