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Mascherine: come sceglierle ed evitare quelle contraffatte

Chirurgiche, FFP2, FFP3 e così via. Come scegliere le mascherine e, soprattutto, come difendersi dalle contraffazioni? Ecco una guida pratica all'acquisto

Serena Fogli
19 Maggio 2021

Fanno ormai parte della nostra quotidianità e infatti ne esistono di tutti i tipi: da quelle chiurgiche a quelle (più o meno) filtranti, non mancano neanche le mascherine ecologiche che tentano di unire la sostenibilità alla protezione attiva da agenti infettanti. La pandemia di Covid-19 ha reso i dispositivi di protezione individuale uno strumento da tenere sempre a portata di mano e da indossare quando si esce di casa e quando si è costretti a sostare in un luogo chiuso. Eppure i dubbi sono ancora molti, soprattutto rispetto ai tipi di mascherina da prediligere in base all’occasione e al contesto in cui ci si trova.

mascherina covid

Foto di Kobby Mendez / Unsplash

Come scegliere la mascherina più indicata alla situazione? E come difendersi dalle mascherine contraffatte? Per rispondere a questa domanda abbiamo chiesto l’aiuto del dottor Alberto Missaglia, farmacista e presidente Farmiss, azienda di integratori e organizzazione farmacie, che ci ha illustrato la differenza che intercorre tra i diversi dispositivi di protezione individuale: conoscere le peculiarità di ogni tipo di mascherina ci aiuterà a far chiarezza su un oggetto ormai diventato di uso comune.

Tipi di mascherine in commercio

Prima di addentrarci nelle caratteristiche di ciascuna tipologia, farà comodo avere sottomano un elenco completo dei vari tipi di mascherine oggi presenti sul mercato.

  1. Mascherine chirurgiche
  2. Mascherine FFP2 e Mascherine FFP3
  3. Altri tipi di mascherine

Questa classificazione sembra banale ma in realtà è molto utile perché da essa dipendono le diverse normative applicate e applicabili.

Mascherine chirurgiche

Tipi di mascherina

Foto di Leohoho / Unsplash

Durante la pandemia di Covid-19 si sono diffuse capillarmente e sono senza dubbio uno dei tipi di DPI più utilizzati. Le mascherine chirurgiche sono dispositivi monouso e servono per evitare che chi le indossa contamini l’ambiente: indossarle correttamente – quindi coprendo sia la bocca che il naso – evita la tramissione di agenti infettivi e potenzialmente patogeni.

Le mascherine chirurgiche sono perfette da usare quotidianamente all’aperto e al chiuso in luoghi non eccessivamente affollati. Si ricorda, infatti, che questo tipi di masherina protegge gli altri da un eventuale contagio, ma non chi le indossa. Non sono, infatti, mascherine filtranti.

Mascherine FFP2 e FFP3

Tipi di mascherine: ffp2

Foto di Brian McGowan / Unsplash

Sono le mascherine utilizzate da chi, oltre a proteggere il prossimo, vuole proteggere anche se stesso. Le FFP2 e le FFP3 sono infatti mascherine facciali filtranti e – non a caso – prima della pandemia erano solitamente utilizzate negli ambienti ospedalieri e ambulatoriali per proteggere gli operatori da possibili agenti patogeni esterni. Rispetto a quelle chirurgiche, quindi sono dispositivi ad azione filtrante atta a proteggere le vie respiratorie di chi le indossa, schermandolo dai cosiddetti droplets (minuscole gocce di aerosol) infetti. Per essere efficaci devono essere indossate in modo corretto, ovvero facendo in modo che il bordo della mascherina aderisca completamente al viso.

In molti si chiedono quale sia la differenza fra le FFP2 e le FFP3. Presto detto: le mascherine FFP2 hanno una capacità di filtro maggiore del 95% rispetto a particelle aventi diametro di 2,5 micron. Al contrario, la capacità delle FFP3 è maggiore del 98%, sempre in relazione allo stesso tipo di particella.

Per questo motivo, le mascherine FFP2 e FFP3 sono particolarmente indicate negli ambienti chiusi e particolarmente affollati, dove il distanziamento non può essere garantito.

Altri tipi di mascherine

tipi di mascherine: di stoffa e lavabili

Il Covid-19 ha fatto comparire sul mercato molti altri tipi di mascherine, tra le quali figurano quelle in tessuto, quelle lavabili e addrittura quelle di carta. Per legge non sono dispositivi di protezione individuale e infatti non sono previste valutazioni né dall’Istituto Superiore di Sanità né dall’Inail. Nulla tuttavia vieta di produrle e venderle, ai sensi dell’art. 16, comma 2, del D.L. 18/2020.

