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Innalzamento del livello dei mari: cause e conseguenze

Andrea Ballocchi
9 Ottobre 2021

L’innalzamento del livello dei mari è un problema che ha pesanti conseguenze in molte parti del mondo ed è destinato ad averne sempre di più. Circa due terzi della popolazione mondiale vive entro 60 chilometri dalla costa, e quasi la metà delle città del mondo con più di un milione di persone sono situate nelle vicinanze degli estuari dei fiumi.

Innalzamento livello dei mari e città sulla costa

Foto Shutterstock

Innalzamento del livello dei mari: cosa dobbiamo aspettarci?

L’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) prevede che l’aumento del livello del mare alla fine del secolo sarà più veloce in tutti gli scenari studiati, compresi anche quelli compatibili con il raggiungimento dell’obiettivo di temperatura a lungo termine stabilito nell’Accordo di Parigi. L’innalzamento del livello del mare previsto entro il 2100 sarà di circa 0,43 metri nello scenario di riduzione molto elevata delle emissioni, e di circa 0,84 metri nello scenario ad alte emissioni, rispetto al periodo 1986-2005.

Il Forum C40 Cities riporta che entro il 2050, più di 570 città costiere dovranno affrontare un aumento del livello del mare di almeno mezzo metro. Questo mette oltre 800 milioni di persone a rischio per l’impatto causato dal fenomeno. I costi economici globali per le città, a causa dell’innalzamento dei mari e delle inondazioni, potrebbero ammontare a mille miliardi di dollari entro la metà del secolo.
Già oggi questa situazione sta causando lo spostamento di migliaia di persone, distruggendo milioni di acri di terra e generando miliardi di dollari di perdite, segnala il World Economic Forum. Come mostra il Global Risk Report 2019 dello stesso WEF, circa il 90% di tutte le aree costiere saranno colpite in varia misura. Alcune città sperimenteranno aumenti del livello del mare fino al 30% sopra la media globale.

Disastri ambientali e migranti climatici

Foto di Kelly Sikkema / Unsplash

Le cause dell’innalzamento del livello dei mari

L’innalzamento del livello dei mari è dovuto a due cause principali: l‘espansione termica causata dal riscaldamento dell’oceano (poiché l’acqua si espande quando si riscalda) e l’aumento dello scioglimento dei ghiacci sulla terraferma, come i ghiacciai e le lastre di ghiaccio. Gli oceani stanno assorbendo più del 90% dell’aumento del calore atmosferico associato alle emissioni dell’attività umana.

Con il continuo riscaldamento degli oceani e dell’atmosfera, il livello del mare probabilmente aumenterà per molti secoli a tassi superiori a quelli del secolo odierno. Tra il 2005 e il 2015 è cresciuto a un ritmo annuale di 3,6 mm, riporta l’IPCC. Si tratta di un incremento senza precedenti nel corso dell’ultimo secolo e sta accelerando a causa dello scioglimento dei ghiacci della Groenlandia e della calotta polare dell’Antartide, e dell’espansione termica dell’oceano causata dal suo riscaldamento.

Conseguenze

I problemi causati sono svariati. Lo stesso Gruppo intergovernativo sul climate change segnala che l’aumento del livello del mare, il riscaldamento e l’acidificazione dell’oceano, aumentano i rischi per le popolazioni che vivono nelle zone costiere oltre che nelle piccole isole, presso le foci dei fiumi e nelle regioni artiche. “Gli scenari futuri indicano che, poiché il livello del mare continuerà ad aumentare e gli eventi estremi diventeranno più frequenti, senza l’adozione di strategie e misure di adattamento, assisteremo a un aumento dei rischi di inondazione per le comunità costiere”.

