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Green pass: tutto quello che c’è da sapere sulla certificazione verde Covid-19

Lucia Fino
10 Giugno 2021

Il green pass è già una realtà nel nostro Paese. Dovremo imparare a conoscerlo perché nei prossimi mesi lo useremo sempre di più e diventerà in poco tempo pratico, internazionale e “digitale”. Il green pass (o certificazione verde) adesso serve per viaggiare fra regioni con colori diversi e per partecipare ai ricevimenti dopo le cerimonie religiose e civili come i matrimoni e i tanto desiderati pranzi di nozze. In futuro però potrebbe essere il “lasciapassare” per accedere senza rischi a locali, eventi sportivi, discoteche. E diventerà “europeo” per garantire spostamenti in sicurezza. Ecco, punto per punto, come funziona il green pass e a cosa serve.

Green Pass

Foto Shutterstock

Guida pratica al Green Pass

In attesa del pass europeo oggi in Italia si può ottenere una certificazione, la “certificazione verde” (comunemente chimata green pass) in formato cartaceo o digitale, valida solo su territorio nazionale che attesta uno dei seguenti stati:

  • Aver completato il ciclo vaccinale anti-Covid;
  • Essere guariti dal Covid-19;
  • Avere un referto con risultato negativo di un test molecolare o antigenico rapido per la ricerca del virus SARS-CoV-2, eseguito nelle 48 ore antecedenti.

Green Pass Covid: quando è obbligatorio

La certificazione verde è obbligatoria in zona gialla e anche in zona bianca per partecipare alle feste e i pranzi conseguenti alle cerimonie civili o religiose. Fra questi anche quelli di nozze.

Il “green pass Covid” è necessario anche per spostarsi per turismo ma soltanto tra regioni arancioni o rosse. Al momento però in Italia non sono presenti regioni comprese nella fascia di rischio più elevata. Tra regioni e province autonome che si trovano in zona gialla o bianca ci si può invece spostare liberamente senza l’obbligo di mostrare la certificazione, quindi né un tampone negativo, né il certificato di vaccinazione, né il documento che attesti la guarigione dal Covid. Le autorità locali rimangono sempre libere, in via teorica, di imporre restrizioni maggiori all’ingresso, come l’obbligo di tampone.

Tampone e passaporto

Foto di Lukas / Unsplash

Chi lo rilascia e per quanto tempo vale

Il Ministero della Salute ha fissato dei requisiti precisi in materia di green pass, eccoli spiegati qui sotto.

  1. Il green pass può attestare l’avvenuta vaccinazione contro il SARS-CoV-2 e viene rilasciato in formato cartaceo o digitale dalla struttura sanitaria o dal Servizio Sanitario Regionale di competenza. Quando sono previste 2 dosi la validità va dal quindicesimo giorno dopo la somministrazione della prima dose fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale. Per chi ha ricevuto entrambe le dosi, o per chi ha ricevuto un vaccino monodose, è valida la certificazione rilasciata dopo aver effettuato l’inoculazione. La validità è di nove mesi dal completamento del ciclo vaccinale.
  2. La certificazione verde di avvenuta guarigione dal Covid-19 viene rilasciata in formato cartaceo o digitale, alla fine dell’isolamento, dalla struttura ospedaliera presso cui si è effettuato un ricovero, dalla ASL competente, dai medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta. Vale sei mesi dalla data di fine isolamento.
  3. Il green pass Covid-19 si ottiene anche in seguito a un test Covid rapido o molecolare per la ricerca del virus con esito negativo: la certificazione è rilasciata dalle strutture sanitarie pubbliche, private autorizzate, accreditate, dalle farmacie o dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta che erogano tali test. La validità della certificazione è di 48 ore dal prelievo del materiale biologico. Il test sierologico non è fra quelli ammessi.

Ora si può avere anche senza SPID

Ottenere il green pass nazionale ora è più facile. Il decreto Recovery in vigore dall’1 giugno stabilisce, infatti, che la certificazione verde, o Green Pass Covid, si potrà ottenere anche dal proprio fascicolo sanitario elettronico oltre che dalle app Io e Immuni e si potrà scaricare anche tramite medico di base, pediatra o dal farmacista. Per chi ancora non ha SPID è previsto l’invio di un codice via mail o sms, abbinato alle ultime 8 cifre e alla scadenza della tessera sanitaria.

Green pass

Il Digital Green Certificate europeo in arrivo

Il Digital Green Certificate o EU Digital COVID Certificate è la risposta, fortemente voluta, dell’Unione Europea alle necessità di circolazione fra gli stati membri, per rilanciare in sicurezza il turismo, finora molto penalizzato dalle restrizioni dovute alla pandemia. In Italia entrerà in vigore entro il 1 luglio.

I requisiti sono gli stessi della certificazione verde italiana: l’avvenuta vaccinazione contro il Covid-19; la guarigione dal Covid-19, l’effettuazione di un test molecolare o antigenico per la ricerca di SARS-CoV-2 con risultato negativo.

Il Digital Green Certificate è però più marcatamente un certificato “virtuale” che prevede un codice a barre bidimensionale (QRcode), verificabile attraverso dei sistemi di validazione digitali, associato ad un codice identificativo univoco a livello nazionale. Si baserà su regole comuni e omogenee  per i 27 paesi dell’Unione e opererà attraverso una piataforma digitale, un gateway europeo, che assicurerà la verifica della loro validità al momento dell’ingresso in qualsiasi altro Stato dell’Unione Europea. Il DGC sarà gratuito e in italiano e inglese e, per la Provincia Autonoma di Bolzano, anche in tedesco. Il Digital Covid Certificate sarà un’ulteriore passo verso spostamenti oltreconfine senza troppi rischi perché ridurrà la possibilità di usare certificati falsi. Anche la privacy è tutelata perché durante questo processo nessun dato personale viene scambiato o conservato: tutto rimane riservato.

Lucia Fino

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