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Test sierologici o antigenici, tamponi classici o rapidi? Quali sono i più affidabili? Facciamo chiarezza

In questi mesi abbiamo imparato che tracciare in modo rapido le persone contagiate è centrale nella lotta al Covid-19. Ma intorno ai test e alla loro affidabilità il caos regna sovrano. Cerchiamo di capirne di più

Vincenzo Petraglia
23 Ottobre 2020

La lotta a Sars-CoV-2 passa, oltre che tramite la corsa contro il tempo nella ricerca di un vaccino efficace, anche e soprattutto attraverso la capacità di tracciamento delle persone che, entrate in contatto col virus, ne diventano potenziali vettori di diffusione, sintomatici o asintomatici che siano, talvolta anche a distanza di tempo dal contagio. Un fronte, quindi, quello della diagnosi attraverso test Covid-19 affidabili e il più rapidi possibile, che rappresenta la migliore arma per spegnere sul nascere i focolai del virus e rallentare l’ulteriore sua diffusione in questa fase cosi problematica della pandemia che sta investendo in modo massiccio tutta l’Europa e il resto del mondo.

Test Covid-19: quanti sono, quali sono e qual è la loro affidabilità

In questi ultimi mesi si è sentito e letto di tutto, talvolta informazioni anche molto contrastanti fra loro, sulla reale efficacia dei tanti test Covid messi a punto dall’inizio dell’emergenza. Facciamo, dunque, chiarezza e vediamo di capire nel dettaglio quali sono e come funzionano e quali sono i più affidabili.

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Foto: Mufid Majnun / Unsplash

Tampone nasofaringeo o test molecolare: cos’è e come funziona 

Tra i Test Covid, è forse il più “celebre”. Noto anche col nome di test molecolare, il tampone nasofaringeo rappresenta il principale e ad oggi più affidabile test per stabilire la presenza del Covid-19. Il suo funzionamento si basa sulla ricerca dei frammenti del materiale genetico di cui è composto il virus.

Il materiale biologico analizzato viene prelevato dalle cavità nasali della persona ed analizzato per riscontrare l’eventuale positività del soggetto al virus. Il limite maggiore di questo test è la lentezza nell’ottenere i risultati: a seconda di quanto efficienti siano i laboratori, i tempi variano mediamente tra le 24 e le 48 ore, ma in alcuni casi di ore può richiederne anche 72.

Tamponi rapidi per Covid-19: sono affidabili? 

La somministrazione del tampone rapido è simile a quella classica del tampone nasofaringeo, ma, a differenza di quest’ultimo, non ricerca il genoma virale ma la presenza di proteine di superficie del virus, dette tecnicamente antigeni, motivo per cui il tampone rapido rientra nella categoria dei test antigenici.

Il tipo di ricerca che viene condotto richiede, quindi, meno tempo e, infatti, si riescono ad avere i risultati mediamente in 15 minuti. È questo il motivo per cui questo tipo di test per il Covid viene utilizzato nei luoghi potenzialmente più esposti alla circolazione del virus come, per esempio, aeroporti o scuole, proprio per riuscire a portare avanti rapidamente uno screening delle tante persone che frequentano tali luoghi pubblici. Ed è per queste sue caratteristiche che si sta ragionando per introdurlo anche nelle farmacie.

Se la velocità è il punto di forza dei tamponi rapidi, qualche garanzia in meno, rispetto al tampone classico, la danno in termini di sensibilità e affidabilità: se la carica virale è bassa, il test potrebbe, infatti, risultare erroneamente negativo, non riuscendo a rilevare l’infezione, anche se presente.

Test sierologico: a cosa serve e come si fa

A differenza di quelli molecolari, con i test sierologici si va alla ricerca della presenza nell’organismo degli anticorpi diretti contro Sars-Cov-2. L’eventuale loro presenza vuol dire che la persona è stata in contatto in passato col virus.

Ciò che viene valutata è la presenza delle IgM (prodotte dopo l’entrata in contatto con il virus) e delle IgG, che indicano che si è instaurata una memoria almeno temporanea e che, quindi, l’infezione ha avuto luogo da diverso tempo.

A differenza dei tamponi molecolari, che offrono una fotografia in tempo reale della situazione, questo test per il Covid fornisce quindi informazioni che si riferiscono al passato dell’infezione. Ecco perché i test sierologici, più rapidi rispetto al tampone e che si possono effettuare con un prelievo o, per quelli rapidi, tramite una semplice goccia di sangue, sono certamente utili per gli studi epidemiologici sulla diffusione del virus nella popolazione, ma lo sono poco per stabilire se c’è un’infezione in atto nel soggetto sottoposto ad esame.

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Foto: Brahim Boran / Unsplash

Test salivari per la ricerca del Covid

Ce ne sono di due tipi: test salivare molecolare, che rileva cioè il materiale genetico del virus e, come per il tampone classico, richiede un’analisi di laboratorio più sofisticata e complessa, con conseguente allungamento dei tempi per ottenere i risultati, e test salivare antigenico. Quest’ultimo, al pari del tampone rapido, può essere processato molto velocemente, nel giro di una decina di minuti, e va a caccia delle proteine di superficie del virus all’interno della nostra saliva. Il difetto di questo tipo di test è, però, la bassa affidabilità, per migliorare la quale sono in corso diversi studi in tutto il mondo.

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