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Il cibo del futuro: ecco come mangeremo secondo Seeds and Chips

Piatti stampati in 3D, pasta con farina di grillo, app per ordinare la pizza con un click, serre per l'orto in cucina: il futuro è già arrivato

Mariella Caruso
16 maggio 2016

Il cibo del futuro sarà stampato in 3D (Foto Mariella Caruso)Piatti stampati in 3D, snack da sgranocchiare a base di insetti, pasta addizionata con farina di grillo, piccole serre per far crescere direttamente in cucina l’insalata e le piante aromatiche, magneti da frigo con wi-fi incorporato per ordinare la pizza con un solo gesto, app per vendere last minute i prodotti freschi altrimenti destinati a finire nel cestino dei rifiuti o per fare la spesa facendosela consegnare a casa. E ancora agricoltura e apicoltura di precisione. Il cibo con cui avremo a che fare nei prossimi anni sarà sempre più salutistico, ma anche più tecnologico. A darci un assaggio, non solo metaforico, di ciò che mangeremo nel futuro e di come ci rapporteremo con esso, è stata l’edizione 2016 di “Seeds and chips”, summit internazionale dedicato alla food innovation dal campo alla tavola, dove cibo e tecnologia si sono incontrate in un clima d’intesa, senza confliggere.

SERRE DA CUCINA E DA APPARTAMENTO – Sono eleganti e funzionali e promettono di far crescere in maniera perfetta le piante d’appartamento e quelle aromatiche da utilizzare in cucina. Sfrutta i principi della coltura idroponica e dell’illuminazione a led “Linfa”, la serra sviluppata da Robonica, start up vincitrice del FoodTech Contest. È controllabile a distanza e per la crescita delle piantine utilizza soltanto concime organico, e vanta un design invidiabile. È simile il principio animatore di Wallfarm che, però, punta a sistemi verticali utili per la decorazione a verde di muri di case, aziende, uffici e ristoranti. La promessa è quella di poter far crescere in soli 4 metri quadri di parete verticale un orto con 200 piante. Anche in questo caso le piante saranno gestite autonomamente, l’unico compito “umano” sarà quello di inserire i semi e ricaricare le cartucce di fertilizzanti naturali quando lo smartphone avviserà.

Cricket pasta (Foto Mariella Caruso)LE APP – Una wikipedia degli ingredienti è il cuore della prima Wiki Food App: si chiama FlickonFood, è stata realizzata da Leo Mauriello e Michela Di Nuzzo di Dotfarm. Si tratta di un database di tutti gli ingredienti (compresi rarità come il mandarino tardivo di Ciaculli) alla quale tutti gli iscritti possono contribuire. Per gli utenti registrati c’è la possibilità di acquistare gli ingredienti e di vivere “food experience” direttamente sui luoghi di produzione. Promette di rivoluzionare la consegna a domicilio il gadget “Click’n’pizza della start up La comanda. «Basterà, infatti, un solo click sul magnete che si può attaccare sul frigo o su qualsiasi altra superficie magnetica per ricevere la pizza a casa», sottolinea il fondatore Carlo Brianza pronto a chiudere un contratto per la catena Pizza Hut. Già sperimentate, almeno nel format, le app che aiutano a fare la spesa che viene recapitata direttamente al domicilio del cliente come Supermercato24, o quelle per ridurre lo spreco del cibo come Last minute sotto casa. In quest’ultimo caso basta iscriversi con l’esatta localizzazione, scegliere un raggio d’interesse per ricevere le offerte dei negozianti vicini per le offerte alimentari last minute. «Basti pensare che ogni anno vengono sprecati 146 kg di cibo per persona: un costo altissimo per le nostre tasche e la salute del Pianeta», spiegano i fondatori torinesi che stanno cercando di espandere l’area di azione nel resto d’Italia.

Snack molitor (Foto Mariella Caruso)GLI INSETTI IL CIBO DEL FUTURO – Nel Sud-est asiatico e in alcune stati del Sudamerica è un’abitudine da secoli. Nei paesi del Nord Europa non è più un tabù, in Italia (dove, al contrario di altri Stati del vecchio continente la recente normativa europea sul “Novel food” è interpretata in maniera molto restrittiva) la cultura dell’entomofagia è ancora tutta da costruire. «Ma arriverà anche qua», è sicuro Massimo Reverberi. Milanese, fondatore di Bugsolutely, azienda con sede in Thailandia, dove Reverberi vive da anni, ha scommesso sulla produzione di pasta con il 20% di farina di grillo. «È un superfood perché ricca in proteine di oltre il 40% rispetto alla pasta tradizionale, 5,5 mg di omega 3 per porzione, il 10% della razione raccomandata di vitamina B12, un basso indice glicemico e un apporto doppio di ferro e calcio», sottolinea Reverberi che ha già cominciato a distribuire la sua “Cricket pasta” in Corea. «C’è grande interesse in Giappone e in Inghilterra – aggiunge -, ma onestamente, normativa a parte, non so quanto tempo occorrerà affinché anche l’Italia sia pronta ad avvicinarsi al consumo di insetti edibili». In Francia, invece, questo consumo sta prendendo piede. Lo dimostra la Jimini’s che a Seeds and Chips ha portato, anche in assaggio, i suoi snack: barrette proteiche a base di grillo aromatizzato al cioccolato fondente e fichi o banana, alla mela e cannella o albicocca, goji e chia e, arditamente, anche grilli e molitor (tarme della farina, nda) da sgranocchiare. E, a dispetto di chi dice che non mangerà mai insetti, c’è da scommettere che tutti qualche “molitor”, anche inconsapevolmente, l’ha già mandato giù.

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