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Inci, la nomenclatura internazionale per conoscere davvero i cosmetici

Dal 1997 è obbligatorio che i cosmetici riportino sull'etichetta la "nomenclatura internazionale" che permette di capire, in qualunque parte del mondo, cosa contengono. Una tutela per la salute delle persone e una guida all'acquisto consapevole per salvaguardare l'ambiente

Rosa Oliveri
19 Ottobre 2021

Tutelare la propria salute e l’ambiente allo stesso tempo. Una priorità che passa anche dalle scelte in fatto di cosmetici e di ingredienti utilizzati nei prodotti per il benessere e la cura del corpo. Proprio per rendere più semplice per i consumatori l’orientamento tra i vari prodotti e i loro contenuti, c’è l’Inci (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) una denominazione internazionale che rende “omogenea” l’etichettatura sui prodotti cosmetici. Ma come leggere l’Inci? Ecco qualche informazione utile per imparare a destreggiarsi tra sigle e codici e scegliere cosmetici sicuri.

Inci cosmetici

Foto di pmv chamara / Unsplash

Che cos’è l’Inci

Il significato di Inci è Nomenclatura internazionale degli ingredienti cosmetici. L’acronimo Inci è, infatti, International Nomenclature of Cosmetic Ingredients. È utilizzata per indicare i diversi ingredienti presenti all’interno di un prodotto cosmetico in modo da rendere più semplice la lettura dell’etichetta dei cosmetici al fine di fare una scelta d’acquisto consapevole. In pratica, questa carta d’identità dei cosmetici viene usata in tutti gli stati membri dell’UE e in molti altri paesi nel mondo (tra cui gli Usa, la Russia, il Brasile, il Canada e il Sudafrica) e dal 1997 è obbligatorio che ogni cosmetico immesso sul mercato riporti sulla confezione l’elenco degli ingredienti contenuti attraverso la denominazione INCI.

A cosa serve?

L’adozione della lista degli ingredienti dei prodotti cosmetici – ovviamente da elencare attraverso il codice INCI – permette innanzitutto alle persone portatrici di allergie di identificare facilmente la presenza della sostanza alla quale sono allergiche all’interno di un prodotto, anche se l’etichetta dovesse essere in lingua straniera. Saper leggere e comprendere il significato INCI di un cosmetico, infatti, è fondamentale per comprendere le qualità di un prodotto. Grazie alla sua interpretazione, il consumatore può comprendere se il prodotto è naturale, biologico, contiene inquinanti ed è compatibile con il proprio tipo di pelle. Oltre, ovviamente, a essere rispettoso per l’ambiente. Tutte informazioni che aiutano anche a difendersi dai falsi cosmetici naturali.

Cosmetici e inci

Foto di Nora Topicals / Unsplash

Come si legge l’INCI

Prima di essere immesso in commercio, un cosmetico deve avere un’etichetta che soddisfa le norme stabilite dal Regolamento CE n.1223/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio 2, che comprendono anche le direttive per elencare in maniera corretta gli ingredienti compositivi del prodotto.

Gli ingredienti di un prodotto cosmetico, secondo la nomenclatura Inci, vanno scritti in ordine decrescente di concentrazione al momento della loro incorporazione. In pratica, quando si legge, si incontra al primo posto l’ingrediente contenuto in percentuale più alta e a seguire gli altri fino a quelli contenuti in percentuale più bassa.

I componenti presenti in una percentuale al di sotto dell’1% possono essere indicati in ordine sparso. Questa libertà preserva la segretezza della formula cosmetica, evitando di svelare l’esatta composizione degli ingredienti.

A parte l’eccezione della parola francese Parfum, che può essere riferita a tutte le profumazioni, la nomenclatura INCI contiene sia termini in latino, riferiti ai nomi botanici e a quelli di ingredienti presenti nella farmacopea, sia in inglese (la maggioranza). Nel caso dei coloranti, si utilizzano le numerazioni secondo il Colour Index; fanno eccezione i coloranti per capelli, che devono sempre essere indicati col loro nome chimico inglese.

App e info utili per leggere l’Inci

Leggere l’Inci non è difficile, basta fare un po’ di pratica e conoscere bene quali sono i componenti da evitare. Un aiuto, viene comunque, dalla tecnologia. Oggi esistono tante app scaricabili su smartphone per decifrare l’INCI.  Si va da EcoBio Control, l’app gratuita creata da Fabrizio Zago (il chimico ideatore del BioDizionario nel 2000 che ha lasciato poi il progetto creando il suo Eco Bio) a Inci beauty, passando per Greenity.

Rosa Oliveri

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