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Plogging, correre raccogliendo rifiuti: cos’è e come si pratica

La pratica sportiva, che abbina jogging alla raccolta dei rifiuti, si sta sviluppando in tutto il mondo. E anche in Italia non mancano i nuovi adepti e le iniziative

Andrea Ballocchi
10 Novembre 2020

Correre facendo plogging, ovvero farsi del bene e farlo anche all’ambiente. Di che cosa stiamo parlando? Di una pratica che nasce in Svezia e che consiste nel raccogliere rifiuti mentre si corre per le vie cittadine oppure quando si frequenta un parco o un’area verde. Comincia a farsi strada anche in Italia, ma anche in altri Paesi del mondo è già popolare. Scopriamo di più.

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La parola plogging deriva dall’unione di jogging con il termine svedese plocka upp, che significa raccogliere. È stata coniata nel 2016 dal movimento avviato in Svezia da Erik Ahlström, cittadino di Stoccolma, Foto: pagina facebook di Erik Ahlström

Cos’è il plogging, la disciplina che unisce corsa e raccolta dei rifiuti

Partiamo dal significato della parola plogging. Deriva dall’unione di jogging con il termine svedese plocka upp, molto simile all’inglese pick up che significa raccogliere.

È stata coniata nel 2016 dal movimento avviato in Svezia da Erik Ahlström, un cittadino di Stoccolma. Proveniente da una piccola comunità sciistica nel nord della Svezia e giunto nel capolouogo ha notato la quantità di rifiuti in giro per la città e così ha deciso di rimediare impegnandosi personalmente. La sua storia è raccontata dalla United Nations Environment Programme e oggi è costantemente aggiornata attraverso il personale profilo Facebook di Erik, che testimonia la pratica del plogging nelle più disparate aree del mondo.

Ha fatto proseliti e l’atto individuale è divenuto un movimento seguito in 40 Paesi del mondo grazie al tam tam dei social network. Lo svedese non immaginava certo di creare un fenomeno planetario che oggi ha proseliti specialmente in Europa, ma conta praticanti anche in Equador o in Thailandia. Un post di Erik su Well-Rounded Life ha ottenuto oltre 14 milioni di visualizzazioni.

Oltre che ambientalmente salutare, fa bene anche alla salute ed è ottima per mantenersi in forma. Secondo quanto calcolato dall’app Lifesum, dedicata al fitness, mezz’ora di jogging svolgendo raccolta rifiuti si possono bruciare 288 calorie per una persona di corporatura, rispetto alle 235 bruciate correndo e basta.

Plogging in Italia e nel mondo

Come detto, in tutto il mondo si organizzano movimenti o gruppi per legare corsa ed ecologia. In Francia, per esempio, la Trail Runner Foundation sostiene la buona pratica di raccolta dei rifiuti durante le manifestazioni di running.

Ma c’è anche chi, come la Plogging Fitrunsports è nata proprio con lo specifico obiettivo di correre ripulendo le città. La stessa cosa porta avanti la Plogging Association’s Algeria, sempre via Facebook, mentre su Instagram si trovano immagini di interventi su #goplogging ma c’è anche un sito di Goplogging che raccoglie immagini e testimonianze in tutto il mondo.

In Italia il plogging ha trovato molti adepti. A Bolzano un cittadino italiano di origini senegalesi di nome Papa Dame Diop, ha cominciato da solo e poi ha coinvolto colleghi di lavoro e altre persone. Dall’anno scorso, la sua iniziativa è stata riconosciuta e appoggiata dal Comune altoatesino. La società multiservizi cittadina Seab fornisce sacchi, guanti, magliette e punzoni. E così, due volte al mese si ritrova lui e una cinquantina di persone a ripulire Bolzano. 

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In Italia il plogging ha trovato molti adepti, soprattutto a Bolzano per merito di Papa Dame Diop, Foto: Funk Dooby/Flickr

A Bologna nel 2018, nell’ambito della corsa StraBologna sono state avviate iniziative di corsa e recupero rifiuti con la StraPlogging e nel 2019 quest’anno la UISP Bologna ha organizzato una raccolta. Analoghe manifestazioni si sono tenute a Firenze, dove la Fondazione Cr Firenze ha lanciato un bando di crowdfounding solidale che sostiene cinque campagne che verranno lanciate tra aprile e giugno: una di queste è dedicata proprio al plogging.

È una tendenza che percorre tutta la Penisola, da nord a sud: a Bari è attiva Retake, associazione volontaria che da cinque anni porta avanti iniziative per il decoro della città pugliese. Anche in questo caso, tra gli interventi è compreso anche il plogging.

 

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