Wise Society : Oxfam svela i retroscena delle multinazionali
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Oxfam svela i retroscena delle multinazionali

L’associazione umanitaria ha dato i voti alle multinazionali del cibo sul rispetto dell’ambiente e sul trattamento delle persone

6 marzo 2014

Foto pagella OxfamLe chiamano le dieci sorelle. I dieci marchi mondiali di produttori di cibo e bevande più diffusi che insieme realizzano profitti di più di un miliardo di dollari al giorno e di cui l’organizzazione non governativa Oxfam ha voluto analizzare i comportamenti. Non solo  quelli legati al miglioramento delle condizioni delle lavoratrici ma anche temi come il rispetto del diritto alla terra e l’impegno per la riduzione delle emissioni di Co2. Per poi classificarli dando loro dei voti come in una vera pagella riassunta nel report Scopri il Marchio appena diffuso e che misura l’operato di queste aziende mettendone a confronto le loro politiche con gli impegni che hanno preso.

Secondo la classifica, sono Nestlé e Unilever a registrare la performance migliore al momento, avendo sviluppato e reso pubbliche il numero maggiore di policies volte a fronteggiare i rischi sociali e ambientali lungo la catena di produzione. All’opposto, ABF e Kellogg’s hanno adottato poche misure volte a mitigare l’impatto delle loro attività sui produttori e sulle comunità.

La pagella dimostra chiaramente che tutte le ’10 Grandi Sorelle’, incluse quelle con voti più alti, non hanno usato il loro enorme potere per contribuire alla creazione di un sistema alimentare più equo. In alcuni casi queste aziende compromettono la sicurezza alimentare e le opportunità economiche per i più poveri, rendendo ancora più affamati coloro che già soffrono la fame. Anche se non manca la buona volontà. Come per esempio quella dei giganti del cioccolato Mars, Mondelez e Nestlé che hanno risposto alla richiesta di porre fine alla diseguaglianza di cui sono vittime le donne che coltivano il cacao nei paesi da cui si riforniscono (Nigeria, Costa d’Avorio, Indonesia e Brasile); quella di 6 produttori che hanno adottato nuove politiche sul consenso libero preventivo e informato in base al quale le comunità devono essere consultate e devono dare il consenso prima che la terra su cui vivono venga venduta. O ancora quella dei 7 che hanno firmato i principi Onu di empowerment delle donne attraverso cui l’azienda si impegna seriamente ad affrontare le questioni di genere e diseguaglianza.

“La maggior parte delle 10 grandi sorelle del cibo si sta muovendo nella giusta direzione perché un numero impressionante di consumatori, e gli investitori che controllano migliaia di miliardi del mercato chiede loro di andare oltre il consueto modo di operare – ha dichiarato Elisa Bacciotti, direttrice Campagne di Oxfam Italia – Durante il primo anno di vita della campagna Scopri il marchio abbiamo imparato che le aziende sono davvero interessate a rispondere in modo veloce ed efficace, se sono i consumatori a chiedere loro di farlo. Alcune aziende si sono dimostrate più ricettive, altre devono mostrare più coraggio. Ma il cambiamento è in atto: una storia vecchissima fatta di terra e lavoro comprati a poco prezzo per produrre cibo a costi sociali e ambientali indicibili sta per finire”.

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