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Vaccino antinfluenzale: ecco perchè è importante farlo

Categorie a rischio, bambini e soprattutto anziani: ecco perchè nell'era Covid-19 è importante il vaccino antinfluenzale. Per l'autunno previsto picco di richieste

Fabio Di Todaro
17 giugno 2020

Ora che l’emergenza Covid-19 sembra allentare la presa, è tempo di pensare senza esitazioni al prossimo autunno. Per proteggere le persone più fragili da un possibile nuovo picco di infezione da coronavirus, ma anche dalle frequenti complicanze più temibili (polmonari e cardiache) delle infezioni più comuni, la sanità pubblica italiana deve puntare a raddoppiare le coperture vaccinali degli anziani, ferme a poco più del 50%. A partire dall’influenza. Per raggiungere questo obiettivo, bisognerà vaccinare di più, vaccinare prima (già da settembre) e organizzarsi in fretta, per non correre il rischio di subire ritardi nell’approvvigionamento dei vaccini (in Italia gli over-65 sono quasi 14 milioni, senza contare le altre categorie a rischio) e un’affluenza incontrollata di pazienti – non solo anziani – presso i centri vaccinali e gli studi dei medici di famiglia, ancora in un contesto di emergenza sanitaria e sociale.

Un vaccino

Foto: 123RF.com

Che cos’è il vaccino antinfluenzale cosiddetto «imperfetto»

Il vaccino antinfluenzale è considerato uno dei meno «efficaci». Questo perché, come spiega Giancarlo Icardi, direttore dell’unità operativa complessa di igiene dell’azienda ospedaliero-universitaria San Martino – IST di Genova, «il virus dell’influenza è un campione di trasformismo». Motivo per cui il vaccino risulta altamente imperfetto. «Quando va bene, vacciniamo cento persone per coprirne sessanta». Detto ciò, non vuol dire che vaccinarsi sia inutile: tutt’altro.  Nonostante i suoi limiti, la vaccinazione antinfluenzale è un valido strumento di prevenzione, sopratutto nei confronti dell’infarto del miocardio, considerata la prima causa di morte di origine cardiovascolare. Secondo uno studio pubblicato due anni fa sul «New England Journal of Medicine», infatti, il rischio di avere un attacco di cuore aumenti fino a sei volte quando si ha l’influenza. Ciò vuol dire che, riducendo le probabilità di ammalarsi di influenza, si danno al virus meno chance di danneggiare il muscolo cardiaco.

Chi dovrebbe vaccinarsi

Chi, allora, dovrebbe vaccinarsi? Sicuramente gli anziani, più fragili di fronte ai virus, le donne in gravidanza nel secondo e terzo trimestre durante la stagione influenzale, gli adulti e i bambini con malattie croniche cardiovascolari, respiratorie, metaboliche (come l’asma, il diabete ma anche disfunzioni renali o malattie del sangue), i soggetti con ridotta capacità di formare anticorpi per colpa di un sistema immunitario indebolito. Tutte queste persone sono a maggior rischio di complicanze, per cui dovrebbero prevenire l’influenza proteggendosi. La vaccinazione è poi consigliabile anche per chi, come gli operatori sanitari o i familiari di malati cronici, potrebbe contagiare facilmente persone a rischio, e per chi ha una maggiore probabilità di ammalarsi perché vive in comunità chiuse (come gli studenti in collegio), è a contatto con gli animali (veterinari e allevatori) o svolge un servizio pubblico (poliziotti, vigili del fuoco).

Dopo Covid-19: le novità sul vaccino antinfluenzale

La pandemia di Covid-19 ha portato il Ministero della Salute a modificare in parte l’offerta della vaccinazione antinfluenzale. Oltre che alle categorie a rischio considerate, il Ministero della Salute, in vista della stagione 2020-2021, raccomanda la profilassi antinfluenzale ai bambini a partire dai 6 mesi (per i più piccoli non ci sono dati che dimostrino l’innocuità del vaccino) e l’«anticipo» dell’offerta rivolta agli anziani. Nel primo caso, considerando la frequenza dei rapporti con i nonni (a maggior ragione se non tutte le scuole dovessero riprendere a pieno regime), l’anticipo è stato deciso anzitutto per proteggere i più anziani. La profilassi tornerà comunque utile anche in caso di condivisione degli spazi scolastici, circostanze che il virus influenzale sfrutta per farsi poco alla volta largo nelle abitazioni. A partire da ottobre, l’antinfluenzale sarà poi gratuito già nella fascia d’età compresa tra i 60 e i 64 anni. Oltre che fortemente consigliato a tutti i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari e agli anziani che vivono in strutture residenziali o di lungo degenza. «La pandemia ci ha ricordato che per i virus la fragilità è un terreno fertile dove attecchire», commenta Roberto Bernabei, direttore del dipartimento scienze dell’invecchiamento, neuroscienze, testa-collo e ortopedia del policlinico Gemelli di Roma e membro del comitato tecnico-scientifico della Protezione Civile. Un motivo in più per vaccinare tutti gli anziani contro l’influenza stagionale – ma anche contro le altre malattie che possono colpire più duramente da vecchi: a partire da polmonite pneumococcica, pertosse e herpes zoster.

In autunno 2020 previsto un aumento delle vaccinazioni

L’obbiettivo, in caso di seconda ondata, è evitare la «sovrapposizione» tra queste malattie (prevenibili) e il Covid-19, considerando che molti sintomi delle fasi iniziabili sono pressoché analoghi. Per raggiungere l’obiettivo di massima protezione degli anziani, alcune Regioni (a partire dal Lazio) sono orientate a rendere l’immunizzazione obbligatoria per gli over 65 e gli operatori sanitari. Al di là di questo aspetto, è comunque facile immaginare che la richiesta di vaccinazione sarà molto più elevata rispetto alle precedenti stagioni, con la necessità di mettere in piedi una macchina organizzativa in grado di dare una risposta efficace all’aumento della domanda dei cittadini. Non è escluso che si possano individuare luoghi adatti a vaccinare un elevato numero di persone (obbligate o meno) in condizioni di sicurezza, nel pieno rispetto del distanziamento sociale. È il caso di teatri, cinema e palestre. L’imperativo è soltanto uno, fare in fretta. Se non ora, quando?

Twitter @fabioditodaro

vaccinazione

Foto: 123RF.com

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