Dai ghiacciai alpini alle calotte polari e fino ai ghiacciai dell'Himalaya: stiamo perdendo le nostre riserve di acqua dolce a un ritmo vertigionoso: quali sono le conseguenze a cui andiamo incontro?
Lo scioglimento dei ghiacciai prosegue. Uno degli ultimi studi pubblicati su Nature evidenzia la minaccia per la biodiversità fluviale alpina in tutto il mondo causata dal ritiro dei ghiacciai provocato dal rapido riscaldamento globale. Il problema della progressiva riduzione dei ghiacciai è su scala mondiale. Due ghiacciai su tre potrebbero infatti andare perduti entro il 2100. Andiamo allora a comprendere meglio la portata del fenomeno: in questo riassunto sullo scioglimento dei ghiacciai troverai le cause del problema e le sue conseguenze.

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La scioglimento dei ghiacciai nel mondo
“Il ghiaccio marino antartico è sceso alla sua estensione più bassa mai registrata e lo scioglimento di alcuni ghiacciai europei è stato, letteralmente, fuori scala”, ha affermato nel 2023 la World Meteorologica Organization. La perdita riguarda i ghiacciai artici e antartici, ma anche quelli dell’Himalaya, che contengono il più grande serbatoio di acqua dolce al di fuori delle regioni polari. Nel complesso, il terzo polo fornisce acqua dolce a oltre 1,3 miliardi di persone in Asia.
Il cambiamento climatico non sta solo causando la perdita di ghiaccio dalle regioni polari, ma anche dai ghiacciai di queste alte montagne: le nuove scoperte fatte da un team di studiosi internazionali hanno rilevato che i valori di ghiaccio perso dai ghiacciai himalayani che terminano nei laghi tra il 2000 e il 2020 sono stati, in media, sottostimati del 6,5%. E, con milioni che fanno affidamento sull’acqua di questa montagna ghiacciata, è importante capire e prevedere come questa preziosa risorsa potrebbe essere influenzata in futuro.
Qui di seguito un po’ di dati per capire quanto (e quanto velocemente) si stanno sciogliendo i ghiacciai nel mondo:
- Nel 2023, secondo Copernicus, i ghiacciai hanno perso 600 gigatonnelate di massa, il valore annuale più alto mai registrato dal 1976
- Secondo l’Organizzazione Metereologica Mondiale, nel 2024 tutte le 19 regioni glaciali monitorate hanno registrato una perdita netta di massa per il terzo anno consecutivo
- Nell’estate del 2024 i ghiacciai svizzeri hanno perso il 2,5% del loro volume
- In Italia, nel 2024 il ghiacciaio dell’Adamello ha registrato una perdita di spessore di 3 metri nel settore frontale
- Il Ghiacciaio Thwaites in Antartide, noto come “Doomsday Glacier” nonché uno dei più grandi del Pianeta, continua a ritirarsi rapidamente: perde circa 50 miliardi di tonnellate di ghiaccio, contribuendo a circa il 4% dell’innalzamento globale del livello del mare.

Ghiacciaio Karola in Tibet – Foto Shutterstock
Perché i ghiacciai sono importanti
Lo scioglimento dei ghiacciai è un problema di enorme importanza perché sono un serbatoio d’acqua dolce di inestimabile valore. Ma non finisce qui: i ghiacciai hanno infatti una funzione di copertura protettiva sulla Terra e sugli oceani e, grazie al suo effetto riflettente, disperdono il calore in eccesso nello spazio contribuendo a mantenere il pianeta più fresco.
Inoltre i ghiacciai sono importanti perché sono una fotografia del nostro passato e offrono una base di studio di inestimabile valore sui cambiamenti del clima del corso delle ere geologiche. Studiandoli possiamo capire cosa è accaduto nel passato, a livello climatico, e di cercare contromisure efficaci per la loro preservazione nel futuro.
Oggi, circa il 10% della superficie terrestre sulla Terra è ricoperta di ghiaccio glaciale, ricorda il WWF. La stragrande maggioranza si trova in Antartide e in Groenlandia, dove sono presenti le uniche due calotte glaciali. Queste spesse lastre di ghiaccio – che vanno da circa tremila metri e a 4.500 metri – contengono la maggior parte dell’acqua dolce immagazzinata sulla Terra. Insieme, le due regioni contengono anche abbastanza ghiaccio che, se si sciogliesse tutto in una volta, innalzerebbe il livello del mare di quasi 65 metri, illustra la NASA.
Tutte queste motivazioni fanno comprendere perché i ghiacciai sono importanti per gli esseri viventi e i motivi per i quali è necessario fare di tutto per arrestare la loro riduzione e il loro scioglimento.

