Wise Society : Agricoltura biodinamica, il metodo steineriano in sintonia con l’ambiente

Agricoltura biodinamica, il metodo steineriano in sintonia con l’ambiente

di Maria Enza Giannetto
19 Luglio 2022
SPECIALE : Cibo biologico

Un modello agricolo che prevede una lavorazione della terra in perfetta sinergia con i cicli naturali e solo con il supporto di prodotti naturali che fanno parte dello stesso ecosistema

La natura sa far bene il suo lavoro. Potrebbe essere questa, in sintesi, la filosofia che sta alla base dell’agricoltura biodinamica. Un modello agricolo, basato sulla visione spirituale e antroposofica del mondo, elaborata da Rudolf Steiner nel XX secolo, che punta all’ottenimento di un’agricoltura in equilibrio con l’ecosistema terrestre. Si tratta quindi di un metodo che viene usato, in tutto il mondo, allo scopo di produrre e condurre un’agricoltura rispettosa dell’ambiente e dell’uomo. Un metodo che, però, è spesso al centro di controversie tra detrattori che ne sottolineano l’assenza di rilevanze scientifiche e sostenitori che invece ne supportano i benefici naturali.

Agricoltura biodinamica

Foto Shutterstock

Agricoltura biodinamica: significato e obiettivi

Ma andiamo con ordine per capire cosa si intende esattamente quando si parla di coltivazione biodinamica e qual è il significato di questo modello agricolo.  La coltivazione biodinamica è un metodo agricolo che si pone l’obiettivo di ottenere prodotti dalla terra lavorandola solo in perfetta sintonia con i cicli naturali, sfruttando l’energia e le risorse stesse della terra. Gli obiettivi che si prefigge, quindi, sono: stabilire un equilibrio tra produzione agricola ed ecosistema terrestre, mantenere il suolo fertile, accrescere la qualità dei prodotti e salvaguardare la biodiversità animale e vegetale. Come? Evitando di danneggiare il terreno con sostanze chimiche ottenute da sintesi chimica e producendo ogni prodotto in modo completamente naturale.

La coltura come unico organismo

L’insieme di pratiche del metodo biodinamico si basa su una visione dell’agricoltura, o meglio del sistema, come un unico organismo in cui tutti gli elementi – dalle piante al terreno passando per gli esseri viventi – sono complementari, vivono e collaborano per la loro sopravvivenza senza bisogno di alcun input esterno. Insomma un metodo agricolo che ha molti punti di contatto con quello biologico (con cui condivide, ad esempio, il divieto assoluto di utilizzo di fertilizzanti e pesticidi di origine chimica) ma che la recente legge sulla tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico non ha equiparato.

vitigno

Foto di Andrea Cairone / Unsplash

L’agricoltura biodinamica e l’approccio olistico

Non solo assenza di input esterni, però. Di fatto, pur essendo un metodo naturale e che “lascia fare alla natura”, l’agricoltura biodinamica accetta l’uso di preparati particolari a base di erbe e minerali, distribuiti sulle piante.

In pratica l’agricoltura biodinamica riconosce anche alcuni dettami dell’omeopatia e utilizza un approccio olistico che considera anche importanti le forze cosmiche o il concetto di energia vitale. Un’azienda biodinamica vera e propria, quindi, si comporta come un’unità biologica autosufficiente, dove coltivazione biodinamica e allevamento fanno parte di un unico ciclo produttivo e le attività di concimazione, coltivazione e allevamento sono praticate con metodi che rispettano la natura e la biodiversità.

La fertilizzazione del terreno si ottiene mediante preparati biodinamici naturali: dai pesticidi a base di minerali e vegetali al fertilizzante animale. Tutte le pratiche agricole biodinamiche (semina, raccolta, etc.), inoltre, seguono i cicli lunari e il calendario biodinamico.

Le origini dell’agricoltura biodinamica

A introdurre il concetto di agricoltura biodinamica, interpretandolo mediante le visioni proprie della teosofia, fu il teosofo tedesco Rudolf Steiner, padre anche della cosiddetta antroposofia (da cui nasce anche la medicina antroposofica).

Nel 1924, Rudolph Steiner tenne una serie di lezioni sull’agricoltura intitolate Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell’agricoltura, che riguardavano appunto la fertilità del suolo e le forze cosmiche e spirituali che impregnano il mondo. Quell’evento segnò la nascita dell’agricoltura biodinamica.  Le teorie steineriane sull’agricoltura furono poi elaborate dopo la sua morte dai suoi seguaci (soprattutto l’agronomo Erhard Bartsch e il chimico Franz Dreidax), che fondarono, nel 1928, l’associazione Demeter (ora Demeter International) apprezzata dal regime nazista e di conseguenza sciolta con la fine del nazismo, per poi rinascere solo dopo la fine della seconda guerra mondiale con un nuovo nome di Demeter International.

