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Tutto sull’inquinamento indoor: come possiamo difenderci?

L'inquinamento domestico è un killer silenzioso che fa più vittime di quel che pensiamo: ecco quali sono gli inquinanti principali (e come eliminarli)

Serena Fogli
26 Settembre 2020

Siamo erroneamente portati a pensare che l’inquinamento sia qualcosa che esista solo fuori casa. Al contrario, anche l’aria che respiriamo nelle nostre abitazioni, negli uffici in cui lavoriamo e nelle scuole in cui studiano i nostri bambini può essere poco salubre. Si tratta del cosiddetto inquinamento indoor, strettamente connesso al concetto di Qualità dell’Aria Interna (IAQ).

Anche la scienza ha cominciato a interessarsi al problema, soprattutto dopo la seconda metà degli anni ’80, anni in cui abbiamo cominciato a passare più tempo a casa (o in ufficio) che all’aria aperta: da qualche decennio l’inquinamento domestico ha cominciato a impattare in modo importante sul peggioramento dello stato di salute generale e non nascondiamo che oggi sia di un serio problema di salute pubblica.

Inquinamento Indoor

Foto Sergey Nivens / Shutterstock

Inquinamento indoor e patologie correlate

L’inquinamento degli ambienti domestici è correlato a numerose patologie, e la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità mette in guardia rispetto ai rischi connessi a una cattiva qualità dell’aria interna. Secondo uno studio pubblicato sul The International Journal of Tuberculosis and Lung Disease, le morti attribuite ogni anno all’inquinamento indoor sono circa due milioni e, di queste, un milione riguarda bambini di età inferiore ai 5 anni.

Le conseguenze relative alla cattiva qualità dell’aria domestica, infatti, sono connesse a una maggior incidenza di polmoniti, infezioni respiratorie croniche acute, infarti, patologie cardiovascolari e malattie allergiche respiratorie, riscontrate soprattutto tra la popolazione dei bambini.

Radiografia polmoni

Foto di oracast da Pixabay

Oltre alle patologie più serie, legate soprattutto agli effetti a lungo termine derivanti dall’esposizione a cattiva aria interna, all’inquinamento indoor sarebbero legati anche disturbi con un quadro sintomatologico più aspecifico (i cosiddetti effetti a breve termine) che, come descritto sul sito del Ministero della Salute,  si tradurrebbero in mal di testa persistenti, astenia e stanchezza cronica, irritazione delle vie respiratorie e disagi sensiorali che migliorano non appena ci si allontana dalla fonte inquinante.

Di questo gruppo fanno parte anche due particolari sindromi, oggetto in questi anni di numerosi studi: la Sindrome dell’edificio malato (sick building syndrome – SBS) e la sindrome da sensibilità chimica multipla (MCS).

Inquinamento Indoor: come si calcola la qualità dell’aria interna?

Inquinamento indoor e Qualità dell’Aria Interna (IAQ) rappresentano due concetti chiave, nonché due diverse facce della stessa medaglia: quando l’inquinamento interno aumenta, la qualità dell’aria diminuisce, con ripercussioni gravi sul nostro stato di salute, tanto che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che l’aria inquinata indoor è resposabile del 2,7% del carico globale di malattia nel mondo, con netta prevalenza sui bambini che, ad oggi, sono senza dubbio il gruppo più colpito.

Per comprendere a fondo la portata del problema, cerchiamo prima di tutto di capire cosa si intende per inquinamento indoor e per Qualità dell’Aria Interna.

Come lo stesso Ministero dell’ambiente ha definito nel 1991, con il termine inquinamento indoor si definisce “la presenza nell’aria di ambienti confinati di contaminanti fisici, chimici e biologici non presenti naturalmente nell’aria esterna di sistemi ecologici aperti di elevata qualità”; per IAQ, invece, si intende – come affermato dal Ministero della Salute – l’aria che respiriamo in ambienti confinati e “chiusi”, come le nostre case, ma anche palestre, uffici, scuole, spazi comunitari e mezzi di trasporto.

Non è così semplice calcolare la qualità dell’aria interna: solitamente le verifiche devono essere infatti effettuate attraverso una strumentazione idonea e certificata, i cui risultati devono essere poi affidati, letti e intepretati da tecnici preparati. A prescindere dal calcolo della qualità dell’aria interna, sono molte le accortezze che possiamo adottare nelle nostre case per evitare l’accumulo di inquinanti tra le pareti domestiche.

Cattiva qualità dell’aria: quali sono gli agenti inquinanti?

Le categorie di inquinanti che possono peggiorare la qualità dell’aria in casa sono moltissimi, ma si dividono in diverse categorie:

  1. Gli inquinanti chimici
  2. Gli inquinanti biologici
  3. Gli inquinanti fisici
  4. Umidità
  5. Radon

In casa, insomma, tutto è sotto accusa, soprattutto per quel che riguarda gli inquinanti chimici: dalle abitudini dannose (fumare al chiuso) ai materiali con cui sono costruiti gli arredi, dalle vernici utilizzate per i muri alla dispersione di monossido di carbonio dai fornelli, nella lista non mancano neanche i prodotti chimici che usiamo abitualmente per pulire e igienizzare gli ambienti domestici.  

