Wise Society : Biologico, in Italia è legge: significato e vantaggi per salute e ambiente

Biologico, in Italia è legge: significato e vantaggi per salute e ambiente

di Francesca Tozzi / Serena Fogli
3 Marzo 2022
SPECIALE : Cibo biologico

Cosa vuol dire biologico? Dalla definizione del termine, alla nuova legge sul biologico italiano, scopriamo i vantaggi che questo metodo porta con sé.

Si parla molto di biologico, termine da sempre associato a una modalità di alimentarsi più naturale e sana. Scopriamo di più sull’argomento, andando a capire qual è il significato del termine e cosa dice la legislazione sul tema, soprattutto alla luce della tanto attesa legge italiana sull’agricoltura biologica approvata in Senato a marzo 2022.

Verdura biologica

Foto di Markus Spiske su Unsplash

Cosa vuol dire biologico? Definizione e significato

Partiamo dalla definizione di biologico. Come indicato dal vocabolario Treccani, per biologico e agricoltura biologica si intende un “metodo di coltivazione caratterizzato dall’impiego esclusivo – anziché di fertilizzanti e antiparassitarî chimici di sintesi – di concimi organici e, come pesticidi, di preparazioni naturali (decotti e macerati di erbe appropriate, alghe e minerali polverizzati, ecc.), nonché di predatori naturali (microrganismi, insetti, uccelli) dei funghi, batteri e insetti che provocano malattie nelle piante.”

Il regolamento europeo

Il significato di biologico è strettamente legato alla regolamentazione in materia che, a livello europeo, si è concretizzata nel 2007 con il regolamento CE n. 834/2007, abrogato e sostituito il 14 giugno 2018 con il nuovo regolamento UE 2018/848.

Leggiamo nel documento:

“La produzione biologica esplica una duplice funzione sociale, provvedendo, da un lato, a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici da parte dei consumatori e, dall’altro, fornendo al pubblico beni che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale.”

Bando, quindi, a tutti i concimi chimici, ai diserbanti, agli antiparassitari e ai fitofarmaci. Ma bando anche agli Organismi Geneticamente Modificati, meglio conosciuti come OGM e totalmente incompatibili con il concetto di produzione biologica.

Biologico in Italia

Foto Shutterstock

La legge italiana sull’agricoltura biologica

Il 2 marzo 2022 è stata approvata al senato e in via definitiva la nuova legge riguardante la tutela e lo sviluppo del metodo biologico nell’agricoltura del Belpaese, con la nascita del marchio biologico Made in Italy.

Le novità, però, non riguardano solo il marchio in sé, ma anche l’istituzione di distretti biologici atti allo sviluppo dell’agricoltura e l’economia dei territori rurali e l’adozione di un piano d’azione nazionale necessario per favorire lo sviluppo del biologico italiano come metodo avanzato dell’approccio agroecologico. nonché un Piano nazionale delle sementi biologiche.

Altra novità è l’istituzione del Fondo per lo sviluppo della produzione biologica, che sarà invece alimentato dalle imprese autorizzate a utilizzare prodotti fitosanitari considerati nocivi per l’ambiente, con un contributo annuale del 2% sul fatturato dell’anno precedente, con sanzioni in caso di mancato versamento dello stesso.

In generale, poi, la legge agevola la conversione al biologico, favorendo l’insediamento di aziende bio anche nelle aree rurali montane, sostenendo altresì la costituzione di forme associative per rafforzarne la filiera. Attenzione maggiore sarà poi rivola al miglioramento del sistema di controllo e di certificazione.

Colline toscane

Foto di Reuben Teo su Unsplash

Cosa significa agricoltura biologica

Le leggi e regolamentazioni italiane ed europee definiscono il biologico anche in merito alla pratica agricola. Esistono infatti determinati “paletti” che un’impresa agricola biologica deve rispettare per definirsi tale. Qui di seguito qualche esempio. 

Il terreno 

Non tutti i terreni sono adatti all’agricoltura biologica e, non a caso, esiste un regolamento europeo, il Reg. (CE) n° 834/2007, che regolamenta produzione ed etichettatura del prodotto biologico, dettandone le caratteristiche a partire dal campo. Il rispetto della terra è alla base di questo metodo che sfrutta la naturale fertilità del suolo, promuovendo la biodiversità.

Per fare questo si adotta l’antica tecnica della rotazione delle colture che impedisce ai parassiti di ambientarsi e nello stesso tempo sfrutta in modo più razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del terreno. Il campo su cui si coltiva in modo biologico, inoltre, deve essere lontano da fonti di inquinamento o da altri campi dove si pratica l’agricoltura convenzionale; per evitare contaminazioni, può essere protetto con siepi e alberi piantati lungo il periodo.

Protezione e concimazione delle colture

I predatori naturali dei parassiti sono dei validi aiutanti e così anche alcune sostanze naturali vegetali usate per proteggere il terreno. Gli animali forniscono il letame per concimare la terra e a loro volta si nutrono in modo naturale: mangiano erba e foraggio biologico e non assumono antibiotici, ormoni o altre sostanze che stimolino artificialmente la crescita e la produzione di latte.

I prodotti biologici di origine vegetale e animale arrivano così sugli scaffali dei negozi specializzati e della grande distribuzione senza alcun aiuto o aggiunta di tipo sintetico e chimico, da una parte senza accelerare i tempi di crescita delle colture e del bestiame, come avviene nel caso dell’agricoltura e degli allevamenti intensivi, dall’altra senza manipolare gli alimenti in fase di trasformazione.

No ad additivi e coloranti

Il metodo bio ammette soltanto una cinquantina degli oltre 360 additivi utilizzati dall’industria alimentare convenzionale e limitatamente ad alcuni prodotti. Il regolamento vieta di utilizzare i coloranti, sia naturali che artificiali, gli esaltatori del gusto e tutti gli additivi organici artificiali. Cibo più naturale, quindi, a tutto vantaggio della salute e sicuramente cibo più rispondente alle nostre esigenze biologiche reali rispetto agli alimenti ipertrasformati, ipercalorici ma spesso privi dei nutrienti essenziali che affollano i carrelli dei consumatori occidentali.

No agli organismi geneticamente modificati

Si fa divieto di uso di organismi geneticamente modificati (i cosiddetti OGM) sia nell’agricoltura che si definisce biologica sia nei successivi processi di lavorazione e trasformazione alimentare. Per quanto riguarda il marchio del biologico Made in Italy, poi, vengono esclusi anche i prodotti accidentalmente contaminati da organismi geneticamente modificati

 

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