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Oleoliti, tutti i benefici (e i gusti) dell’olio aromatico

Preparati fitoterapici ottenuti “estraendo” il principio attivo contenuto nella pianta medicale, o semplicemente olii aromatizzati da utilizzare in cucina, gli olii medicali vantano tanti benefici in ambito cosmetico ed erboristico. E sono semplicissimi da preparare anche in casa

Maria Enza Giannetto
13 Dicembre 2020

Si scrive oleolito, si legge soluzione oleosa dei principi attivi di una pianta officinale. Si scrive oleolito, si traduce olio medicinale o olio aromatico da impiegare in campo erboristico e fitoterapico o per insaporire piatti e pietanze. Approfondiamo l’argomento e scopriamo quali sono i benefici degli oleoliti e il loro impiego per la cura del corpo e la salvaguardia della salute.

Che cosa sono gli oleoliti?

Che si usino in cucina o per arrossamenti cutanei, la base comune degli oleoliti è sempre l’olio vegetale come solvente in grado di estrarre il fitocomposto della droga (le parti della pianta), o delle piante medicinali utilizzate: l’arnica, la lavanda, l’iperico, ad esempio, ma anche il peperoncino e il rosmarino.

Gli oleoliti, infatti, sono preparati fitoterapici conosciuti anche come oli aromatizzati che fruttano le proprietà dell’olio (olio di semi di girasole, olio di riso, olio d’oliva, olio di palma, olio di mandorle dolci, di vinaccioli) associato a quello della pianta officinale o della spezia.

La condizione essenziale per un buon oleolito è l’utilizzo di materie prime di ottima qualità, a partire dall’olio vegetale, ricco di trigliceridi, che deve assicurare una certa stabilità (come l’olio d’oliva) e quindi anche una buona conservazione del preparato. Per quanto riguarda la droga  (fiore, frutti, radici, fogli e semi) che si tratti di prodotto fresco o essiccato, meglio preferire il biologico e la provenienza certificata.

Oleolito di lavanda

Foto di Couleur da Pixabay

Come si trasforma un’erba in oleolito

Per estrarre i principi attivi della pianta officinale ci sono vari modi: l’estrazione può avvenire per:

  1. digestione
  2. decozione
  3. infusione
  4. soluzione da estratti fluidi liposolubili

In particolare l’estrazione per digestione solare si utilizza soprattutto con le erbe fresche, mentre tra i metodi a caldo ci sono la digestione e  la decozione, che si applica sulle erbe ricche d’acqua (decotti oleosi). Infine, tra i metodi a freddo, spicca l’infusione che si basa proprio sulla macerazione (per i macerati oleosi) della pianta officinale in un olio vegetale. Le erbe fresche (come ad esempio la calendula, la lavanda, l’arnica), opportunamente sminuzzate, vengono lasciate a macerare nell’olio naturale prescelto per un certo periodo – in genere dalle 4 alle 6 settimane – e, dopo il filtraggio, si ricava un olio medicato ricco delle sostanze liposolubili estratte che somiglia un po’ a un olio essenziale.

Proprio per questa somiglianza, in modo errato, gli oleoliti vengono spesso definiti anche oli macerati o infusi.

Gli oleoliti più comuni e i loro benefici

Gli oleoliti più comuni in ambito erboristico e fitoterapico sono sicuramente quelli di iperico, di calendula, di arnica e di lavanda. Questi preparati vengono utilizzati soprattutto per via esterna e, applicati sulla pelle formano un film oleoso sulla cute che assicura – a seconda dell’erba utilizzata – proprietà emollienti, lenitive, antinfiammatorie e cicatrizzanti, o ancora antinfiammatorie e antireumatiche e rinobalsamiche.

Di lavanda

L’oleolito di lavanda è un ottimo coadiuvante per le infiammazioni ed è molto utile anche in caso di allergia e per contrastare i batteri. Inoltre, la lavanda è una pianta con importanti proprietà antisettiche.

Di calendula

L’oleolito di calendula vanta ottime proprietà lenitive e rinfrescanti e si può utilizzare per alleviare il fastidio di scottature o lesioni della pelle. È un ottimo emolliente da utilizzare anche per uso interno che sfiamma le pareti dell’intestino.

Di arnica

Ottimo per dare sollievo a livello muscolare e articolare, l’oleolito di arnica ha proprietà antinfiammatorio e analgesiche e può essere utillzzato per aiutare a risolvere strappi e striramenti, contusioni, flebiti e molti altri disturbi.

oleolita

Foto di nir_design da Pixabay

Di iperico

L’oleolito di iperico ha proprietà cicatrizzanti, antisettiche, anestetiche, astringenti, purificanti ed è un ottimo rimedio contro le punture di insetto.

Altri oleoliti

Ovviamente tra le qualità dell’oleolita ci sono anche quelle che dipendono direttamente dall’olio utilizzato. L’olio d’oliva, ad esempio, è ricco di vitamina E e ha un’azione emolliente e idrante; l’olio di mandorle dolci è nutriente e lascia la pelle idratata ed elastica; l’olio di riso ha ottime proprietà nutrienti e lenitive.

Le controindicazioni

Non ci sono particolari controindicazioni che riguardano l’uso fitoterapico, cosmetico o alimentare degli oleoliti. In ogni caso, è bene ricordare che, quando si ha a che fare con le erbe e le piante bisogna prestare attenzione ad eventuali allergieipersensibilità ai componenti, al fitocomposto o alle varie parti della pianta.

Inoltre, è bene ricordare che ci sono oleoliti che possono essere ingeriti mentre altri vanno usati solo per via topica e se ingerite possono provocare vari disturbi.

Come usarli in cucina

Tra gli oleoliti per uso alimentare, invece, i più comuni sono sicuramente l’oleolito di peperoncino, oleolito d’alloro, oleolito di rosmarino, oleolito di aglio.

Si tratta di preparati che, però, vengono principalmente utilizzati per condire i piatti e non per cucinare. Per ottenere un oleolito o olio aromatizzato per uso alimentare si può agire in due modi diversi: trasferendo gli aromi durante la molitura delle olive, aggiungendo le spezie prima del filtraggio, oppure lasciando macerare la spezia dentro il contenitore dell’olio. L’olio aromatizzato può diventare un ingrediente determinante in ogni ricetta, poiché è in grado di esaltare i piatti più semplici (con il limone, il tartufo, peperoncino, basilico, arancia, agli).

preparazione dell'oleolito

Foto di xbqs42 da Pixabay

Come preparare un oleolito in casa

Preparare un oleolito in casa con il fai da te non è molto complicato. Per preparare un oleolita basta utilizzare un contenitore di vetro (va benissimo anche una bottiglia)  le parti della pianta che si vuole utilizzare e l’olio che si preferisce. In genere le percentuali sono abbastanza intuitive e si può andare dal rapporto erba: olio 1:2 o 1:5. 

Per preparare l’oleolita basta, quindi, mettere circa 100 grammi di pianta essiccata dentro il contenitore e ricoprire interamente per poi chiudere ermeticamente il contenitore e tenere al buio in luogo fresco e asciutto per circa un mese. Il contenitore di vetro va solo agitato ogni 3 giorni. Dopo le 4-6 settimane si può filtrare il tutto e l’oleolita è pronto per essere utilizzato in campo fitoterapico o in cucina. La produzione di questi oleoliti per uso alimentare deve tener conto del rischio di botulismo. Inoltre,  gli oleoliti sono soggetti a irrancidimento, quindi meglio non conservarli troppo a lungo.

Maria Enza Giannetto

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