Wise Society : Via libera al vino biologico ma i solfiti restano
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Via libera al vino biologico ma i solfiti restano

Finora si poteva fare vino da uve biologiche. Grazie alla pubblicazione di un nuovo decreto in attuazione delle norme comunitarie, la filiera produttiva è adesso completa. L'anidride solforosa è stata, però, solo ridotta e non eliminata

Francesca Tozzi
15 Agosto 2012

Foto di Dinner Series/flickrVia libera al vino biologico. Grazie alla pubblicazione di un Decreto Ministeriale che ne autorizza e regola la produzione in tutta Italia. Si tratta del DM n. 15992 del 12 luglio 2012 uscito sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 177 del 31 luglio 2012. Fino a questo momento, infatti, si poteva produrre solo vino da uve biologiche perché non esistevano le norme comunitarie di disciplina della trasformazione delle uve e dei processi enologici. Arriva sul mercato un prodotto importante e molto atteso, primo perché il vino rimane uno dei gioielli del made in Italy e favorirne un consumo di qualità non può che fare bene alla salute e al mercato. Secondo perché sta crescendo la sensibilità verso il biologico soprattutto in Germania e Nord Europa, Paesi dove noi esportiamo molto prodotto. Terzo perché molti italiani, desiderosi di limitare il più possibile nell’alimentazione le quantità di additivi e conservanti, saranno ben lieti di inserire nella propria dieta un vino naturale e controllato.

E qui i nodi arrivano al pettine. Il decreto, in attuazione della normativa europea, fissa i limiti consentiti di anidride solforosa – per bianchi e rosati 150 mg/litro a fronte dei 200 mg/litro per i vini convenzionali mentre per i rossi 100 mg/litro  a fronte di 150 mg/litro nei  vini convenzionali – e indica gli additivi e le sostanze ammesse nella vinificazione biologica in senso restrittivo per rendere il prodotto il più “naturale” possibile. Ma, di fatto, il prodotto non è naturale al 100% come molti consumatori di cibo bio speravano.

 Coldiretti, pur apprezzando il fatto che finalmente si può produrre vino biologico, ha sempre espresso la sua contrarietà all’uso della solforosa come conservante: secondo l’associazione, l’Unione Europea avrebbe dovuto porsi l’obiettivo di produrre, nell’arco di qualche anno, vini biologici senza l’impiego di tale sostanza. Questo per garantire una netta differenziazione rispetto ai vini convenzionali. Purtroppo, le pressioni dei Paesi del Nord Europa hanno fatto sì che si giungesse a una soluzione di compromesso che, secondo Coldiretti, non soddisfa in pieno le aspettative. I solfiti sono da sempre sotto accusa perché possono causare reazioni allergiche o disturbi come nausea e mal di testa. Non tutti sanno che, grazie al ricorso a tecniche di vinificazione altamente qualificate, già ora siamo in grado di produrre vini biologici e biodinamici senza l’ausilio della solforosa. Questo, però, è comunque un primo passo.

Fonte: Coldiretti

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