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Dalle piante non solo pollini, anche uno stop alle allergie di stagione

Ginkgo biloba, ontano nero e betulla possono contrastare problemi respiratori e congiuntiviti da polline

Gabriella Persiani
10 aprile 2015

Image by © I Love Images/CorbisOcchi arrossati, naso che cola, problemi respiratori: la primavera porta con sé gioie, con le temperature miti, e dolori, sotto forma di pollini e allergeni. Ma l’aria frizzante della bella stagione può tornare amica anche per quell’italiano su 5, (nel Belpaese si stimano, infatti, 18 milioni di allergici, tra cui un milione e 200mila bambini) grazie alla naturopatia che dona benessere con le piante officinali. Ecco una guida di consigli pratici su modi e tempi per star meglio con metodi naturali, privi di effetti collaterali. Da dove cominciare? Dalla dieta alimentare.

Prevenzione a tavola – «È importante prevenire le allergie – spiega la naturopata Deborah Pavanello – cominciando, sin dalla fine dell’inverno, a fare depurazione e drenaggio dell’organismo con le erbe, eliminando le tossine accumulate durante i freddi, così le nostre difese possono operare meglio». A ciò si può accompagnare una dieta ipotossica, priva di alimenti troppo raffinati dall’industria, cibi confezionati, soft drink, che possono provocare una maggiore sensibilità del sistema immunitario. «Già prima dell’arrivo della primavera, dunque, sarebbe meglio diminuire i nutrimenti in eccesso, il troppo glutine, i troppi latticini, i troppi nervini, (tè, caffè, drink energizzanti), e passare ad alimenti integrali completi». Al bando anche cibi come cioccolato, pomodoro e tonno, «perché sono alimenti istaminoliberatori, che, quindi, aumentano la quantità di istamina nel corpo e di conseguenza peggiorano la sintomatologia allergica».

Consigli per i disturbi respiratori – Esempio pratico: gli allergici alle graminacee dovrebbero eliminare, all’arrivo dei pollini nell’aria, pasta e pane fatti di grano o piante che appartengono alle Graminacee, come farro e lo stesso kamut. «La sintomatologia asmatica pare aumentare mangiando cibi derivati da quelle piante che appartengono alla famiglia dei pollini respirati e che creano fastidi».

Sollievo naturale a naso e occhi – Nella fase di preparazione dell’organismo alla primavera, si può fare ricorso a rimedi adatti a modulare la reattività di un sistema immunitario troppo sensibile, quando l’allergia è il risultato di una iper-reazione a molecole che normalmente non dovrebbero dare nessun effetto. «Molto utili, anche prima della fase acuta, piante in macerato glicerinato che intervengono sul tessuto del sistema respiratorio, abbassando l’infiammazione, togliendo i residui di muco, così c’è meno sensibilità della mucosa. Tra queste citiamo per esempio il carpino. Con l’allergia in atto, in caso si soffra di rinorrea, lacrimazione degli occhi, congiuntiviti, si può associare la buddleja. Sono indicate anche le tinture madri di piantaggine, eufrasia ed erisimo, un buon antiallergico insieme a ribes nero e rosa canina in macerato glicerinato. Sollievo agli occhi arriva dai colliri lenitivi a base di eufrasia e camomilla”». Gli alleati verdi per eccellenza nella lotta a starnuti e infiammazioni allergiche? «I macerati glicerinati di ontano nero, betulla verrucosa gemme, ribes nero, ginkgo biloba. Un’altra pianta interessante è il rooibos, un rimedio che arriva dal Sudafrica e viene commercializzato anche in bustine da tè. Oltre ad essere una piacevole bevanda, in caso di allergia respiratoria viene usato in estratto secco, sotto forma di tavolette o capsule».

Grandi e piccoli allergici – Non c’è differenza tra i disturbi di bimbi e adulti, ma «in un bambino è più facile che si verifichino allergie, perché il sistema immunitario è in fase di adattamento; esse scompaiono quando crescono». È corretto, dunque, dire che allergici si nasce? «Si ha una certa predisposizione se i genitori sono entrambi allergici».

Lo stress aumenta la predisposizione alle allergie. Si può manifestare una certa reattività in seguito a un periodo di stress molto intenso, per esempio dopo un inverno molto impegnativo con ritmi che non accennano a diminuire o dopo un evento traumatico. Si tratta di sollecitazioni che si aggiungono ad altre e il sistema di autoregolazione dell’organismo si ribella. «Possono manifestare la loro atopicità latente anche alcune donne nel momento del passaggio dal periodo fertile alla menopausa, proprio perché all’organismo viene richiesto un importante sforzo per adattarsi a nuovi equilibri ».

 

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