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Figli a casa per il Coronavirus? Ecco come gestirli al meglio

I consigli della psicologa per trasformare la convivenza "forzata" da Covid-19 in qualcosa di costruttivo per se stessi e per i propri ragazzi

Marzia Terragni*
17 Marzo 2020

Se quello del genitore è un mestiere ingrato e difficilissimo, quello del genitore ai tempi del Coronavirus rasenta l’impossibile. Prima di tutto perché i bambini, oggi che l’Italia è tutta zona rossa, sono a casa da scuola per circa un mese (se tutto va bene), ma al contempo ciò non significa che i genitori stessi siano a casa e probabilmente, se lo sono, sono in smart working, il che significa dover lavorare ed essere almeno minimamente produttivi. Ciò mal si concilia con il poter dedicare energie e risorse all’organizzazione del tempo vuoto dei figli o con la supervisione alla didattica digitale (non sempre di così immediata comprensione) e ai conseguenti compiti.

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Foto: Andrew Seaman / Unsplash

La prima cosa da fare è pertanto stabilire a tavolino – magari costruendo anche un bel cartello da appendere in casa, visibile a tutti – tempi e spazi da preservare per ciascuno (dividendo le stanze, i tavoli, i pc con cui si lavora/studia e gli orari in cui ognuno ha diritto a non essere disturbato). Poi occorre creare una sorta di “carnet” con tutte le possibili attività da fare, insieme o suddivisi in sottogruppi, per rendere la quotidianità funzionale e non noiosa. In questo senso può diventare quasi divertente anche suddividersi le incombenze, tollerando di lasciare che i ragazzi si sperimentino – supervisionati – ai fornelli o che si riveda la disposizione dei contenuti degli armadi (che occasione preziosa per provare tutto il guardaroba e liberarsi, finalmente, di ciò che non ci sta più!).

H24 insieme per il Coronavirus: famiglie a rischio esplosione?

Peraltro questo – lungo – tempo di convivenza “forzata” ci fa rendere conto di quanto il concetto moderno di “famiglia” a cui siamo abituati, sia lontanissimo dalla condivisione h24 delle giornate. Siamo in genere famiglie che, se va bene, trascorrono insieme la sera e parte dei fine settimana, non molto di più. Forse ci stiamo accorgendo di quanto poco ci conosciamo e di quanto occorra riorganizzare – in tempi record – gli equilibri relazionali interni al nucleo, se non vogliamo uscire da questa esperienza con il peggior senso di claustrofobia e frustrazione. Può essere interessante e stimolante pertanto, sfruttare quest’occasione che abbiamo per imparare qualcosa in più sui minorenni che abitano con noi e che, soprattutto se sono adolescenti, non ci capita da tempo di avere così tanto sott’occhio. Come gestiscono restrizioni e relazioni a distanza? Come organizzano spontaneamente le giornate? Prendiamoci il tempo di osservarli, prima di partire in quarta a mettere (anche noi) rigidi paletti. E poi… parliamoci. Per la prima volta non potranno sottrarsi, perlomeno fisicamente, accampando scuse di impegni e uscite improrogabili. Cerchiamo tutto quel che ci accomuna, che può piacerci condividere. Rendiamoci disponibili a farci incuriosire dalla musica che ascoltano e dalle serie tv che li appassionano. Forse se troviamo qualche punto di contatto in più, sarà poi meno improbabile che anche loro accettino di accogliere le nostre proposte e, sì, le nostre regole. Perché oggi più che mai è fondamentale imporre la tutela e il rispetto di sé e degli altri.

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Foto: Allen Taylor / Unsplash

Isolamento da Covid-19: Regola numero 1, essere se stessi

Ma perché tutto ciò sia possibile, perché l’ansia e il nervosismo nostri non alimentino e amplifichino il loro, è necessario, prima di tutto, che noi siamo, il più possibile, genitori sereni. Che non vuol dire incoscienti, né superficiali, ma equilibrati e consapevoli. Altrimenti qualsiasi messaggio tenteremo di condividere con i nostri figli sarà veicolato dai nostri fantasmi interni. Non dimentichiamo che i ragazzi recepiscono molto più il tono emotivo, piuttosto che il contenuto, di ciò che diciamo. Le tecniche di Mindfulness, ad esempio, possono venirci grandemente in aiuto in questo momento, diventando una buona abitudine individuale e familiare. Oggi poi la proposta di video, dirette, tutorial è massima e trovare qualcosa che faccia al caso nostro è davvero semplice (e magari è anche questa un’occasione per lasciare che i nostri figli si divertano ad istruirci sulla navigazione in rete). Occorre re-imparare, come i bambini sanno naturalmente fare, a prestare la massima attenzione ad ogni piccolo momento presente (avete in mente quando si immergono nel gioco e non sentono neanche se gli stiamo parlando?), senza che il nostro pensiero continui a vagare, incontrollabile, intorno alle preoccupazioni di ciò che sarà. Occorre tornare a guardare al mondo con quella “mente del principiante” che ci consente di abbandonare i pregiudizi su ciò che abbiamo intorno, per riscoprire la realtà in tutte le sue sfumature, facendoci stupire dal bello che può esserci anche in uno scenario negativo. Perché se apriamo gli occhi la mattina già convinti che dovremo solo far fatica, che sarà pesante affrontare la giornata, creeremo noi stessi una “profezia che si autodetermina”, finendo per concentrare la nostra attenzione su tutti quei dettagli che vanno a confermare il pensiero che già abbiamo preventivamente in testa. Se invece riusciamo a restare aperti e sensibili a ciò che di nuovo, di positivo, la vita può regalarci, allora saremo più propensi a vedere che davvero può essere così. E i nostri figli lo impareranno da noi e magari li troveremo meno propensi a sbuffare domani.

5 Regole per non affondare nell’emergenza Coronavirus

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Marzia Terragni, psicologa, psicoterapeuta familiare ed esperta in Mindfulness

1. Dividere tempi e spazi per garantire la privacy e lo svolgimento delle attività individuali di ciascuno (lavoro o studio)

2. Identificare alcune attività di svago da condividere per rendere piacevole il tempo insieme

3. Suddividersi le incombenze quotidiane così che la collaborazione coinvolga tutti senza appesantire nessuno

4. Prendersi del tempo per osservarsi e ri-conoscersi

5. Dedicare del tempo a percorsi di crescita e sviluppo personali (da svolgere individualmente o come gruppo familiare), così da imparare a gestire le emozioni e uscire dall’emergenza… arricchiti.

 

*Psicologa, psicoterapeuta familiare ed esperta in Mindfulness

 

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