Wise Society : Questi volontari sono buoni come il pane…
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Questi volontari sono buoni come il pane…

L'organizzazione laica, nata oltre un secolo fa, distribuisce cibo e viveri ai più bisognosi. Ma oggi i nuovi poveri sono italiani che hanno perso il lavoro e donne sole. Ecco come dar loro una mano

Barbara Pozzoni
29 Settembre 2011

Milano, viale Toscana 28. Ore otto del mattino di un giorno feriale qualunque. Una lunga fila di persone in attesa. Aspettano in silenzio e con grande dignità l’apertura dell’associazione Pane quotidiano. Qui ogni giorno vengono distribuiti gratuitamente alimenti primari a tutti coloro che ne hanno bisogno. Pane Quotidiano è un’istituzione laica fortemente radicata nella cultura della città. Nasce infatti nel 1898 e diventa in pochi anni Istituto di Pubblica Assistenza, con l’intento di non far mancare a nessuno, in città, il minimo per la sopravvivenza: quel pane di tutti i giorni che qui si chiama “michetta”.

Ingresso pane quotidiano, foto di Barbara Pozzoni

Col passare degli anni e grazie alla generosità di alcune aziende, il pane è stato affiancato da latte, verdura, formaggio, biscotti ed altri genere alimentari che vengono alternati nell’arco della settimana. Trenta anni fa i bisognosi che si presentavano erano dagli 80 ai 100 al giorno, ma attualmente se ne contano dai 3000 ai 3500, e se in passato la maggior parte dei “bisognosi” erano extracomunitari e homeless ora a far la fila ci sono sempre più italiani, anche giovani, disoccupati, cassintegrati e separati che non riescono a far fronte alla crisi economica e moltissime donne. Come Assunta , che dopo aver lavorato tutta una vita, ora sperava di tirare un po’ il fiato: «Invece devo aiutare mia figlia che ha un marito  disoccupato e un bambino da crescere», racconta con pudore. «La mia pensione è di 336 euro…e con questi soldi non si fa molta strada: qui mi aiutano, ma ogni volta che mi metto in coda sento il fallimento della mia vita». «La situazione, negli ultimi tempi è drasticamente cambiata e il numero di persone che si mette in coda davanti ai nostri centri di distribuzione è cresciuto in modo allarmante», conferma Luigi Rossi, consigliere dell’ Associazione:  gli ospiti sono aumentati del 100 per cento solo rispetto a cinque anni fa. Abbiamo avuto un incremento soprattutto di donne di tutte le età, spesso sole, che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Noi cerchiamo di soddisfare le necessità primarie consegnando razioni di cibo a tutti quanti e, quando serve,  mettiamo a loro disposizione anche dell’abbigliamento.

Ingresso pane quotidiano, foto di Barbara PozzoniMa il disagio che ci circonda è davvero esteso e profondo e vorremmo poter fare di più», aggiunge Rossi. Questa grande macchina che è Pane Quotidiano funziona oltre alla generosità delle aziende che forniscono i viveri anche alla preziosa collaborazione di una sessantina di volontari che si svegliano tutte le mattine all’alba per venire qui ad aiutare il prossimo. L’insegna sopra l’ingresso dice: “fratello, qui nessuno ti domanderà chi sei, né perché hai bisogno, né quali sono le tue opinioni”, ed ogni singolo individuo, che porta in sé una storia dolorosa, viene accolto a braccia aperte. Infatti Pane Quotidiano è un’ organizzazione laica la cui missione è unicamente quella di stare al fianco di chi ha bisogno, rispettandone l’individualità, la libertà, senza guardare il colore della pelle o il credo religioso, ma semplicemente offrendo solidarietà. «Il pane da noi viene distribuito ogni giorno, tranne la domenica, dalle 9 alle 11, presso le nostre due sedi di Viale Toscana 28 e di Viale Monza 335», continua Rossi, «sappiamo bene che si tratta solo di un contributo per queste persone e che non siamo certo in grado di risolvere i loro problemi, eppure ci ringraziano sempre con un sorriso, se ne vanno contenti. È da più di un secolo che questa organizzazione, senza scopo di lucro, esiste e speriamo resista per continuare a far fronte a una situazione sempre più dura» conclude il consigliere. Tutti possono contribuire a sostenere le attività dell’associazione. È possibile devolvere a Pane Quotidiano il proprio 5×1000, oppure si può fare una donazione. In alternativa si può dare una mano come volontari presso le varie sedi. Per informazioni dettagliate e contatti: www.panequotidiano.eu (mail: [email protected])


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