Wise Society : Barilla e l’impegno sulla sostenibilità ambientale

Barilla e l’impegno sulla sostenibilità ambientale

di Michele Novaga
27 Maggio 2014

Non solo nuovi prodotti e nuovi investimenti: la multinazionale di Parma punta sull'educazione alimentare e su una connessione ferroviaria per ridurre il trasporto su gomma.

Per Guido Barilla il 2013 è stato un anno buono “nonostante l’incertezza economica e la difficoltà dei consumi”, come ha dichiarato nella conferenza di presentazione del bilancio 2013 al Circolo della Stampa di Milano.

Un anno positivo non solo dal punto di vista del fatturato che raggiungendo la quota di 3,535 miliardi di euro ha segnato un 2,5% di crescita operativa e di quello del profitto che ha toccato quota 12% per cento. Ma nel 2013 alla Barilla hanno raggiunto il picco più basso di indebitamento (0,8% pari a 347 milioni di euro in diminuzione rispetto al 2012) aprendo nuovi stabilimenti, come quello di Melfi in Basilicata costato 20 milioni di euro o quello dei sughi di Rubbiano costato 42 milioni e hanno lanciato 12 nuovi prodotti riformulandone altri 41 per migliorare il profilo nutrizionale.

Un bilancio positivo, quindi, arricchito dalla strategia dell’azienda che vuole portare anche in Brasile, Cina e Russia i propri prodotti con l’obiettivo di raddoppiare il proprio fatturato entro il 2020. Ma la filosofia dell’azienda di Parma racchiusa nel motto “Buono per te buono per il pianeta” va oltre la crescita economica. E anzi si concentra anche sulla promozione delle corrette abitudini alimentari riducendo l’impatto ambientale. E, a fianco dei dati meramente economici, saltano agli occhi alcune azioni rilevanti anche nell’ambito dell’innovazione e della sostenibilità. “Lo scorso anno abbiamo inaugurato un magazzino automatizzato più all’avanguardia in termini di tecniche d’immagazzinaggio e completamente robotizzato a Pedrignano e annunciamo quest’anno un investimento di 13 milioni di euro per lo stoccaggio dei grani a Parma nel più grande pastificio al mondo con un collegamento ferroviario”, come spiega l’Amministratore delegato di Barilla Roberto Colzani. “Vuol dire che toglieremo dalle strade dell’Europa 3500 TIR all’anno facendo risparmiare all’ambiente l’emissione di 1400 tonnellate. Perché si può proteggere e salvaguardare l’ambiente facendo del buon business”. 

Ma l’emissione di Co2 negli stabilimenti del gruppo è già diminuita nel 2013 (- 27%) così come quello dell’acqua (- 25%) e l’obiettivo è quello di ridurre nel 2020 del 30% sia le emissioni di Co2 sia il consumo di acqua per tonnellata di prodotto finito. Così come risulta riciclabile il 98% della carta delle confezioni dei biscotti mentre il cartone delle confezioni di pasta proviene da foreste gestite in modo sostenibile.

E l’attenzione della Barilla si focalizza anche sull’educazione alimentare per abituare le persone ad un corretto stile di vita. “Del resto – come ha confermato il presidente Guido Barilla – tre sono i paradossi dell’agroalimentare: la fame che colpisce un miliardo di persone. E il sovrappeso di cui soffre un altro miliardo di persone nel pianeta. E poi le produzioni agricole non destinate ad alimenti per l’uomo ma agli animali e al carburante biofuel. E infine gli sprechi alimentari”. Per questo la Fondazione Barilla Center for Food and Nutrition – ora diventato un organismo indipendente – attraverso l’analisi dell’impatto ambientale dei cibi presenti sulla piramide della Dieta Mediterranea, ha evidenziato che gli alimenti da consumare più frequentemente sono anche quelli che hanno un impatto ambientale inferiore.

“L’educazione alimentare la facciamo alle persone sia attraverso i pacchi e i siti web – spiega a wisesociety.it Roberto Ciati, direttore della sostenibilità di Barilla – Ma soprattutto da 12 anni abbiamo un progetto realizzato in collaborazione con gli esperti dell’Università di Parma rivolto a tutte le scuole elementari della città e ai suoi 7500 alunni che grazie ad una collaborazione con gli esperti dell’Università di Parma integra approfondimenti alimentari, giochi ed attività motorie”.

Ancora da risolvere, la riduzione dell’utilizzo degli oli vegetali nei prodotti da forno, responsabili di diverse patologie cardiovascolari. “Per noi è una priorità: alla riduzione di grassi totali e di grassi saturi nei nostri prodotti ci stiamo lavorando – conferma ancora Roberto Ciati -Sull’ultimo prodotto lanciato (la Focaccella) stiamo utilizzando olio d’oliva e porteremo avanti questo discoro compatibilmente con quelle che sono le performance di prodotto e tecnologiche che necessitano”.

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