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Biologico: significato e vantaggi per salute e ambiente

Una scelta di vita sempre più diffusa quella del bio in Italia. Dietro al mangiar naturale ci sono molte regole da rispettare che rendono il metodo biologico molto complesso e costoso. Ma la salute non può che avvantaggiarsene

Francesca Tozzi / Serena Fogli
28 Agosto 2020

Si parla molto di biologico, termine da sempre associato a una modalità di alimentarsi più naturale e sana. Scopriamo di più sull’argomento, andando a capire qual è il significato del termine.

Cosa vuol dire biologico? Dalla definizione al significato del termine

Partiamo dalla definizione di biologico. Come indicato dal vocabolario Treccani, per biologico e agricoltura biologica si intende un “metodo di coltivazione caratterizzato dall’impiego esclusivo – anziché di fertilizzanti e antiparassitarî chimici di sintesi – di concimi organici e, come pesticidi, di preparazioni naturali (decotti e macerati di erbe appropriate, alghe e minerali polverizzati, ecc.), nonché di predatori naturali (microrganismi, insetti, uccelli) dei funghi, batteri e insetti che provocano malattie nelle piante.”

Il significato di biologico è strettamente legato alla regolamentazione in materia che, a livello europeo, si è concretizzata nel 2007 con il regolamento CE n. 834/2007, abrogato e sostituito il 14 giugno 2018 con il nuovo regolamento UE 2018/848.

Leggiamo nel documento:

“La produzione biologica esplica una duplice funzione sociale, provvedendo, da un lato, a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici da parte dei consumatori e, dall’altro, fornendo al pubblico beni che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale.”

Bando, quindi, a tutti i concimi chimici, ai diserbanti, agli antiparassitari e ai fitofarmaci. Ma bando anche agli Organismi Geneticamente Modificati, meglio conosciuti come OGM e totalmente incompatibili con il concetto di produzione biologica.

Verdura biologica

Foto di Markus Spiske su Unsplash

Agricoltura biologica: si parte dal terreno

Non tutti i terreni sono adatti all’agricoltura biologica e, non a caso, esiste un regolamento europeo, il Reg. (CE) n° 834/2007, che regolamenta produzione ed etichettatura del prodotto biologico, dettandone le caratteristiche a partire dal campo. Il rispetto della terra è alla base di questo metodo che sfrutta la naturale fertilità del suolo, promuovendo la biodiversità.

Per fare questo si adotta l’antica tecnica della rotazione delle colture che impedisce ai parassiti di ambientarsi e nello stesso tempo sfrutta in modo più razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del terreno. Il campo su cui si coltiva in modo biologico, inoltre, deve essere lontano da fonti di inquinamento o da altri campi dove si pratica l’agricoltura convenzionale; per evitare contaminazioni, può essere protetto con siepi e alberi piantati lungo il periodo.

Cosa viene utilizzato per proteggere e concimare le colture biologiche?

I predatori naturali dei parassiti sono dei validi aiutanti e così anche alcune sostanze naturali vegetali usate per proteggere il terreno. Gli animali forniscono il letame per concimare la terra e a loro volta si nutrono in modo naturale: mangiano erba e foraggio biologico e non assumono antibiotici, ormoni o altre sostanze che stimolino artificialmente la crescita e la produzione di latte.

I prodotti biologici di origine vegetale e animale arrivano così sugli scaffali dei negozi specializzati e della grande distribuzione senza alcun aiuto o aggiunta di tipo sintetico e chimico, da una parte senza accelerare i tempi di crescita delle colture e del bestiame, come avviene nel caso dell’agricoltura e degli allevamenti intensivi, dall’altra senza manipolare gli alimenti in fase di trasformazione.

Colline toscane

Foto di Reuben Teo su Unsplash

No ad additivi e coloranti

Il metodo bio ammette soltanto una cinquantina degli oltre 360 additivi utilizzati dall’industria alimentare convenzionale e limitatamente ad alcuni prodotti. Il regolamento vieta di utilizzare i coloranti, sia naturali che artificiali, gli esaltatori del gusto e tutti gli additivi organici artificiali. Cibo più naturale, quindi, a tutto vantaggio della salute e sicuramente cibo più rispondente alle nostre esigenze biologiche reali rispetto agli alimenti ipertrasformati, ipercalorici ma spesso privi dei nutrienti essenziali che affollano i carrelli dei consumatori occidentali.

Biologico e sostenibilità del metodo

A dispetto della diffusione crescente della scelta del biologico, che in Italia rimane comunque un mercato di nicchia, sussistono però delle perplessità in merito alla sostenibilità dello stesso: la mancanza di terra, i tempi lunghi di produzione, le notevoli percentuali di scarto dovute all’assenza degli aiuti chimici e gli alti costi di produzione rendono il metodo non sempre applicabile e si ripercuotono su un prezzo più alto del prodotto finito.

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