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Un tampone solidale per aiutare le famiglie in difficoltà: la bella iniziativa a Napoli

Fabio Di Todaro
20 Novembre 2020

Un tampone sospeso, simbolo del grande cuore di Napoli e dei suoi abitanti. Da qualche giorno nel capoluogo Campano, nella basilica di San Severo, è in atto un’iniziativa a scopo sociale che punta a intercettare la diffusione del Coronavirus nelle molte famiglie numerose e con poche risorse che abitano nei quartieri più popolari della città.

L’iniziativa – promossa dalla Fondazione Comunità di San Gennaro Onlus e dall’associazione SaDiSa-Sanità in Salute, con il sostegno di una farmacia del rione Sanità e della Terza Municipalità: sua la disponibilità fornire i tamponi – punta a far accedere ai test diagnostici per il Covid-19 persone che diversamente potrebbero non farcela considerando le difficoltà che attraversa la sanità campana e i costi in molti casi proibitivi richiesti per sostenere lo stesso esame nel privato (50-60 euro). Qui, con appena 18 euro, sarà invece possibile accedere allo screening.

Tampone per Covid, un'illustrazione

Foto United Nations

Il tampone sospeso per le famiglie italiane in difficoltà

Ma non solo. Sull’onda delle esperienze avute con il caffè e con la pizza, le due organizzazioni hanno lanciato la campagna «tampone sospeso». Con una piccola donazione, è possibile contribuire a pagare il tampone a chi non può permetterselo.

Come sottoporsi al tampone solidale?

Da qualche giorno, nella basilica che sorge alle pendici di Capodimonte, vengono effettuati circa 100 tamponi a cadenza quotidiana (dalle 8.30 alle 14 e dalle 15 alle 20). Si entra dall’ingresso laterale della chiesa e, dopo aver rispettato il protocollo (misurazione della temperatura, consenso informato, sanificazione delle mani), le persone sono indirizzate all’interno della struttura per sottoporsi al test. Al termine, si esce dall’ingresso principale della basilica.

A effettuare i test c’è personale medico che ha aderito all’iniziativa su base del tutto volontaria. I risultati, in caso di positività al Coronavirus, vengono comunicati alle autorità sanitarie, così come previsto. Si entra solo su prenotazione (contattando il numero 379-2151320) e presentando la prescrizione medica, così come previsto dalle disposizioni regionali. L’idea di un tampone solidale è nata per garantire anche alle fasce deboli la possibilità di sottoporsi allo screening anti-covid, in uno dei quartieri più colpiti dalla crisi economica legata alla pandemia.

In partenza, infatti, l’iniziativa sta coinvolgendo gli abitanti del rione Sanità. Ma con il passare dei giorni, se ci sarà l’opportunità, potrebbe essere estesa a cittadini in eguale difficoltà, ma residente in altre aree cittadine.

Come donare un tampone sospeso?

Molto dipenderà anche dalla risposta all’iniziativa del «tampone sospeso», che permette di donare un test per il Covid a chi non potrebbe permetterselo da solo. Con una piccola donazione, attraverso una campagna di fundraising, è possibile contribuire a pagare il tampone a chi non può permetterselo. Basta andare sul sito della Fondazione di Comunità San Gennaro Onlus dove è segnato l’Iban (IT07F0306909606100000132204) e indicare nella causale «tampone sospeso».

Un’iniziativa dettata dall’emergenza sanitaria, ma che ricalca in pieno lo spirito del lavoro che da anni don Antonio Loffredo svolge in uno dei quartieri più complessi di Napoli. E che funge ormai a modello nazionale, se per far fronte alle difficoltà della popolazione, qualcosa di analogo è pronto a partire a Crotone e a Magenta.

Le difficoltà nel far fronte all’emergenza della pandemia

«Fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria abbiamo aiutato nuclei familiari ma anche persone singole a fare la spesa ogni giorno attraverso la rete delle nostre Caritas parrocchiali e grazie ai commercianti del quartiere – afferma Pasquale Calemme, presidente della Fondazione San Gennaro -. Adesso, dopo un primo ritorno alla normalità durante l’estate, siamo di fronte a una nuova crisi, che pesa di più in quanto connotata di maggiore incertezza. Dovremo capire quale sarà il nuovo volume di richieste, se sarà sufficiente assistere quegli stessi nuclei che abbiamo assistito da marzo a metà estate o se emergeranno nuovi bisogni. E dovremo anche capire se c’è una simile generosità di donatori, dato che c’è un dato generale italiano di calo dello slancio solidale».

Twitter @fabioditodaro

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