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Vino: l’aumento della produzione va a braccetto con la sostenibilità

Secondo le stime, il 2018 con 282 milioni di ettolitri di vino prodotti a livello mondiale, è stato un anno da record. A crescere anche l'attenzione dei consumatori verso le scelte sostenibili di acquisto

Fabio Di Todaro
5 dicembre 2018

Il 2018, per il vino, è stato un anno da record. Con 282 milioni di ettolitri stimati dall’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv), la stagione vitivinicola, escludendo succhi e mosti, farà registrare un dato raggiunto (e superato) soltanto in due occasioni nel nuovo millennio: nel 2004 (298) e nel 2013 (290). Si tornerà quindi a produrne di più, come nel recente passato: tenendo d’occhio però pure la sostenibilità.

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Il primato della produzione del vino, come ormai accade da un decennio, spetta all’Italia (48,5 milioni). A seguire Francia (46,4) e Spagna (40,9), Image by:iStock

Il primato, come ormai accade da un decennio, spetta all’Italia (48,5 milioni). A seguire Francia (46,4) e Spagna (40,9), più distaccati tutti gli altri Paesi: dagli Stati Uniti (23,9) fino alla Moldavia (2 milioni). Ovunque in Europa s’è registrato un aumento della produzione, eccetto in due Paesi: il Portogallo (5,5) e la Grecia (2,2). Un segnale di ripresa significativo, dopo il brusco calo registrato nel 2017: con 251 milioni di ettolitri prodotti, 22 in meno rispetto all’anno precedente.

L’ASCESA DEGLI STATI UNITI (PRIMI CONSUMATORI DI VINO AL MONDO) – In Italia la produzione vinicola, entro la fine dell’anno, dovrebbe risultare più alta del 14 per cento rispetto al 2017 e in linea con la media dell’ultimo quinquennio. Superiori invece gli aumenti registrati in Francia e in Spagna, dovrebbe essere da record (decennale) anche il raccolto in corso in Germania. Dati confortanti, come quelli che giungono dagli Stati Uniti (primi consumatori di vino al mondo): candidati a essere i quarti produttori mondiali di vino per il terzo anno di fila. In Sudamerica incremento del 23 per cento dell’Argentina e addirittura del 36 per cento per il Cile. Buone notizie che vengono in parte bilanciate dal segno meno fatto registrare in Sudafrica, dove la siccità ha fatto calare la produzione di oltre dieci punti percentuali. Sensibile anche il calo (9 per cento) che si registrerà in Australia, dopo due annate molto consistenti: in termini di raccolti.

LA SOSTENIBILITÀ APPLICATA ALLE VIGNE – Fin qui la produzione, che per un numero crescente di consumatori deve viaggiare a braccetto con la sostenibilità. Anche per il vino valgono infatti i concetti che sempre più spesso vengono citati in agricoltura e che mirano alla preservazione delle risorse naturali per le generazioni future. Questo permette di non intaccare le produzioni, né in termini quantitativi né qualitativi, lavorando per un’ottima qualità dei prodotti e con il più basso impatto possibile sull’ambiente. Cosa vuol dire sostenibilità in ambito vitivinicolo? Tutela della salute del suolo, difesa degli habitat naturali e del paesaggio, efficienza energetica, qualità e consumo dell’acqua, sostenibilità sociale. Ad apprezzare maggiormente queste virtù di un prodotto sono le donne, nonostante complessivamente la conoscenza del mondo del vino sia perlopiù una prerogativa degli uomini.

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Nell’ultimo rapporto diffuso da «Wine Intelligence», che ha indagato undici ipotesi sulla differenza di genere nel consumo e nell’atteggiamento verso il vino in sei mercati chiave, è emerso che le donne consumatrici hanno una maggior tendenza ad acquistare vino biologico, Image by: iStock

DONNE ATTENTE ALL’AMBIENTE – L’ultimo rapporto diffuso da «Wine Intelligence» ha indagato undici ipotesi sulla differenza di genere nel consumo e nell’atteggiamento verso il vino in sei mercati chiave: Australia, Canada, Cina, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. In questi sei mercati messi insieme, ci sono circa 230 milioni di bevitori di vino: suddivisi quasi esattamente tra uomini e donne. Dal dossier è emersa una conferma in merito alla conoscenza dei vini da parte degli uomini: una percentuale significativamente più alta ha infatti dichiarato di «essere sempre o principalmente la persona che ordina il vino quando si mangia in un ristorante». Ma quando si parla di sostenibilità, sono perlopiù le donne a drizzare le antenne. Il divario maggiore si è osservato in Svezia, dove il 69 per cento delle donne afferma che è probabile o molto probabile acquistare vino biologico, mentre un uomo su due prenderebbe in considerazione l’acquisto. Dal rapporto si evince anche che le donne hanno maggiori probabilità di acquistare vini prodotti da viticoltori donne quando questo fatto viene loro indicato in modo esplicito.

Twitter @fabioditodaro

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