Wise Society : Vipassana, la pragmatica della meditazione
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Vipassana, la pragmatica della meditazione

Trasmessa da Siddhartha Gotama, il Buddha, 2500 anni fa, la meditazione Vipassana aiuta ad avere una lucida visione della realtà e di se stessi. Al di là delle apparenze

di Monica Onore
15 maggio 2013

Panorama, foto di Filippo Torsello

La saggezza viene con la meditazione; senza meditazione la saggezza svanisce; avendo capito in che modo si progredisce e si regredisce, ci si comporti in maniera da incrementare la saggezza.” (Dhammapada, 282)

I tipi di meditazione sono diversi, così come diverse sono le ragioni per praticare. Si può meditare per scopi religiosi, spirituali, filosofici o laici. Meditare significa migliorare le proprie condizioni psicofisiche, sviluppando una maggiore concentrazione e consapevolezza di se stessi. La più antica tecnica è la Vipassana, che in sanscrito significa “vedere le cose in profondità, come realmente sono”.  Si tratta  di un processo di progressiva purificazione della mente ed è arrivata fino a noi, grazie al monaco birmano Mahasi Sayadaw (1904-1982) e a Sayagy U Ba Khin, alto funzionario del governo birmano e maestro di meditazione (1899-1971).

 

foto di  Katrina Huisman/First Light/Corbis

Questa pratica, priva di connotazioni religiose, è aperta a tutti, senza distinzione di credo, professione oppure orientamento filosofico e aiuta a ritrovare l’armonia nella consapevolezza che tutto è impermanente. Una volta appreso questo concetto, s’impara a sviluppare il distacco e l’accettazione, con conseguente apertura al cambiamento. Nelle altre tecniche di meditazione la mente si può concentrare su immagini, mantra o pensieri; con la Vipassana invece, ci si concentra esclusivamente sul respiro. Non ci sono altre vie.

Per iniziare a praticare la meditazione Vipassana si deve partecipare a un ritiro, della durata di dieci giorni, in cui osservare il silenzio assoluto.

Sotto la guida di un insegnante esperto, nei primi tre giorni s’impara a mantenere la mente stabile e concentrata attraverso una particolare respirazione chiamata Anapanasati. La mente si fa più attenta e pronta, nei restanti sette giorni, a imparare l’auto-osservazione che attraverso il respiro aiuta a scoprire ed esaminare, in profondità, la propria natura fisica e mentale.

Con questa pratica, che non è un rituale, si può raggiungere una capacità di introspezione così profonda da riuscire a liberarsi gradualmente di tensioni mentali, condizionamenti, paure e illusioni, fino ad avere esperienza di totale consapevolezza di quello che si è. “La verità diventa un fatto invece che una teoria.”

Centri di meditazione Vipassana si trovano in tutto il mondo. In Italia le associazioni con cui praticare questa tecnica millenaria sono due, l’associazione Dhamma Atala che fa riferimento al maestro indiano Goenka, e l’associazione International Meditation Center che fa capo al maestro americano John Coleman. Entrambi hanno ricevuto l’insegnamento direttamente dal maestro Sayagy U Ba Kin.

 

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