Wise Society : Da materassi a sogni: l’economia circolare di Dorelan fa bene al sociale
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Da materassi a sogni: l’economia circolare di Dorelan fa bene al sociale

L’azienda romagnola ha avviato un progetto di riciclo per trasformare residui di produzione dei materassi in nuovi prodotti dando lavoro a una coop sociale

Andrea Ballocchi
18 ottobre 2019

L’economia circolare come occasione per avviare azioni finalizzate alla sostenibilità ambientale e sociale. L’esempio lo offre Dorelan, azienda italiana specializzata nella produzione di sistemi letto, che proprio in questi giorni ha lanciato  “I’m A Dreamer. Sogno Riciclo Creo”. Si tratta di un progetto che coinvolge un’impresa sociale coinvolta attivamente nel riutilizzare tessuti e materiali provenienti da materassi e letti dell’azienda romagnola per trasformarli in una collezione di 6 differenti tipologie di prodotto avviate alla commercializzazione.

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Uno dei prodotti del progetto di Dorelan “I’m A Dreamer. Sogno Riciclo Creo” che coinvolge un’impresa sociale per riutilizzare tessuti e materiali provenienti da materassi e letti, Foto: Dorelan

DA SCARTI A NUOVE OPPORTUNITA’ PER L’ECONOMIA E IL SOCIALE – Il progetto avviato da Dorelan offre la possibilità di dare nuova vita a residui di produzione e insieme opportunità di occupazione a persone disabili e svantaggiate. Partita nel 2017, l’iniziativa è stata condotta trovando la collaborazione di CavaRei, impresa sociale che gestisce servizi educativi e produttivi nel territorio forlivese, e del ‘Sistema Moda’ dell’Istituto Tecnico Saffi-Alberti di Forlì. In totale, 45 studenti hanno lavorato ai 20 prototipi selezionati tra i quali una sacca, una cuccia, un porta smartphone. Alla fine 755 Kg di tessuti e materiali provenienti dai residui di produzione si sono trasformati in 642 nuovi prodotti.

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La Dorelan ha recuperato 900 quintali di materiale recuperato per realizzare per lo più articoli imbottiti partendo da tessuti di vario tipo, cuciti a ovatta o a fibre tessili, Foto: Dorelan

C’è poi tutto il lavoro di riuso e di riduzione della azienda mirato a evitare lo smaltimento in discarica. Lo spiega Francesca Bazzoni, responsabile Certificazione Qualità di Dorelan. «Il progetto è nato dall’esigenza della nostra azienda di dare una seconda vita ai residui di produzione, parte di un percorso ambientale in atto da diversi anni che ci ha portati a permettere a gran parte degli scarti di essere tolti dalla via dei rifiuti per essere gestiti come sottoprodotti». Il caso dei tessuti è esemplare: fino al 2017 erano considerati rifiuti speciali e destinati alla indifferenziata. Progressivamente sono stati gestiti passando da oggetto di smaltimento a recupero. «Dall’anno scorso abbiamo aperto una nuova strada per la gestione dei sottoprodotti, materiali senza valore e dal grande impatto ambientale. Sono stati di fatto tolti dal percorso di smaltimento in discarica e avviati prima come recupero e poi si è proceduto a trasformarli in sottoprodotti per aziende che li impiegano riciclandoli nel loro ciclo produttivo, in piena ottica di economia circolare». Si parla, solo nell’anno in corso, di 900 quintali di materiale recuperato per realizzare per lo più articoli imbottiti partendo da tessuti di vario tipo, cuciti a ovatta o a fibre tessili. Sono questi i componenti delle fodere dei materassi, parte dei quali vanno a CavaRei per creare prodotti. Il riutilizzo di tutti i materiali avviati a sottoprodotto viene controllato in tutto il percorso.

LA SECONDA VITA DEI MATERASSI GREEN – I 900 quintali vengono compattati e riutilizzati debitamente lavorati. «Una volta triturato, il sottoprodotto viene impiegato per lo più per articoli imbottiti d’arredamento, spaziando dai cuscini per la Grande distribuzione all’involucro per le cucce dei cani», illustra Bazzoni. In questo modo più del 90% dei materiali che entrano in Dorelan trovano una second life o altrimenti (nel caso degli imballaggi in particolare) avviati alla raccolta differenziata. «Rispetto all’anno scorso, nel 2019 la produzione di rifiuti è stata abbattuta di circa il 50% in peso». Il lavoro è stato condotto svolgendo anche un’analisi del ciclo di vita LCA (Life Cycle Assesment) dall’acquisto delle materie prime fino al fine vita a casa del cliente. È stato fatto un calcolo che ha tenuto conto anche del carbon footprint, della gestione dei rifiuti, dei consumi elettrici. «In questo modo possiamo effettivamente confermare la bontà di un percorso sostenibile, sapendo quali implicazioni e impatto abbia sull’ambiente». L’obiettivo dell’azienda è di arrivare al più tardi nel 2021 alla certificazione ISO 14001 «anche se ci premeva prima di tutto dare la precedenza all’effettivo impatto del nostro prodotto sull’ambiente», conclude la responsabile Dorelan.

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