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Marco Bianchi: curiamoci a tavola, con una buona e sana cucina

Il ricercatore milanese, impegnato da anni sul fronte della lotta al cancro e appassionato di cucina, ha scritto un nuovo libro, sulle proprietà terapeutiche degli alimenti. Per insegnare a tutti che usare meno farmaci dipende da noi e dai cibi che portiamo in tavola. Per questo è così importante imparare a mangiare bene

Barbara Pozzoni
19 luglio 2011

Marco Bianchi, ricercatoreIn casa, per curarci da un improvviso mal di testa, una difficile digestione o un fastidioso raffreddore, solitamente teniamo a disposizione “l’armadietto dei medicinali”, ma  ora, alla luce della nuova scienza che si chiama Nutraceutica potremo anche utilizzare solo i cibi del nostro frigorifero. Marco Bianchi, milanese, tecnico di ricerca biochimica, nei suoi due libri  I Magnifici 20 (Ponte alle Grazie, 14 euro) e Le ricette dei Magnifici 20 (stesso editore e prezzo) da maggio scorso in libreria, ci insegna che si può difendere il nostro corpo costruendo una barriera naturale con semplici alimenti ( e più gli alimenti sono semplici, più benefici ne trarremo). Un viaggio tra 20 capitoli ricchi di curiosità e di ricette alla portata di tutti, dove ogni alimento citato viene affiancato da informazioni scientifiche che hanno lo scopo di farci capire perché sono utili al nostro organismo. La salute si può prevenire e curare a tavola, perché i cibi, nella giusta quantità contengono i principi curativi che si trovano anche nelle medicine. Per saperne di più abbiamo incontrato l’autore dei due libri, che attualmente lavora come ricercatore presso la Fondazione IFOM Istituto FIRC (Fondazione italiana per la Ricerca sul Cancro) di Oncologia Molecolare di Milano, uno dei centri d’eccellenza per la ricerca oncologica italiana avanzata e competitiva a livello internazionale.

 

Cover libro, Le ricette dei Magnifici 20C’è solo l’imbarazzo della scelta, oggi, tra i tanti volumi in libreria che parlano di cucina naturale e  di alimenti sani. Cosa dice di nuovo il suo?

 

Come altri, anche il mio libro insegna a utilizzare una cucina che fa bene al corpo ed alla mente, ma la novità positiva è che finalmente si tratta di una cucina buona. Nutrirsi è necessario e l’alimentazione ha un ruolo fondamentale, ma spesso si associa ciò  “che fa bene” a sapori poco forti, a piatti ipocalorici e poco colorati…insomma alla tristezza fatta a pietanza. Io invece suggerisco di portare in tavola non solo sapori intensi, ma anche piatti elaborati e ricchi di allegria. Questo libro è nato per aiutare la gente a riconoscere la capacità preventiva e terapeutica di ogni alimento e quindi ad utilizzarlo a seconda del fabbisogno, perché con l’alimentazione si riesce non solo a prevenire, ma anche a migliorare molte patologie. Certo forse è esagerato dire che solo col cibo si può curare tutto, ma è sicuro che un buon piatto, cucinato nel giusto modo, contribuisce a far funzionare meglio anche il farmaco che si sta prendendo.

L’utilizzo degli alimenti a scopo terapeutico è antico, già la farmacopea egiziana e quella babilonese utilizzavano solo prodotti naturali. Non è un po’ la “scoperta dell’acqua calda” rivisitata ai giorni nostri?

 

South Park Chef, album di obbino/flickrSì, è in parte vero. Nell’antichità già si sapeva che è proprio a tavola che si sferra il primo attacco ai nemici dell’organismo. Bisogna dire che i mezzi, le scoperte e le informazioni che abbiamo oggi non hanno fatto altro che evolvere al meglio questa branca della scienza, così antica e così moderna. Si è ripreso il passato, approfondendolo però con le cognizioni scientifiche attuali, incrementando così la consapevolezza di ciò che portiamo ogni giorno alla bocca.

Con che cosa il nostro organismo si deve scontrare ogni giorno?

Pur non rendendocene conto, ogni giorno si lotta con svariati nemici che tendono a farci ammalare e favoriscono non solo l’invecchiamento precoce delle nostre cellule e del nostro corpo, ma anche delle vere patologie. Facile è pensare all’inquinamento, ma questo in realtà è solo il 3,5 percento del pericolo che abbiamo intorno, il 30 percento è rappresentato invece dal fumo di sigaretta per arrivare al 32 percento del cibo stesso. Non mi stancherò mai di dire che la nostra attenzione si deve concentrare su ciò che mangiamo e dunque se consumiamo soprattutto cibi pronti, intingoli, piatti del ristorante, come possiamo sapere con che cosa sono stati preparati? Quali conservanti o quali condimenti sono stati utilizzati: olio di palma o di semi, margarina o colza? L’unico vero condimento è l’olio extravergine d’oliva. A volte capita anche che la stessa materia prima possa essere di dubbia origine o tenuta in cattivo stato di conservazione.  Lo slogan dovrebbe essere “meno medicinali e più attenzione all’alimentazione”.

