Wise Society : Come cambiano le nostre abitudini alimentari
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Come cambiano le nostre abitudini alimentari

Secondo uno studio della Kansas State University a tavolo siamo affamati a colazione, di corsa a pranzo e scatenati a cena

Fabio Di Todaro
23 aprile 2018

A colazione siamo affamati e tutto sommato va bene così, dal momento che abbiamo un’intera giornata per smaltire l’energia che accumuliamo appena svegli. A pranzo, invece, mangiamo più per necessità che per scelta: come dimostra la tendenza all’abitudine, che la fa da padrone soprattutto tra chi mangia sul luogo di lavoro, spesso riuscendo appena a distogliere lo sguardo dal pc. Mentre è a cena che ci sbizzarriamo secondo quelli che sono i nostri piatti preferiti: la pizza, il sushi, un buon primo, un hamburger. Sono questi ritmi a scandire le nostre scelte a tavola, come testimonia uno studio della Kansas State University, pubblicato sulla rivista «Food Quality and Preference», che ha esaminato come cambiano le nostre abitudini alimentari e cosa ci sia alla base delle differenze in fatto di cibo nel corso di una giornata.

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In base allo studio sulle abitudini alimentari condotto dalla Kansas State University il 42% delle persone ha una dieta fissa, mangiando  praticamente gli stessi alimenti ogni giorno, mentre una quota paritaria cerca di alternare, ma non consumava una grande varietà di ingredienti, Image by iStock

COME SCEGLIAMO I CIBI DA METTERE A TAVOLA? – I ricercatori hanno chiesto a più di trecento persone di spiegare i motivi per cui hanno consumato ciascun pasto o spuntino, oltre a pretendere l’elenco dei cibi consumati nell’arco di una settimana. I risultati hanno mostrato che le scelte compiute per la colazione (cereali, uova, latticini o caffè) erano dovute alla fame, al bisogno di cibo e anche al desiderio di fare scelte salutari. Quando si trattava di pranzare, invece, era invece più probabile che le persone coinvolte nello studio scegliessero cibi pronti, in base all’abitudine e al prezzo. La cena si caratterizzava al contrario principalmente per il piacere, per la convivialità e per una maggiore varietà di cibo. Secondo Uyen Phan, a capo del gruppo di ricerca, «i risultati potrebbero essere usati per aiutare le persone a seguire una dieta. Le motivazioni per la scelta del cibo cambiano durante il giorno con un’alimentazione diurna più motivata da fattori orientati a funzioni come bisogno e fame, salute, controllo del peso, abitudine e prezzo, mentre i pasti serali servono a soddisfare bisogni psicologici o emotivi». Lo studio ha anche rilevato che il 42 per cento delle persone aveva una dieta fissa, mangiava cioè praticamente gli stessi alimenti ogni giorno, mentre una quota paritaria cercava di alternare, ma non consumava una grande varietà di ingredienti.

ATTENZIONE AGLI ECCESSI A CENA – Lo studio mette nero su bianco uno scenario già abbastanza noto (soprattutto) a chi è abituato a non tornare a casa per pranzo. Per tutti i lavoratori, di fatto, il pasto di metà giornata di è trasformato in un adempimento necessario per arrivare alla sera, più che in un piacere da condividere magari con familiari o amici. Caratteristica quest’ultima che ha invece assunto sempre di più la cena, con il rischio però che si tenda a eccedere a tavola proprio poche ora prima di andare a letto. Una scelta sconsigliata da tutti gli esperti, dal momento che tra il pasto della sera e il riposo notturno non c’è tempo per smaltire un pasto copioso ed eventualmente anche abbondante in carboidrati e grassi. Motivo per cui, nonostante la routine, meglio evitare di mollare le redini a cena. Il nostro corpo – il girovita, in particolare – ci ringrazierà.

Twitter @fabioditodaro

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