Bisogna poi far attenzione anche agli inquinanti biologici, che fanno parte del grande insieme dei microorganismi dannosi per la salute: con la muffa al primo posto (spesso causata dall’umidità degli ambienti), non dimentichiamoci poi di funghi e acari della polvere che, com’è noto, sono grande fonte di attacchi allergici.

Inquinamento indoor: disinfestazione della muffa

Foto Heiko Kueverling © 123RF.com

Radon

Discorso a parte va fatto per il radon, un particolare gas nobile derivante dal decadimento del torio e dell’uranio. Si tratta di elemento radioattivo che è stato inserito nel gruppo 1 dei cancerogeni dall’International Agency for Reasearch on Cancer. Benché sia presente in tutti gli edifici perché proveniente dal suolo, le abitazioni più a rischio sono quella a piano terra, gli interrati e i semiterrati. Come si legge sull’opuscolo diffuso dal Ministero della Salute, il rischio attribuibile all’esposizione al radon è stato valutato dall’Istituto Superiore di Sanità, che afferma che più di 3000 casi di tumore al polmone ogni anno siano attribuibili proprio a questo inquinante.

Per un elenco completo degli agenti inquinanti dell’aria indoor si rimanda ai numerosissimi opuscoli pubblicati sul sito del Ministero della Salute.

Diminuire l’inquinamento indoor diminuendo gli inquinanti

Diminuire l’inquinamento indoor è anche compito nostro: solo cambiando abitudini, infatti, è possibile migliorare la qualità dell’aria interna e, di conseguenza, le nostre condizioni di salute a breve e lungo termine. Ma quali accorgimenti mettere in atto?

Il decalogo dell’Istituto Superiore di Sanità

L’ISS ha realizzato un opuscolo dedicato al miglioramento dell’aria delle nostre case che presenta una serie di comportamenti da evitare e altri, invece, da perseguire in quanto virtuosi.

1. Non fumare in casa

Gli inquinanti chimici contenuti nel fumo di sigaretta, infatti, rimangono “attaccati” ad arredi e tappezzerie per lungo tempo.

2. Non miscelare prodotti chimici
I prodotti chimici che usiamo in casa non vanno mai miscelati perché potrebbero dar luogo a fumi tossici pericolosi per la salute: se volessimo far ancora meglio, potremmo utilizzare prodotti naturali dedicati all’igiene della casa, sicuri e allo stesso tempo performanti.

Inquinamento Indoor: prodotti chimici

Foto JESHOOTS.COM / Unsplash

3. Usa materiali sicuri
Se stai ristrutturando casa o facendo lavori di fai da te, scegli materiali che presentano i livelli più bassi di inquinanti chimici: l’informazione è solitamente contenuta nelle etichette e nelle certificazioni del materiale.

4. Cambia spesso l’aria di casa
Apri le finestre di casa, soprattutto quelle lontane dalle strade più trafficate. Quando pulisci, cucini o svolgi attività domestiche, poi, tieni sempre un po’ aperte le finestre così da permettere a eventuali agenti inquinanti di non stazionare tra le mura domestiche.

5. Lava regolarmente tende e tappezzerie
In questo modo eviti la formazione di muffe, acari e altri inquinanti biologici.

6. Fai la manutenzione dei condizionatori
E ricorda di pulire i filtri, così da evitare che i flussi d’aria diffondano per la casa gli inquinanti.

Un aiuto dalle piante

Anche le piante possono essere d’aiuto quando si tratta di combattere l’inquinamento indoor: alcune particolari specie, infatti, hanno la capacità di “assorbire” l’inquinamento, rilasciando aria pulita.

Specie come il Ficus Benjamin, il tronchetto della felicità e l’edera sono in grado, per esempio, di “intrappolare” inquinanti come ozono e formaldeide, rendendo più pulita l’aria di casa.

Spider Plant

Foto di Lucian Alexe / Unsplash

Un aiuto dai purificatori d’aria

Quello dell’inquinamento indoor è un reale problema di salute pubblica e la scienza si è messa al lavoro per trovare soluzioni hi-tech a un problema che impatta così tanto sulle nostre vite.

I purificatori d’aria sono oggi una tecnologia molto diffusa che può aiutarci a rendere più respirabile l’aria di casa. Su Wise Society abbiamo parlato di diversi modelli, tra i quali Jeniot Home | AirSafe, utile per contrastare gli inquinanti presenti tra le mura domestiche. In commercio, tuttavia, esistono moltissimi modelli e le possibilità offerte dal mercato sono talmente varie che è possibile scegliere il purificatore più adatto alle proprie esigenze.

Insomma, l’inquinamento indoor è qualcosa su cui possiamo agire direttamente con piccoli accorgimenti: aria più pulita, in fondo, significa vita più sana. E per cominciare a prenderci cura di noi stessi non è mai troppo tardi.

Serena Fogli

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