Wise Society : Climate Social Camp, il campeggio italiano dove alberga la lotta per il clima

Climate Social Camp, il campeggio italiano dove alberga la lotta per il clima

di Maria Enza Giannetto
11 Luglio 2022

Un'occasione di incontro e socialità in cui gli attivisti del movimento faranno il punto sulla lotta climatica e sulle strategie da mettere in atto per salvare la vita sulla Terra

Un campo per l’ambiente. Fatto di incontri, socialità, concerti e aperto a tutti per parlare di crisi climatica. Il Parco della Colletta di Torino ospita, dal 25 al 29 luglio, il Climate Social Camp, organizzato da Fridays For Future Torino, gruppo locale del movimento globale che lotta per la giustizia climatica.  L’obiettivo?  Incontrarsi e parlare, discutere delle tematiche di lotta comune che vanno dai cambiamenti climatici alla già citata giustizia climatica.

Locandina del Climate Social Camp

Foto Climate Social Camp

Climate Social Camp, insieme contro la crisi climatica

Ma di cosa si tratta precisamente? Il Climate Social Camp è, prima di tutto, un’occasione. Nelle stesse date del Meeting europeo di Fridays for Future, il gruppo locale di Torino organizza un campeggio quale luogo e appuntamento per riflettere sulle strategie del progetto e su come migliorarsi. Il Climate Social Camp sarà, quindi, un momento di confronto tra attivisti, ma non solo: sarà una settimana di condivisione, attività, musica, concerti e tanto altro di più, per condividere lo spirito di comunità e di vicinanza che anima la lotta per il clima.

“Discutere problemi e opportunità è un modo per rimanere uniti e rendere la nostra voce ancora più potente – scrivono gli organizzatori – . Il Climate Social Camp sarà uno di questi momenti: una settimana di incontri, gruppi di lavoro e attività per discutere del futuro della mobilitazione, concentrandosi sulla sua decolonizzazione e sulle sfide climatiche che molti nel mondo, in particolare Fridays For Future MAPA, stanno già combattendo e sperimentando”.

Perché a Torino?

Una città scelta non a caso. “Scegliere Torino – dicono i ragazzi di Fridays For Future Torino  – assume un significato specifico: non ci voltiamo dall’altra parte, né ci rifugiamo in più gradevoli destinazioni, anzi ci ritroviamo proprio qui, in uno dei tanti luoghi che stanno vedendo le conseguenze della crisi climatica, dell’inquinamento, dell’abuso di risorse per i guadagni di privati e della mala gestione pubblica”.

Il programma del Climate Social Camp

Durante i cinque giorni del Climate Social Camp si discuterà su come portare avanti la battaglia per il clima in futuro quella che sempre più giovani stanno combattendo seguendo anche le orme di Greta Thumberg. Una discussione che parte dalla consapevolezza che la crisi climatica non è qualcosa di lontano ma è già qui. “Milioni di persone in tutto il mondo ne stanno sperimentando gli effetti – spiegano gli attivisti – e stanno già combattendo contro le multinazionali dei combustibili fossili. Crediamo quindi che gli attivisti per il clima del Nord globale debbano confrontarsi e capire come sostenere le lotte che vengono condotte lontano dagli occhi dei giornali, come coinvolgere le comunità emarginate nei propri paesi. Altrimenti sarà impossibile fermare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi nel poco tempo che ci resta”.

In particolare, i tre punti su cui si focalizzeranno le discussioni del Camp saranno: come decolonizzare il movimento e la lotta per il clima; come rafforzare il movimento e i suoi membri in tutto il mondo, creando e comunità internazionale e quali sono i prossimi passi.

Corteo di Fridays for Future

Foto di Callum Shaw / Unsplash

I dati alla base del Climate Social Camp?

“La crisi climatica ed ecologica è la più grande minaccia alla vita a cui noi umanità e il Pianeta tutto siano mai andatə incontro”, scrive il gruppo locale di Torino. “Le sfide che questa crisi impone sono grandi, le urgenze che ne conseguono sono molte e complesse. Abbiamo la necessità di sviluppare un pensiero e un agire ecologico nella sua totalità. Un pensiero che sappia cogliere le crisi nella crisi, che non si possono riassumere solo con dati numerici ed end point. Un pensiero che sappia far fronte alle esigenze sociali di tutta la popolazione globale nel rispetto delle peculiarità locali. Abbiamo bisogno di dialogare con persone, gruppi, collettivi e storie differenti che raccolgono e restituiscono, attraverso prospettive diverse, i danni che questo sistema socioeconomico produce”.

La crisi ecoclimatica è una crisi sociale

La crisi ecoclimatica è una crisi sociale, migratoria ed economica che colpisce in modi ed intensità diverse le diverse fasce della popolazione, prime fra tutte le categorie oppresse: i popoli del Sud del mondo – rappresentate anche dall’attivista  Vanessa Nakate , le classi sociali più povere, le persone migranti, le donne, le persone LGBTQI+, le persone con disabilità”.

Niente indifferenza, quindi. La chiamata degli attivisti è quella per opporsi alla “volontà dei governi di scaricare verso il basso i costi di questa crisi con il caro energia e il carovita, la privatizzazione di risorse essenziali, l’impiego di fondi pubblici per la costruzione di basi militari, per armamenti bellici ed energie fossili, la mancanza di politiche sociali ed ecologiche che si impegnino per invertire il cambiamento climatico e al contempo per sostenere le categorie più colpite”.


Se vuoi avere più informazioni sul Climate Social Camp di Fridays For Future ti invitiamo a consultare il sito web ufficiale dell’evento


Maria Enza Giannetto

 

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