Wise Society : Il sistema dei trapianti di organi italiano funziona e si consolida
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Il sistema dei trapianti di organi italiano funziona e si consolida

Nel 2018 in Italia sono stati effettuati 3.718 trapianti soprattutto di rene e fegato con una media di poco meno di 40 interventi ogni milione di abitanti. Permane il gap tra regioni del Nord e del Sud

Fabio Di Todaro
18 febbraio 2019

Oltre trenta donatori di organi ogni mille abitanti, liste d’attesa che calano per il rene e programmi innovativi che vengono copiati dagli altri Paesi. Il sistema dei trapianti italiano si conferma un’eccellenza, con i dati per il 2018 che rinsaldano i record registrati lo scorso anno. «Sono dati positivi, perché consolidano il salto che è stato fatto nel 2017 e fanno vedere che molte regioni superano i 30 e vanno verso i 40 donatori per milione – sottolinea il direttore del Centro Nazionale Trapianti, Alessandro Nanni Costa -. Guardando il trend, risulta evidente che negli ultimi quindici anni la Rete Trapianti ha avuto una crescita grazie ad una forte componente innovatrice».

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Trapianti di organi: nel 2018 in Italia sono stati 1680 i donatori, Image by iStock

DONAZIONI: AL SUD ANCORA TANTO DA FARE – Tra le diverse innovazioni nell’attività del 2018, ci sono stati l’inizio del programma per le catene di trapianti di rene tra coppie incompatibili innescata da donatore deceduto, il primo al mondo e che ora viene copiato dagli altri Paesi. Ma anche il consolidamento del programma di trapianti da donatori a riceventi Hiv-positivi o la pubblicazione dei risultati degli studi sull’effetto dell’attività fisica sui trapiantati, basato su un database unico al mondo. Secondo i dati presentati, nel 2018 ci sono stati 1.680 donatori (1.370 gli organi utilizzati): poco meno dei 1.763 del 2017, ma sempre molti di più dei 1.585 del 2016. La regione più generosa si conferma la Toscana (46,8 donatori per milione), seguita dal Piemonte (34,8), dal Veneto e dalle Marche (30,6). In linea generale, la sensibilizzazione in materia di donazione di organi è più alta nelle regioni settentrionali. In coda si ritrovano infatti la Sicilia (8,7 donatori per milione), la Puglia (7,1) e il Molise (6,4). Dati confermati anche dal numero delle opposizioni: tanto più alto quanto più basso è il dato delle donazioni. In questo caso, il triste primato spetta alla Puglia (52,2), seguita dalla Sicilia (47,4) e dalla Calabria (41,5).

GLI INTERVENTI EFFETTUATI – Gli interventi di chirurgia trapiantologica effettuati nel complesso sono stati 3.718 (3.950 nel 2017). I centri con i maggiori volumi di intervento si confermano l’ospedale Le Molinette di Torino (377), il policlinico di Padova (339) e l’azienda ospedaliero-universitaria di Pisa (199). In coda l’ospedale di Cosenza (17), il Monaldi di Napoli (15) e il policlinico di Catania (6). In cima alla lista degli interventi, il trapianto di rene (2.117), seguito da quello di fegato (1.245), di cuore (243), di polmone (143) e di pancreas (41). Per quanto riguarda le liste d’attesa, che in totale hanno 8.713 pazienti, il sistema ha registrato un calo dei pazienti in quelle per il rene, mentre per gli altri organi sono sostanzialmente stabili. I tempi di attesa (sempre in media) risultano variabili tra un anno e mezzo (per il fegato) e oltre quattro anni (per il pancreas).

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I centri con i maggiori volumi di trapianti in Italia sono l’ospedale Le Molinette di Torino (377), il policlinico di Padova (339) e l’azienda ospedaliero-universitaria di Pisa (199). In coda l’ospedale di Cosenza (17) e il Monaldi di Napoli (15), Foto: iStock

GRAZIE AD ALEX CRESCE IL NUMERO DEI (POTENZIALI) DONATORI DI MIDOLLO OSSEO – Due gli aspetti sensibilmente migliorati: la qualità di vita dei pazienti operati e il sensibile aumento di dichiarazioni di volontà alla donazione registrate dai Comuni. Nel primo caso, dopo un anno dall’intervento risultano vivi sette trapiantati di polmone su dieci, otto di cuore, 8,6 di fegato e 9,7 di rene. La quasi totalità dei sopravvissuti lavora o è comunque nelle condizioni di farlo: segno che l’aver ricevuto un trapianto non è un qualcosa di incompatibile con una qualità di vita soddisfacente. Continua a crescere il numero delle dichiarazioni di volontà rilasciate nei 5.598 Comuni che offrono questa opportunità al momento del rinnovo della carta di identità. Raddoppiati i dati rispetto al 2017: da 998.771 «sì» del 2017 ai 2.891 milioni conteggiati lo scorso 31 dicembre. Sensibile, anche in conseguenza dell’eco avuta dalla storia del piccolo Alex, il bambino affetto da una rara malattia genetica (linfoistiocitosi emofagocitica) salvato dal trapianto di midollo con il padre come donatore, l’incremento dei potenziali donatori di cellule staminali emopoietiche (37.835 nuovi iscritti nel 2018, rispetto ai 25mila del 2017).

Twitter @fabioditodaro

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