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Bike to work certificato: così si incentiva la mobilità sostenibile in bicicletta

Andrea Ballocchi
20 Maggio 2021

Il Bike to work certificato comincia a prendere piede, a tutto vantaggio della mobilità sostenibile. Nella sola Emilia-Romagna, si contano 33 Comuni che hanno attivato il sistema che incentiva l’utilizzo della bicicletta, prevedendo l’uso di un’app e un rimborso chilometrico. Un esempio: il Comune di Modena, supportato dal Ministero dell’Ambiente (oggi della Transizione ecologica) ha attivato nel 2020 il sistema che eroga 0,15 euro per ogni chilometro percorso in bici lungo il tragitto casa-lavoro (nella misura massima di 30 euro al mese) ai primi 500 cittadini che ne hanno fatto domanda. L’obiettivo però è di coinvolgere complessivamente mille cittadini durante i due anni della durata del progetto, che si concluderà a ottobre 2022.

Bike to work: ragazze in bicicletta

Foto di Anastasia Borisova da Pixabay

Tuttavia, il rischio di azioni fraudolente c’è. Per questo sono stati adottati sistemi tecnologici in grado di verificare la veridicità dei dati e i conseguenti incentivi. Uno di questi è Pin Bike e ha trovato diversi fruitori: dopo Bari, Pescara e Bergamo e undici comuni del Patto della Zona Ovest nell’Area Metropolitana di Torino, ora anche AUSL di Bologna e AOUBO-IRCCS Policlinico di Sant’Orsola hanno deciso di affidarsi a Pin Bike per il rilascio degli incentivi economici al Bike to Work.

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Co-finanziato grazie ai fondi della Regione Emilia Romagna dedicati alla mobilità sostenibile, il progetto riguardante il bike to work coinvolge il Policlinico e oltre 50 sedi AUSL in tutta l’Area Metropolitana. Come mettono in luce i dati, il sistema ha già risultati tangibili: secondo il Report Pin Bike 2020, nei Comuni dove è attivo il servizio sono stati percorsi in bicicletta oltre 800mila km urbani. Questo si traduce in un risparmio, in termini ambientali, superiore a 100 tonnellate di kg di CO2; per chi si muove in bici, invece, oltre ai benefici in termini di salute, ci sono anche quelli economici: infatti, sono stati rimborsati chilometri per quasi 75mila euro.

Bike to Work: ecco come come funziona

Andare al lavoro in bici fa bene e a volte è incentivato. Questo è il bike to work, una pratica per promuovere l’uso della bici negli spostamenti casa-lavoro. In Germania dal 2018 è stato disposto per legge che i lavoratori possono contare su biciclette aziendali senza tasse sul reddito. Per la precisione le biciclette fornite dalle aziende ai propri dipendenti sono completamente esenti dall’imposta sul reddito. In Belgio è riconosciuto dallo Stato un incentivo chilometrico per chi si reca al lavoro in sella alla propria due ruote, idem in Francia dove si è cominciato già dal 2015.

In Italia dal 2016 il bike to work è una modalità di trasferimento casa-lavoro riconosciuta dall’INAIL per l’infortunio in itinere, ovvero l’incidente durante il percorso. E sul tema l’Emilia Romagna ha lanciato un progetto dedicato “a favore dell’uso della bicicletta e di un trasporto rispettoso dell’ambiente”, si spiega.
Il prossimo 21 maggio si terrà il Bike to Work Day, la giornata dedicata all’andare al lavoro in bici, un evento annuale che si celebra il terzo venerdì di maggio negli Stati Uniti e in Canada, ma sta prendendo piede in varie parti del mondo.

Ragazza in bicicletta su pista ciclabile

Foto di Murillo de Paula / Unsplash

Bike to Work certificato: la startup e il sistema Pin Bike

Per far sì che gli incentivi siano misurabili è nata Pin Bike, una startup ideata da Nico Capogna, ambientalista e ciclista urbano nonché attuale CEO. È lui che ha ideato l’omonimo sistema antifrode, brevettato e certificante che permette di rilasciare incentivi chilometrici agli utenti/cittadini che utilizzano la bicicletta di proprietà per gli spostamenti urbani: vale per il bike to work, ma anche tratte generiche effettuate all’interno del perimetro urbano. L’obiettivo di Pin Bike è affiancare il mondo della Pubblica Amministrazione, imprese e scuole nella incentivazione della mobilità urbana sostenibile.

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Nel tempo ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra i quali il Premio ANGI 2020, dell’Associazione Italiana Giovani Innovatori, l’oscar italiano dell’innovazione.
Con Pin Bike le aziende e le amministrazioni pubbliche hanno a disposizione un portale web di monitoraggio, mentre gli utenti che si registrano ricevono un kit che comprende un dispositivo hardware da montare sulla propria bicicletta collegato a una app, e una serie di strumenti come una luce led di segnalazione, una targa catarifrangente, un adattatore per gonfiare le gomme da benzinai e gommisti. Il sistema permetterà anche ai lavoratori dell’AUSL Bologna e del Policlinico Sant’Orsola di maturare incentivi semplicemente raggiungendo il luogo di lavoro sulle due ruote. Andare in bicicletta non è mai stato così piacevole, oltre che salutare.

Bike to work: il pinbike

Foto PinBike

Andrea Ballocchi

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