Marchio commerciale di Demeter International

Il termine “agricoltura biodinamica” è divenuto un marchio commerciale detenuto dalla Demeter International e associa coloro che utilizzano la metodologia che, attraverso l’adozione di un disciplinare, si propone di mantenere i medesimi standard tra i coltivatori sia nella fase di produzione sia nella fase di trasformazione dei prodotti agricoli. In ogni nazione può esserci un’articolazione locale dell’associazione internazionale, che però deve adeguarsi agli standard internazionali.

La Demeter International ha promosso azioni legali per ottenere l’utilizzabilità del marchio “agricoltura biodinamica” per i soli prodotti da essa approvati. Tale attività di pressione ha portato al riconoscimento negli Stati Uniti d’America e in altri paesi mentre verso l’Unione europea, che ha respinto tali pretese, la Demeter International ha intentato un contenzioso.

Campo di grano

Foto di Raphael Rychetsky / Unsplash

La promozione dell’agricoltura biodinamica in Italia

In Italia il movimento italiano di agricoltura biodinamica si è strutturato in due organizzazioni principali: L’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica e la Demeter Italia.
L’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica (oggi presieduta da Carlo Triarico) è nata nel 1947 a Milano e ha varie sedi regionali attive sul territorio. Dal 2014 c’è stata una forte svolta con il Convegno Internazionale di Firenze che ha visto nascere un’alleanza con mondo ambientalista, e il mondo dell’agricoltura biologica e i movimenti come Slow Food. L’edizione 2015 del convegno annuale vede anche produrre un Manifesto-Appello Agricoltura SOS sulla linea di una rifondazione del rapporto campagna-città come percorso iniziale per rifondare società ed economia.

Demeter Associazione ItaliaFIOREgreen risponde all’associazione internazionale DEMETER e garantisce che i prodotti alimentari contrassegnati o i loro ingredienti provengano da coltivazioni o allevamenti biodinamici. Le associazioni che sono presenti nelle varie nazioni sono riunite in una Federazione internazionale che coordina i vari disciplinari di coltivazione.

Le leggi e le certificazioni italiane sulla biodinamica

In Italia per l’agricoltura biodinamica non esistono leggi specifiche. Se per la certificazione biologica ci sono leggi europee come il Regolamento 834/07, per l’agricoltura biodinamica è l’organizzazione ufficiale (Demeter) che attesta la provenienza biodinamica di ogni prodotto.

La controversia sulla legge

Tra il 2021 e gli inizi del 2022 le controversie riguardanti l’agricoltura biodinamica sono state davvero tante e sono legate, soprattutto, all’affiancamento ed equiparazione dell’agricoltura biodinamica a quella biologica nella proposta di “legge sulla tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”. Alla fine, la nuova legge sul biologico è stata approvata senza il riferimento all’agricoltura biodinamica.

Per alcuni questo è stato un successo. La norma sull’agricoltura biodinamica in Senato ha visto l’opposizione della senatrice a vita Elena Cattaneo. La scienziata ha presentato emendamenti per eliminare il riferimento all’agricoltura biodinamica perché giudicate “pratiche antiscientifiche”. Delusione, invece, per le associazioni FederBio, AssoBio e Associazione Biodinamica, che hanno sottolineato i tanti punti di contatto tra biodinamica e biologica. “È veramente un peccato perché si tratta di un metodo agricolo e di prodotti che vengono sempre più coltivati e apprezzati in tutto il mondo”, hanno commentato le associazioni. “Ma nonostante questo emendamento, il biodinamico continuerà ad essere presente e sostenuto, come lo è stato fino ad oggi”.

Ortaggi e frutta

Foto Shutterstock

Coltura biodinamica e vivificazione del terreno

Alla base della coltura biodinamica c’è il concetto di vivificazione del terreno. In particolare l’aspetto naturale dell’agricoltura biodinamica risiede nel fatto che i concimi ammessi sono solo quelli del tutto naturali. Concimi che favoriscono lo sviluppo della biodiversità animale e vegetale. Questo perché, in accordo alla filosofia stenieriana la vita può crescere solo dove c’è vita. Mantenere vivo il terreno arricchendolo di materiale organico è, infatti, fondamentale per ottenere prodotti naturali e di qualità. Il metodo biodinamico utilizza quindi prodotti specifici, ovvero  preparati biodinamici.