Le mascherine sono sicure?

I dispositivi di protezione individuali sono sicuri? La risposta è sì, ma solo se sono prodotti nel rispetto della normativa vigente. Le direttive relative alle mascherine chirurgiche sono contenute nella norma tecnica UNI EN 14683:2019, mentre quelle relative alle FFP2 e alle FFP3 sono contenute nelle norme tecniche armonizzate UNI EN 149:2009.

In aggiunta, le mascherine FFP2 e le FFP3 devono passare l’esame di un organismo specializzato nella certificazione dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie che, dopo le opportune verifiche del caso, emetterà un certificato di conformità. Questo perché si tratta di DPI appartenenti alla categoria III di rischio.

Poiché gli altri tipi di mascherine (come quelle lavabili) non rientrano nel gruppo dei DPI, non è presente una norma tecnica a cui si fa riferimento. Si tratta comunque di mascherine “legittime” che gli italiani possono scegliere di utilizzare grazie al decreto Cura Italia.

E’ bene tuttavia precisare che le mascherine in stoffa lavabile, qualora siano state prodotte in modo adeguato, riescono comunque ad avere una funzione protettiva e di conseguenza risultano essere una valida alternativa a quelle chirurgiche (che sono monuoso e quindi usa e getta). A questo scopo Altroconsumo ha condotto un test su 22 mascherine di stoffa, che hanno dimostrato di svolgere egregiamente il lavoro che sono state chiamate a compiere.

Come riconoscere le mascherine contraffatte

Acquistare una mascherina sicura (intesa come dispositivo di protezione individuale) significa anche fare attenzione al fatto che non sia contraffatta. Per appurarlo è prima di tutto necessario osservare la confezione (o direttamente la mascherina) cercando il noto marchio CE. E’ importante verificare che si tratti del marchio originale e non quello che, invece, indica “China Export“. In caso di dubbio sarà sufficiente osservare la sigla da vicino, che deve presentare una spaziatura marcata tra le due lettere: la “C” e la “E” del marchio “China Export”, infatti, sono solitamente molto vicine tra loro.

mascherine contraffatte

Foto di Tonik / Unsplash

Mascherine chirurgiche contraffatte

Per capire se le mascherine chirurgiche acquistate siano conformi agli standard si può verificare che sulla confezione siano riportate sigle precise, richieste dalla legge, oltre al già citato marchio CE.

  1. Dispositivo medico: spesso abbreviato come DM
  2. Codice EN 14683: il codice stabilisce che il dispositivo presenta i minimi requisiti richiesti in materia di capacità filtrante e respirabilità.

Mascherine filtranti contraffatte (FFP2 e FFP3)

Quanto alle mascherine FFP2 e FFP3 e N95 (equivalente statunitense delle FFP2), oltre al già nominato marchio CE, si può verificare che sulla confezione sia presente:

  1. Il codice EN 149:2001 + A1:2009 oppure il codice armonizzato UNI EN 149:2009
  2. Il marchio CE accompagnato da un codice di 4 numeri, che indica l’organismo che ha certificato la conformità del DPI.

Tali enti, chiamati anche Organismi Notificati, sono autorizzati dalle autorità: il sopracitato codice, quindi, deve corrispondere a uno di quelli riportati nel database NANDO in seno alla Commissione Europea.

Sul mercato, tuttavia, sono presenti moltissime mascherine senza il marchio CE. Questo perché durante l’emergenza causata dalla pandemia di Covid, l’articolo 15 del D.L. 18/2020 consente di produrre, importare e immettere sul mercato DPI in deroga alle norme vigenti.

In questo caso i produttori, anche esteri, sono obbligati a inviare all’ISS un’autocertificazione riportante le caratteristiche della mascherina e il rispetto dei requisiti di sicurezza vigenti. Saranno poi le farmacie e gli esercizi commerciali a verificare che ci sia stato il lasciapassare da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

Anche il consumatore finale può verificare che l’azienda che ha prodotto le mascherine acquistate rientri tra quelle autorizzate: sarà sufficiente collegarsi al sito dell’ISS e, tra gli allegati in fondo alla pagina, cliccare sul documento “autorizzazioni rilasciate“. Altra strada è collegarsi al sito dell’INAIL e cliccare il link alla voce “elenco dei dispositivi autorizzati

Serena Fogli

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