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Tumore al seno: ora le cure oncologiche arrivano a domicilio

Un gruppo di donne affette da carcinoma mammario Her2 sono state selezionate dal progetto dell'Istituto dei Tumori di Napoli e si cureranno da sole a casa

Fabio Di Todaro
30 gennaio 2020

Rita Maria e Marisa, hanno 55 e 59 anni, abitano in provincia di Napoli. Colpite da un tumore al seno, saranno le prime due donne in Italia che effettueranno la terapia biologica antitumorale sottocutanea nel salotto di casa. In cura all’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli, hanno già completato i cicli di chemioterapia e ora sono state selezionate insieme ad altre 100 donne per un progetto destinato a rivoluzionare i percorsi della cura oncologica.

Il tumore si sconfigge (anche) da casa

Per la prima volta in Italia, infatti, le donne con tumore alla mammella Her2 positivo (sulle cellule cancerose è presente il fattore di crescita epidermico, possibile target terapeutico) potranno ricevere a domicilio, gratuitamente, il trattamento biologico sottocutaneo e in assoluta sicurezza visto che saranno assistite da un medico opportunamente addestrato. Si chiama «Herhome» il programma voluto dalla struttura partenopea e reso possibile grazie al supporto della multinazionale farmaceutica Roche. Un programma per rendere più confortevole la terapia biologica antitumorale alle donne già costrette ad affrontare un momento difficile e senza stravolgere la vita di un’intera famiglia che, molto spesso, fa completo affidamento proprio su quella donna.

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Il programma prevede che almeno le prime due somministrazioni di terapia sottocutanea con il principio attivo Trastuzumab avvengano in day-hospital, le restanti nel proprio domicilio, Foto: iStock

L’oncologo propone la terapia, le pazienti a casa la eseguono

Il programma è destinato alle pazienti con carcinoma mammario Her2 positivo sottoposte a trattamento con Trastuzumab in formulazione sottocutanea e che rispondono ad una serie di parametri clinici che consentono la somministrazione in sicurezza. È l’oncologo a proporre alle pazienti il programma. E, se la donna è interessata, ha modo di conoscere il medico che la seguirà al domicilio e poi decidere se aderire al programma. L’adesione è volontaria, gratuita e revocabile in qualsiasi momento. Il programma prevede che almeno le prime due somministrazioni di terapia sottocutanea con il principio attivo Trastuzumab avvengano in day-hospital, le restanti nel proprio domicilio. Un medico opportunamente addestrato segue la paziente sia durante la somministrazione che nelle due ore successive. «Siamo  molto orgogliosi di essere i primi in Italia a dare alle nostre pazienti questa opportunità – spiega Attilio Bianchi, direttore generale dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli -. Questo programma si inserisce nell’obiettivo del Pascale di mettere a punto sempre più percorsi assistenziali che, pur mantenendo alta l’attenzione alla qualità e alla sicurezza, assicurino un’esperienza di cura più confortevole per i pazienti».

Un progetto a misura di donna

Il programma «Herhome», come detto, nasce grazie a un protocollo d’intesa tra il Pascale e la Roche. «Questo progetto segna una rivoluzione nell’approccio terapeutico della malattia oncologica   – dice Maurizio de Cicco, presidente e amministratore delegato di Roche Italia -. Il Pascale e la Regione Campania hanno dimostrato di mettere l’interesse delle pazienti davanti a qualsiasi ostacolo burocratico e organizzativo. Da Napoli partirà un’esperienza che ci auguriamo possa essere ripresa anche altrove, in maniera tale da essere messa a disposizione di molte più donne». La sinergia è stata realizzata in nome e in memoria di una donna, Stefania Pisani, che, con l’Associazione «Noi ci siamo», si è sempre battuta affinché il percorso di cura fosse il più agevole possibile. «Sono veramente felice di aver portato avanti uno dei suoi sogni – afferma Michelino De Laurentiis, direttore del dipartimento di oncologia senologica e toracopolmonare del Pascale -. Le nostre pazienti potranno usufruire di un servizio evoluto non erogato, al momento, da nessun’altra istituzione italiana. È il segno concreto che la sanità campana, e in particolare l’assistenza oncologica, nonostante le storiche carenze che ci affliggono, ha intrapreso un cammino virtuoso verso le necessità della nostra gente».

Twitter @fabioditodaro

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