Wise Society : Nella scelta dei cosmetici occorre precauzione e attenzione
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Nella scelta dei cosmetici occorre precauzione e attenzione

Lo sostiene l'Associazione internazionale di dermatologia ecologica (Skineco) offrendo alcuni consigli. E in soccorso del consumatore arrivano le app

Fabio Di Todaro
10 novembre 2018

La pelle è l’organo più esteso del corpo umano, la superficie di incontro tra l’ambiente esterno che la influenza (fattori climatici e ambientali, agenti fisici, chimici, batterici, micotici, virali), quello interno (come l’età) che la caratterizza e quello psicoaffettivo (regola le emozioni). Ogni giorno, in più, viene a contatto con almeno cinquecento sostanze presenti nei cosmetici. Ma siamo proprio certi che ogni ingrediente sia sicuro? «Il sicuro per legge non esiste, occorre affidarsi al principio di precauzione», afferma Pucci Romano, presidente dell’Associazione internazionale di dermatologia ecologica (Skineco) – dobbiamo affidarci al principio di precauzione. Nel gennaio 2013 sono entrate in vigore le disposizioni relative alle sostanze «MCR» (cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione) e ai nanomateriali, mentre dall’11 luglio 2013 è entrato in vigore il nuovo regolamento sui cosmetici affinché gli Stati membri della Comunità Europea uniformino gli standard di qualità dei cosmetici e le loro procedure di immissione sul mercato. Sicurezza, affidabilità e mancanza di tossicità sono così diventati i parametri richiesti perché un cosmetico possa essere messo in commercio.

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Cosmetici: Skineco ha appena diffuso un decalogo, per guidare le scelte dei consumatori in chiave consapevole e sostenibile, Image by iStock

I NODI ANCORA DA SCIOGLIERE – «Tuttavia attualmente la legge non prevede che i cosmetici debbano corrispondere ad alcuno standard di sostenibilità ambientale, biodegradabilità e dermocompatibilità, nonostante i dati scientifici confermino che esiste uno stretto legame tra la pelle e l’ambiente – prosegue Romano -. Ciò che fa male alla pelle fa male all’ambiente e viceversa, ma non sempre questo principio viene rispettato. Può così accadere che un cosmetico sia poco efficace o addirittura dannoso per la pelle nonostante sia stato approvato dagli organi competenti». Così come già successo per il cibo, la scelta dei consumatori dovrebbe essere sempre più influenzata da criteri di sostenibilità e attenzione alla salute anche per quel che riguarda i cosmetici ed è per questo motivo che Skineco ha appena diffuso un decalogo, per guidare le scelte dei consumatori in chiave consapevole e sostenibile.

NEL DUBBIO, MEGLIO FAR VALERE IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE – Un cosmetico che protegga la nostra pelle senza per questo recare danni all’ambiente deve essere ecologico lungo l’intera filiera produttiva, perché «non dobbiamo dimenticare che tutto ciò che ci spalmiamo addosso poi, attraverso l’acqua, va a finire nei fiumi e da lì nel mare, rischiando di inquinare interi ecosistemi». Fare appello al principio di precauzione. «Ciò che va sottolineato – suggerisce la specialista – è che l’approccio al cosmetico è in continuo dinamismo. Molte sostanze che avevano il placet dell’Unione Europea ieri, oggi sono state vietate. Un esempio è l’ossido di zinco, drasticamente eliminato, senza margine di tempo, dalle polveri». Il limite è legato all’assenza di linee guida precise, perché le sperimentazioni vengono fatte solo in vitro o sui ratti, per motivi etici (non trattandosi di farmaci, ma di sostanze di cui è eventualmente possibile fare a meno) mai sull’uomo. Inoltre, per quanto un test sia accurato, non tiene conto di ciò che accade sulla lunga distanza in seguito all’esposizione a una sostanza. Chi dice cosa accadrà tra venti anni? «Pensiamo che, soltanto tra gli interferenti endocrini, esistono 197 sostanze non indagate, ma che vengono utilizzate nei cosmetici. Di fronte a queste ambiguità, è meglio fare appello al principio di precauzione». Il consiglio è quello di controllare che tra i primi componenti dell’etichetta non figurino sostanze come siliconi e petrolati, poiché alcune di queste sostanze sono state catalogate come cancerogene di tipo 2 e perciò non possono essere presenti nei cosmetici in una percentuale maggiore del tre per cento.

ALTRE SOSTANZE A CUI PRESTARE ATTENZIONE – Occorre poi fare attenzione all’uso di emulsionanti, riconoscibili attraverso i suffissi «Peg», «Eth» e «Oxynol». Queste sostanze sono utilizzate per ottenere un effetto viscoso o emolliente, ma spesso finiscono per nascondere il reale stato di salute della pelle. Agli allergizzanti, ovvero conservanti che vengono aggiunti ai solari, e in generale ai cosmetici, per impedirne l’inquinamento microbico. »Ma mentre agiscono contro un ampio spettro di microrganismi, possono creare irritazioni, eczemi, prurito e dermatiti da contatto», aggiunge l’esperta. Agli interferenti endocrini, che «sono in grado di legarsi come agonisti o antagonisti ai recettori divari ormoni, alterando per esempio il momento della pubertà e la riproduzione», per dirla con Annamaria Colao, ordinario di endocrinologia all’Università Federico II di Napoli. Il regolamento europeo datato 2009 proibisce l’uso di estrogeni, ma non norma gli interferenti endocrini. Il principio di precauzione impone prudenza nell’impiego di prodotti o tecnologie nuove, se non esistono ancora prove scientifiche che questi non siano assolutamente sicuri per la salute. Proprio appellandosi a questo principio, alcune aziende cosmetiche per la prima volta hanno scelto di non utilizzare gli interferenti endocrini. Occorre infine tenere sotto controllo la presenza di Cocamide e Lauramide DEA, composti impiegati per controllare la viscosità o come stabilizzanti della schiuma. Se nel prodotto, però, sono presenti anche sostanze nitrosanti, si possono generare nitrosammine, dal potere cancerogeno.

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Molti i pericoli per la pelle e per l’inquinamento marino contenuti nei cosmetici, Image by iStock

UNA APP PER SCEGLIERE IL COSMETICO SANO E SOSTENIBILE – Altri messaggi ingannevoli possono giungere dall’abuso di aggettivi: sano, naturale, sostenibile. «Fatta eccezione per gli oli vegetali puri, il cosmetico naturale al cento per cento non esiste. Anche l’uranio, il petrolio e il mercurio, appartenendo al mondo minerale e sono a tutti gli effetti prodotti naturali, ma ciò non significa che siano buoni». Aggiunge Francesco Tamburella, responsabile di «Consumer Lab», centro studi che promuove la cultura della sostenibilità. «Un prodotto cosmetico è sostenibile quando crea valore reale per il consumatore, non procura danni alla salute e all’ambiente, espone con chiarezza le sue caratteristiche e gli effetti desiderati e non distorce la concorrenza con azioni commerciali scorrette o con pubblicità ingannevole». Per orientarsi nella scelta del cosmetico giusto, un aiuto giunge dalla tecnologia. La app EcoBio Control (gratuita per iOS e Android) cataloga oltre diciassetemila sostanze cosmetiche. Grazie a un semaforo rosso, giallo o verde, è possibile scoprire se una componente è rischiosa. Uno strumento da utilizzare al momento dell’acquisto del cosmetico per una sana scelta consapevole.

Twitter @fabioditodaro

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