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Le cause dello scioglimento dei ghiacciai
Dall’inizio del XX secolo, molti ghiacciai in tutto il mondo si stanno sciogliendo rapidamente. Ma perché i ghiacciai si sciolgono? Il motivo principale risiede essenzialmente negli effetti delle attività umane.
Dalla rivoluzione industriale in poi le emissioni di anidride carbonica e altri gas serra hanno contribuito all’innalzamento delle temperature, anche più elevate ai poli, e di conseguenza i ghiacciai si stanno rapidamente sciogliendo, staccandosi in mare e ritirandosi sulla terraferma.
Ma quando si scioglieranno i ghiacciai? Anche se riducessimo in modo significativo le emissioni nei prossimi decenni, più di un terzo dei restanti ghiacciai del mondo si scioglierà prima del 2100. Quando si tratta di ghiaccio marino, il 95% del ghiaccio più antico e più spesso dell’Artico è già sparito.
Conseguenze dello scioglimento dei ghiacci
Lo scioglimento dei ghiacciai ha conseguenze pesanti sul Pianeta e rischia di influenzare in modo negativo il delicato equilibrio su cui si basa la vita sulla terra. Fra gli effetti dello scioglimento dei ghiacciai ci sono:
- Alterazioni climatiche. Lo scioglimento dei ghiacciai influisce sulle correnti oceaniche, come l’AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation): andando a modificare le correnti, rallentandole quando l’acqua fredda proveniente dallo scioglimento entra nelle correnti calde, si modificano conseguentemente anche le condizioni climatiche regionale di diverse zone del mondo. Un esempio che ci riguarda da vicino: il Nord Europa potrebbe perdere l’effetto mitigante della Corrente del Golfo, diventando più freddo, mentre altre regioni potrebbero sperimentare climi più caldi e umidi.
- Innalzamento del livello dei mari. Lo scioglimento dei ghiacci sta facendo salire il livello del mare. Questo fenomeno, a sua volta, aumenta l’erosione costiera e aumenta le mareggiate mentre il riscaldamento delle temperature dell’aria e dell’oceano crea tempeste costiere più frequenti e intense.
- Riduzione delle riserve di acqua dolce. I ghiacciai sono una delle più preziose riserve di acqua dolce sul pianeta. La loro scomparsa potrebbe compromettere l’approvvigionamento idrico di milioni di persone in tutto il mondo.
- Perdita di biodiversità. I ghiacciai sono a loro volta un habitat per numerose specie animali e vegetali. La loro scomparsa mette a rischio la sopravvivenza di orsi polari, pinguini e trichechi. Nelle regioni montane, invece, la scomparsa dei ghiacciai potrebbe alterare così tanto l’ecosistema da portare all’estinzione molte specie.
- Rischio di nuove pandemie. Si sciolgono i ghiacciai e si scioglie anche il permafrost che, oltre a liberare metano peggiorando le emissioni climalteranti, al suo interno potrebbe nascondere antichi agenti patogeni oggi sconosciuti, scatenando potenzialmente nuove epidemie e pandemie.
L’impatto provocato da questi cambiamenti avrà effetti sugli esseri viventi, ma anche sulla sfera economica. Pensiamo solo all’industria ittica, l’ice melting marino potrebbe causare fino a 130 trilioni di dollari di perdite economiche extra a livello globale nell’attuale traiettoria normale nei prossimi tre secoli. L’accelerazione del cambiamento climatico guidata dallo scongelamento del permafrost artico e dallo scioglimento del ghiaccio marino potrebbe causare complessivamente fino a 130mila miliardi di dollari di perdite economiche extra a livello globale nei prossimi tre secoli (Fonte: ICE-ARC). Resta da domandarsi se avremo così tanto tempo a disposizione.

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Scioglimento dei ghiacciai in Italia
Da tempo è evidente il problema dello scioglimento dei ghiacciai italiani e il 2024 ha confermato il trend negativo. Si è infatti registrato un arretramento significativo su tutto l’arco alpino, nonostante le nevicate tardive della scorsa primavera. Secondo il quinto report “Carovana dei ghiacciai” di Legambiente, realizzato in collaborazione con il Comitato Glaciologico Italiano e CIPRA Italia, quasi tutti i ghiacciai monitorati sono in forte ritirata, con impatti evidenti su ecosistemi e biodiversità.
Uno degli esempi più tristi è quello del ghiacciaio della Marmolada, ormai considerato in “coma irreversibile”. Negli ultimi cinque anni ha infatti perso una superficie di 70 ettari (che corrisponde a circa 98 campi da calcio). La sua scomparsa è prevista entro il 2040.
C’è poi il ghiacciaio dei Forni in Alta Valtellina che, ha mostrato una fusione del 15% superiore alla media degli anni precedenti, con una perdita di 9 cm al giorno durante l’ondata di calore dell’agosto 2023. Come sottolineato da Greenpeace, dal 2008 al 2022, ha perso circa 10 km² di superficie, ovvero metà della sua estensione.
Insomma, i manti ghiacciati del nostro pianeta non se la passano benissimo. E, di conseguenza, noi con loro.
Andrea Ballocchi
