Wise Society : Ashwagandha, l’anti-stress naturale che regala serenità e bellezza

Ashwagandha, l’anti-stress naturale che regala serenità e bellezza

di Lucia Fino
5 Gennaio 2026

L’ashwagandhaè una pianta adattogena della tradizione ayurvedica, nota per favorire equilibrio psicofisico, gestione dello stress e vitalità. I suoi estratti possono essere assunti quotidianamente con dosi moderate, rispettando precauzioni e consigli professionali.

È usata da millenni nella medicina ayurvedica ma negli ultimi anni, l’ashwagandha ha conosciuto una forte diffusione anche in Occidente, diventando un ingrediente ricorrente in integratori dedicati al benessere, al sonno e all’equilibrio emotivo. La sua popolarità riflette una tendenza più ampia verso rimedi naturali ispirati alle medicine tradizionali, reinterpretati alla luce della ricerca scientifica moderna. E infatti l’Ashwagandha è davvero una pianta da scoprire per le sue moltissime proprietà: andiamo allora andiamo a scoprire di più su questa pianta (o meglio radice), scoprendo tutti tutti i benefici e gli usi dell’Ashwagandha.

Ashwagandha

Foto Shutterstock

Ginseng indiano: cos’è l’Ashwagandha e come agisce

L’Ashwagandha è conosciuta anche come ginseng indiano o ciliegia d’inverno. Nomi diversi per una sola pianta, la Withania somnifera, “parente” di melanzane e patate (è come loro una solanacea), già citata in antichi testi della medicina indiana e cinese. In fitoterapia vengono utilizzate soprattutto le radici, sotto forma di polvere, perché proprio in questa parte si concentrano le sostanze attive, i witalonidi.

Quanto alla sua azione, l’ashawagandha, proprio come il più conosciuto ginseng, è un adattogeno naturale, una pianta “resiliente” che nasce e cresce in condizioni difficili e che trasmette all’organismo umano proprio la capacità di resistere alle condizioni sfavorevoli, migliorando e potenziando difese e risorse del corpo stesso. Per questo è anti-stress, anti-age ed energizzante.

Gli adattogeni infatti regalano forza e vitalità: l’Ashwagandha aggiunge anche un’altra proprietà benefica, quando occorre è anche rilassante e favorisce il riposo. Al mattino quindi si può assumere per aver un po’ di carica in più, alla sera per dormire meglio e in modo più regolare e tranquillo. Niente di meglio in periodi impegnativi!

La pianta dell'Ashwagandha

Foto di Bankim Desai / Unsplash

A cosa serve l’Ashwagandha: i benefici

L’Ashwagandha è un ingrediente della medicina tradizionale orientale, in particolare ayurvedica: anche gli studi di medicina occidentale convenzionale più recenti ne hanno però confermato le qualità salutistiche. Ecco allora, l’elenco completo dei benefici dell’Ashwagandha.

E’ un anti-stress

Lo stress quando si mantiene sotto certi livelli è benefico, quando però le tensioni diventano croniche possono danneggiare su più fronti l’organismo. Fra gli effetti dello stress anche il crescere del livello di cortisolo e di molte sostanze infiammatorie che favoriscono malattie cardiovascolari, diabete, ipertensione. L’Ashwagandha agisce proprio regolarizzando il livello di cortisolo e più in generale come antinfiammatorio.

Rinforza le difese immunitarie

Mai come in questo periodo ne abbiamo avvertito la necessità, ma avere difese immunitarie forti in grado di contrastare l’attacco di virus e batteri è sempre importante. L’Ashwagandha è un ottimo immunostimolante da usare anche per tutta la stagione autunnale.

Rinforza la memoria

L’Ashwagandha è un efficace antiossidante: protegge cioè le cellule del corpo dall’azione aggressiva dei radicali liberi. Il suo effetto benefico è particolarmente evidente per quanto riguarda il cervello. Si può considerare un aiuto per un healthy ageing e sempre, a qualsiasi età, per avere una memoria più pronta e maggiore capacità di concentrazione.

Aiuta a dormire meglio

Preso alla sera aiuta a dormire meglio, in modo più regolare, evitando anche i fastidiosi risvegli notturni. La polvere di Ashwagandha si può anche sciogliere in un bicchiere di latte che, grazie al triptofano, ne aumenta il potere rilassante.

Controlla il colesterolo

Detox e “amica del cuore” (e della circolazione sanguigna) l’Ashwagandha aiuta a ridurre e a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

Fa bene a pelle e capelli

Proprio perché è un potente antiossidante l’Ashwagandha è sempre più usata anche per la cura di pelle e capelli, come integratore ma anche come ingrediente di lozioni, sieri, creme, oli. Anti-age naturale, contiene tirosina, un aminoacido che contribuisce a rallentare l’apparire dei capelli bianchi, stimola il microcircolo del cuoio capelluto e quindi una migliore crescita e salute dei capelli.

Ashwagandha in polvere e compresse

Foto Shutterstock

Controindicazioni ed effetti collaterali

L’Ashwagandha ha effetti collaterali? In realtà è un rimedio abbastanza sicuro, va però evitata in gravidanza e durante l’allattamento e se si soffre di ipertiroidismo perché aumenta l’attività della tiroide. Proprio per le sue forti capacità immunostimolanti può inoltre essere controindicata se si soffre di malattie autoimmuni.

Come per ogni sostanza attiva, è quindi fondamentale un approccio informato e consapevole, che tenga conto delle caratteristiche individuali e del contesto di utilizzo: chiedere al proprio medico o al fitoterapista di fiducia è sempre un’ottima idea.

Ashwagandha: come e quando assumerla

L’ashwagandha è disponibile in diverse forme, tra cui polvere, capsule, compresse ed estratto liquido. La modalità di assunzione più comune è sotto forma di estratto standardizzato in capsule, perché consente un dosaggio più preciso dei principi attivi.

In genere viene assunta una o due volte al giorno, preferibilmente durante i pasti per migliorarne la tollerabilità. Chi la utilizza per favorire il rilassamento e il sonno tende a preferire l’assunzione serale, mentre per il supporto a energia e concentrazione è spesso scelta al mattino o a metà giornata.

Le dosi comunemente consigliate negli integratori di Ashwagandha variano tra i 300 e i 600 mg al giorno di estratto standardizzato, ma possono differire in base alla concentrazione di withanolidi e alla formulazione. È sempre raccomandabile iniziare con la dose più bassa e valutare la risposta individuale, evitando il “fai da te” e consultando, come già anticipato, un professionista della salute in caso di dubbi o condizioni particolari.

Lucia Fino

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