Tutti sconteranno questa situazione, non solo gli esseri umani, ma anche la flora e la fauna. A soffrirne, per esempio, è anche la vegetazione costiera che ha diversi effetti benefici: protegge la costa dall’erosione, contribuisce all’assorbimento del carbonio e costituisce l’habitat naturale per la fauna locale. Durante il secolo scorso, metà delle zone umide delle coste è andato perso a causa degli effetti combinati prodotti non solo dall’ innalzamento del livello del mare, ma anche dalla pressione antropica, cambiamenti climatici e aumento degli eventi estremi. Nello scenario peggiore, ossia quello a più elevate emissioni, si prefigura al 2100 un’ulteriore perdita di queste aree compresa tra il 20 e il 90% rispetto allo stato attuale. Non solo: pressoché tutte le barriere coralline in acque calde sono destinate a diminuire.

Acqua alta in città

Foto di J Lloa da Pixabay

Cosa succederà nel mondo?

Il problema dell’innalzamento del livello dei mari è globale. Otto delle dieci città più grandi del mondo sono vicine alla costa, secondo l’Atlante degli Oceani delle Nazioni Unite. In Asia 15 milioni di città possono essere colpite dall’innalzamento del livello del mare entro il 2030. Oltre al grave impatto ambientale, c’è anche da considerare quello economico. Si stima che 724 miliardi di dollari di Pil potrebbero essere colpiti dall’innalzamento estremo del livello del mare e dalle inondazioni costiere entro il 2030, annota Greenpeace.

Negli Stati Uniti, quasi il 40% della popolazione vive in aree costiere relativamente ad alta densità di popolazione, dove il livello del mare gioca un ruolo nelle inondazioni, nell’erosione delle coste e nei pericoli delle tempeste.

La maggior parte delle regioni costiere in Europa ha sperimentato un aumento del livello del mare assoluto e del livello del mare rispetto alla terra, ma c’è una significativa variazione regionale. I livelli estremi delle acque costiere sono aumentati anche in molte località costiere dell’Europa, riporta l’Agenzia europea dell’ambiente. Questo aumento sembra essere dovuto principalmente all’aumento del livello medio locale del mare nella maggior parte delle località piuttosto che a cambiamenti nell’attività delle tempeste.

La maggior parte delle regioni costiere europee sperimentano aumenti a livello assoluto e relativo del mare anche se ci sono notevoli differenze nei tassi di cambiamento del livello del mare in Europa.

L’innalzamento del livello dei mari in Italia

I Paesi del Mediterraneo sconteranno anche loro serie conseguenze. L’Italia, che è circondata dal mare e conta più di 7mila chilometri di coste, ne risentirà particolarmente. Come mette in luce uno studio condotto dall’Università di Padova e dagli Istituti del CNR – Consiglio nazionale delle ricerche per la protezione idrogeologica (Cnr-Irpi) e di geoscienze e georisorse (Cnr-Igg) quasi 200 chilometri della costa adriatica settentrionale sono caratterizzati da una quota inferiore al livello medio del mare o appena sopra di esso. In queste aree, anche pochi centimetri di subsidenza (abbassamento della superficie terrestre dovuto al prelievo di solidi o fluidi dal sottosuolo) aumentano la probabilità di inondazione.

Innalzamento livello dei mari a venezia

Foto di Henrique Ferreira / Unsplash

Una delle città italiane simbolo di questa situazione è Venezia dove è in atto un combinato disposto di aumento del livello del mare e abbassamento del terreno.
Ma il capoluogo veneto non è l’unico a rischiare. Secondo uno studio di ENEA e le relative proiezioni entro il 2100 migliaia di chilometri quadrati di aree costiere italiane rischiano di essere sommerse dal mare, in assenza di interventi di mitigazione e adattamento. Il fenomeno dell’innalzamento riguarda praticamente tutte le regioni italiane bagnate dal mare per un totale di 40 aree costiere a rischio inondazione dall’area nord adriatica tra Trieste, Venezia e Ravenna fino alle aree di Trapani e Marsala in Sicilia. Sommando la superficie delle 14 zone costiere già mappate nel dettaglio si arriva a un’estensione totale a rischio inondazione di 5.686,4 chilometri quadrati, equivalente a una regione come la Liguria.

Andrea Ballocchi

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