Olio d'Oliva Novello, album di pizzodisevo/flickr

Perché la carne è spesso sconsigliata in una corretta dieta?

Come il sale, utilizzato in eccesso, è un gran nemico delle mucose gastriche e può portare  gravi infiammazioni al nostro stomaco, evolvendosi magari in un tumore, così  è la carne per il colon. Studi e ricerche scientifiche hanno scoperto che un uso eccessivo e prolungato di questo alimento diventa dannoso e può originare gravi patologie. Inoltre la carne rossa cotta, produce molecole che permangono nel nostro corpo sino a diventare tossiche, mentre le proteine vegetali esercitano un’azione protettiva rispetto a quelle animali. Sarebbe quindi più indicato inserire nella nostra alimentazione, al posto della carne, del pesce almeno un paio di volte a settimana, ricco di Omega 3 e Omega 6. Certamente possiamo dire che chi è vegetariano è in netto vantaggio da un punto di vista salutistico.

Brain food Snack, album di Combined Media/flickrNelle ricette dei suoi libri, spesso si fa uso di alghe, semi di sesamo e girasole, germogli, tutti alimenti utilizzati nella macrobiotica. Quanto questo modello alimentare ha inciso nella sua formazione?

 

Mi sono interessato anche alla macrobiotica.  Senza dubbio, mi ha fatto conoscere alimenti  che la mia dieta quotidiana prima non utilizzava, e di cui oggi non vorrei fare a meno, però,  la logica di questa scienza è un po’ troppo estremista per i miei gusti, perchè mette “in castigo” troppi alimenti che invece hanno un preciso compito nella difesa dalle insidie del nostro organismo

Come si possono catturare al meglio le proprietà dei cibi?

 

Non c’è una regola precisa da seguire, perché varia a seconda degli alimenti. Ad esempio il pomodoro cotto è l’ideale per gli antiossidanti come il beta-carotene ( vitamina A ) e la vitamina C, mentre crudo, condito con dell’olio extravergine, libera il licopene, che è uno dei più potenti antiossidanti presenti in natura. I broccoli  e i cavolfiori, invece andrebbero sbollentati pochi minuti perché una lunga cottura distruggerebbe parte delle vitamine di cui sono ricchi. Andrebbero quindi mangiati ancora croccanti, ma ben masticati, perché alcune reazioni importanti avvengono in bocca. Insomma ogni alimento ha caratteristiche diverse, per questo è importante informarsi per avere una corretta alimentazione.

Di quali cibi non si dovrebbe proprio fare a meno?

Olio extravergine di oliva per condire qualsiasi cosa; frutta secca senza abusarne; miele, malto di riso o d’orzo al posto dello zucchero; cioccolato fondente, in piccole quantità; legumi e cereali integrali in abbondanza; funghi shitake per abbassare colesterolo e i trigliceridi; the verde, drenante ed antiossidante; spremuta di arance rosse, non zuccherate, per il benessere del cuore (abbassano il cattivo colesterolo, ma hanno anche un alto assorbimento del grasso); timo, basilico, origano, pepe nero e peperoncino come antinfiammatori ed antitumorali; vino rosso per regolare il nostro orologio biologico (mezzo bicchiere al giorno).

Panorama from food, album di rfm_ro/flickr

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3 risposte a Marco Bianchi: curiamoci a tavola, con una buona e sana cucina

  1. Pina

    Organizzo convegni per sensibilizzare le persone ad un corretto stile di vita,mi piacerebbe averti come ospite!!! Grazie

  2. Fabrizio

    Complimenti, Marco, il suo lavoro è di grande utilità per tutti noi che la leggiamo.
    Mi erano piaciuti molto i filmati delle ricette preparate da lei che apparivano sul sito del Corriere, un paio di anni fa direi: poi sparirono e non ne ho più trovata traccia.
    Si possono ancora vedere da qualche parte i filmati di quelle preparazioni ? Mi impressionò l’impiego di materie prime piuttosto svilite nell’opinione comune dei consumatori.
    Già solo rileggere i titoli di quelle ricette mi darebbe grande soddisfazione.
    Buon lavoro Fabrizio

  3. ivan

    Salve , mi chiamo Ivan , volevo chiederle una cosa , ho letto alcune ricette , tutto perfetto , volevo domandarle se ha mai sentito parlare di Kyani . Se volesse saperne di piu nn esiti a contattarmi

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