Wise Society : Olio di palma e altri grassi: come leggere l’etichetta sulle confezioni alimentari
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Olio di palma e altri grassi: come leggere l’etichetta sulle confezioni alimentari

Piccolo vademecum wise a beneficio di consumatori e lettori

Fabio Di Todaro
29 aprile 2015

Image by © Daniel Grill/Tetra Images/CorbisPer anni la sua presenza è stata al riparo dalle etichette, dietro la generica dicitura “oli vegetali”. Dal 13 dicembre scorso, invece, l’entrata in vigore del regolamento europeo 1169 del 2011 obbliga le aziende a indicare la presenza dell’olio di palma sulle confezioni. Già nei mesi precedenti, in realtà, molte di queste avevano iniziato a spiegare ai consumatori cosa fosse questo grasso, di cui in Italia quasi mai s’era parlato prima del’ultimo anno. E altre, nel solco del marketing, avevano lanciato sul mercato nuove formulazioni con confezioni che presentavano la dicitura «privo di olio di palma». Come a voler, all’improvviso, puntare il dito contro questo ingrediente. Ma vediamo com’è possibile leggere le informazioni contenute sulle etichette degli alimenti in Europa per evitare eventuali “inganni”:

–       Attenzione alle quantità. Sono espresse in volume (per i liquidi) o in peso (per i solidi). È un’informazione utile sia per valutare la convenienza economica di un prodotto sia per valutare come e in quante occasioni consumarlo

–       Denominazione del prodotto. Deve comprendere informazioni relative alle condizioni fisiche o al trattamento specifico che ha subito (prodotto in polvere, congelato, concentrato, affumicato.)

–       Elenco degli ingredienti. Tutti gli ingredienti devono essere elencati in ordine decrescente di peso, compresi quelli che possono provocare reazioni allergiche: noccioline, latte, uova, pesce. Per quanto riguarda gli ingredienti descritti con la denominazione del prodotto (per esempio la “minestra di pomodoro”) o che sono essenziali per caratterizzare un prodotto alimentare (la quantità di carne presente nel “Chili con carne”), occorre indicarne anche la percentuale

–       Scadenza. Le date che corrispondono alle indicazioni “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro” indicano per quanto tempo l’alimento rimane fresco e può essere consumato senza alcun rischio. “Da consumarsi entro” viene utilizzato per alimenti che si degradano facilmente: come carni, uova e latticini. Dopo la data indicata i prodotti non devono essere consumati poiché possono causare intossicazioni alimentari. “Da consumarsi preferibilmente entro” si usa per gli alimenti che possono essere conservati più a lungo: come cereali, riso e spezie. Non è pericoloso consumare un prodotto dopo la data indicata, ma l’alimento può aver perso sapore e consistenza

–       Fabbricante/Importatore. Il nome e l’indirizzo del fabbricante, del confezionatore o dell’importatore devono essere indicati sulla confezione in modo che il consumatore sappia chi contattare in caso di reclamo o per ottenere ulteriori informazioni sul prodotto

Image by © Mika/Corbis–       Origine. L’indicazione del paese o della regione d’origine è obbligatoria per alcune categorie di prodotti quali la carne, la frutta e la verdura. È inoltre obbligatoria se il nome commerciale o altri elementi sull’etichetta, quali un’immagine, una bandiera, o il riferimento ad una località possono indurre in errore il consumatore sull’esatta origine del prodotto

–       Biologico. L’uso del termine “biologico” sulle etichette è sottoposto a una rigorosa normativa comunitaria. La denominazione è permessa soltanto con riferimento a metodi specifici di produzione alimentare conformi a standard elevati di protezione dell’ambiente e di benessere degli animali. Il logo europeo “agricoltura biologica regime di controllo CE” può essere usato dai produttori che rispettano i requisiti richiesti

–       Ogm. L’indicazione sull’etichetta è obbligatoria per i prodotti che hanno un contenuto di OGM superiore allo 0,9 %. Tutte le sostanze di origine OGM devono essere indicate nell’elenco degli ingredienti con la dicitura “geneticamente modificato”.

–       Valore nutritivo. Descrive il valore energetico nonché gli elementi nutritivi di un prodotto alimentare (proteine, grassi, fibre, sodio, vitamine e minerali). Queste informazioni devono essere fornite nel caso in cui al prodotto sia associata un’indicazione nutrizionale.

–       Indicazione nutrizionale o sulla salute. Indicazioni quali “basso tenore di grassi” o “elevato contenuto di fibre” devono essere conformi a definizioni armonizzate, in modo che abbiano lo stesso significato in tutti i paesi dell’Unione Europea. Per esempio “elevato contenuto di fibre” si può usare soltanto per prodotti che contengano almeno sei grammi di fibre per 100 di prodotto. Sui prodotti alimentari con un elevato contenuto di grassi o di zucchero non possono figurare indicazioni quali “contiene vitamina C”. Non è consentito apporre un’indicazione di effetti positivi per la salute su un prodotto che contiene troppo sale, troppi grassi o troppo zucchero. Di certo c’è che se l’olio di palma fosse un grasso valido al pari degli omega 3

Twitter @fabioditodaro

 

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