Wise Society : Viaggio nell’Italia delle specialità con le bandiere Coldiretti
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Viaggio nell’Italia delle specialità con le bandiere Coldiretti

Sono 5155 le “Bandiere del gusto” Made in Italy a tavola presentate dell'associazione degli agricoltori. Riconoscimenti che tracciano un percorso ideale (e non solo) tra le specialità del paese

Maria Enza Giannetto/Nabu
19 luglio 2019

C’è chi viaggia per scoprire l’arte, chi il paesaggio. Altri ancora lo fanno per stare a contatto con la natura o per immergersi nella cultura di un luogo. E poi c’è chi lo fa per scoprire le tipicità enogastronomiche di un territorio. E così facendo, nello stesso momento, scopre il paesaggio, la natura e la cultura di quel territorio. «Dietro ogni prodotto c’è una storia, una cultura ed una tradizione che è rimasta viva nel tempo ed esprime al meglio la realtà di ogni territorio», dice infattti  il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini manifestando tutto l’orgoglio e la volontà di difendere il patrimonio del Made in Italy «dalla banalizzazione e dalle spinte all’omologazione e all’appiattimento verso il basso dell’offerta alimentare anche turistica».

LE «BANDIERE DEL GUSTO» –  Alla valorizzazione del ricco patrimonio enogastronomico Made in Italy, Coldiretti ha dedicato le Bandiere del Gusto che contraddistinguono specialità ottenute secondo regole tradizionali che resistono da almeno 25 anni. Il censimento 2019 di Coldiretti ne annovera 5155. Proprio seguendo il filo di  queste Bandiere del Gusto è possibile partire alla scoperta di tesori nascosti del Made in Italy seguendo una sorta di mappa del gusto genuino. Sul podio della classifica delle regioni con più specialità tipiche c’è la Campania con ben 531 Bandiere del Gusto, davanti alle 461 della  Toscana e le 428 del Lazio. A seguire, in questa speciale classifica, c’è l’Emilia-Romagna con 396, il  Veneto con 374. Poi ci sono Piemonte con 342 specialità e Liguria con 299 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni: Puglia con 285 prodotti tipici censiti, Calabria a quota 269, Lombardia che ne conta 249. E poi Sicilia (244), Sardegna (205), Trentino Alto Adige (195), Friuli-Venezia Giulia (177), Molise (159), Marche (153), Abruzzo (148). Ancora Basilicata con 135, la Provincia autonoma di Trento con 105, l’Alto Adige con 90, l’Umbria con 69 e la Val d’Aosta con 36.

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Le Bandiere del Gusto, i tesori nascosti del Made in Italy: il censimento 2019 di Coldiretti ne annovera 5155, Foto: Coldiretti

IN VIAGGIO COL GUSTO – Una sorta di viaggio del gusto che si può effettuare da Sud a Nord, andando per tappe segnate dalle specialità nazionali. A partire dalla Campania con le Papaccelle, piccoli peperoni più o meno piccanti utilizzati per le conserve sott’aceto. In Toscana spicca la Piattella pisana, un fagiolo bianco di forma appiattita con una buccia sottilissima e la pasta morbissima. Nel Lazio viene seminato da sempre il Fagiolo del purgatorio che rappresenta il piatto fondamentale del mercoledì delle ceneri. In Emilia-Romagna molto apprezzati sono i Grassei sbrislon o ciccioli, ovvero grasso del maiale fatto a dadini e messo a cuocere a fuoco lento e aromatizzato con spezie locali. In Veneto ecco il Sangue morlacco, antico liquore del 1830 a base di ciliegie marasche. Per i Piemontesi, invece, immancabile è il Montébore, il formaggio più raro al mondo che viene realizzato miscelando latte crudo vaccino e ovino. In Liguria, il podio va al Paté di lardo, salume fresco che deriva dalla lavorazione del lardo aromatizzato con erbe locali. I Pugliesi sono ghiotti di formaggi come Caciocavallo Dauno che può stagionare fino a 6 anni, mentre in Calabria tra i prodotti tradizionali più apprezzati c’è l’origano selvatico. In Lombardia il top è il Violino di capra, salume tipico chiamato così per la sua forma. In Sardegna non può mancare su casu Axridda, formaggio di latte ovi-caprino la cui particolarità è la cappatura di argilla estratta da una cava locale.

In Sicilia è possibile scoprire la Manna, uno straordinario dolcificante naturale a basso contenuto di glucosio e fruttosio che si ottiene dagli alberi di frassino. I friulani vanno fieri del Formadi frant, un simbolo dell’anti spreco perché realizzato con lo scarto di altre varietà di formaggi. In Molise non si può rinunciare all’elegantissima Treccia di Santa Croce di Magliano, tipico formaggio a pasta filata dalla originalissima forma di treccia mentre nelle Marche è tipico della tradizione contadina il Vino di visciole, composto da visciole e da vino, preferibilmente rosso Sangiovese. In Abruzzo invece famosissimo è il Cacio marcetto la cui maturazione è largamente influenzata dalle larve di mosca. In Basilicata vince la Salsiccia al coriandolo di Carbone. Viene dal Trentino invece l’Altreier kaffee, un surrogato del caffè tipico di Anterivo, mentre giunge dalla Valle D’Aosta il particolare salume chiamato Boudin, prodotto con patate bollite, pelate a mano e lasciate raffreddare, alle quali vengono aggiunti cubetti di lardo, barbabietole rosse (ottimo conservante naturale), spezie, aromi naturali, vino e sangue bovino o suino. Infine, l’Umbria con la Fagiolina del Trasimeno, varietà rara e particolare di legume conosciuto fin dal tempo degli Etruschi.

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