I preparati biodinamici

I preparati biodinamici sono sostanze naturali di origine animale, vegetale o minerale e si utilizzano nelle tecniche di compostaggio per preparare i concimi organici da distribuire nel terreno, sulle radici o sulle piante. Steiner distingue i preparati organici in due categorie: preparati da spruzzo e da cumulo.

I preparati da spruzzo

I preparati da spruzzo sono sostanze utilizzate per dare forza al terreno, alle radici e alle piante. Si tratta di preparati che devono essere dinamizzati ovvero diluiti in acqua “viva” (un po’ come nell’omeopatia). Una volta dinamizzata l’acqua, si potrà inserire il preparato da utilizzare subito dopo. Questi preparati da spruzzo sono due:

  1. Cornoletame: conosciuto anche come preparato 500, il corno letame è una sostanza concimante organica. Si ottiene raccogliendo, in autunno il letame di vacche da latte sane che hanno mangiato foraggio vegetale. Il cornoletame va distribuito nel terreno al momento della semina (in serata) e dovrebbe trasmettere al terreno una forza vivificante in grado di valorizzare i processi biologici.
  2. Cornosilice: conosciuto anche come preparato 501, il cornosilice stimola i processi di maturazione delle piante. Si ottiene mescolando acqua e cristalli di quarzo bianco triturati. La fanghiglia ottenuta va posta nelle corna di bovino che vengono poi sotterrate al sole in primavera in una zona soleggiata. Infatti, rimanendo per tutta l’estate sotto terra, il cornosilice assorbe l’energia solare. In autunno si dissotterra il preparato e lo si sparge sul terreno per stimolare i processi di maturazione e germogliazione delle piante.

I preparati da cumulo

I preparati da cumulo sono attivatori naturali dei processi microbiologici e permettono di ottenere un terreno ricco di humus e sostanze vive. Una volta preparati, si lasciano agire proprio sul cumulo, un ammasso di materiale organico posto sul terreno. Aggiunti i preparati biodinamici a questo ammasso organico, si copre il cumulo di erba secca, paglia o terra. A questo punto la decomposizione organica accelera e dopo qualche mese si ottiene un’unica materia per la concimazione.

I preparati da cumulo si ottengono grazie ad alcune piante spontanee che vengono fatte crescere all’interno di organi di animali. In particolare i 6 preparati da cumulo sono:

  1. Fiori di achillea coltivati in vescica di cervo (preparato 502);
  2. Fiori di camomilla coltivati nell’intestino tenue di manzo (preparato 503);
  3. Foglie e fiori di ortica lasciati sotto terra (preparato 504);
  4. Corteccia di quercia tagliata in cranio di bovino e sotterrata (preparato 505);
  5. Fiori di dente di leone avvolti nel mesenterio di bovino e sotterrati (preparato 506);
  6. Succo di fiori di valeriana (preparato 507)

Oltre a questi, ci sono altri tre preparati per agricoltura biodinamica: cornoletame compostato, cornoargilla, falden (a base di sostanze organiche animali quali letame dinamizzato e gusci d’uovo, basalto e preparati da cumulo).

Agricoltura biodinamica: i preparati biodinamici

Foto Shutterstock

Agricoltura biodinamica e calendario di semina

Non solo preparati. L’agricoltura biodinamica si basa sui cicli lunari e astrali, proprio come si faceva con anticamente. Tutte le operazioni colturali e di allevamento, infatti, si eseguono seguendo il “Calendario delle semine” pubblicato da Maria Thun ogni anno dal 1963. Questo calendario è basato sulle sperimentazioni svolte dalla stessa autrice secondo gli insegnamenti di Steiner. Vicino a ogni giorno della settimana sono indicate la regione zodiacale in cui transita la luna e le costellazioni importanti per lo sviluppo vegetale. Il calendario indica precisamente anche i periodi nei quali iniziare la semina e i raccolti in base alla posizione ascendente o discendente della luna.

Pro e contro agricoltura biodinamica

Tra sostenitori e detrattori, l’agricoltura biodinamica continua a crescere e a ricavarsi il suo posto sempre più ampio nel settore. Ma quali sono i pro e contro di questo metodo?

  • I vantaggi della biodinamica: non produce Ogm; mantiene un suolo e un ambiente sano; prevede supporto gli impollinatori; rispetta il clima; non utilizza agenti chimici
  • Gli svantaggi della biodinamica:  non esistono aiuti e incentivi per gli agricoltori non certificati, non ci sono infrastrutture speciali, la visione olistica e la mancanza di studi empirici continua a essere un deterrente agli investimenti.

Maria Enza Giannetto

 

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