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Le città post Coronavirus? Resilienti e sostenibili. Ecco come

Si chiama Kassandra ed è un innovativo sistema di pianificazione urbana ideato da due architetti siciliani che potrebbe trasformare profondamente le nostre città

Rosa Oliveri
30 Aprile 2020

Lo stop imposto dalla pandemia Covid-19 ha determinato un miglioramento evidente nell’interazione tra ambienti umani e naturali. Cambiamenti che potrebbero rappresentare un’opportunità per la progettazione di città resilienti che mirano allo sviluppo sostenibile.

Kassandra, un innovativo sistema di pianificazione urbana

A partire da queste considerazioni, i due architetti siciliani Mark Cannata e Antonio Stornello lanciano l’idea di utilizzare il loro sistema Kassandra – un innovativo strumento di pianificazione urbana e gestione delle risorse –  come sistema strategico di supporto decisionale per le amministrazioni o i developer che vorranno eseguire una riconversione cittadina resiliente ai cambiamenti climatici.

L’IDSS (Integrated Decision Support System) Kassandra è un sistema di analisi e supporto alla progettazione multidimensionale parametrica, in grado di vedere, pre-vedere e gestire tutti i dati che hanno un impatto sullo sviluppo delle città soprattutto nell’ambito dei cambiamenti climatici.

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Foto: Kassandra

Sistemi urbani di nuova generazione dove i cittadini diventano protagonisti

I veri protagonisti di questo processo sarebbero i cittadini stessi, che in tempo reale avrebbero la percezione del rapporto tra le loro azioni e l’impatto sul miglioramento della loro qualità della vita, generando in modo sistematico un nuovo approccio alla progettazione urbana sostenibile, ma anche per creare una nuova estetica architettonica e urbanistica.

«Si tratta di una forte innovazione tecnologica e metodologica – spiegano i due professionisti – grazie alla quale potremo disporre di dati a partire dallo specifico livello del singolo edificio fino al più generale livello urbano, trattando tutti gli indicatori sia in modo univoco sia integrato, calcolando per ogni ipotesi di intervento il rapporto tra costi e benefici».

Covid, flusso di informazioni e decisioni virtuose in favore dell’ambiente

La pandemia, come sottolineano anche i professionisti, ha disvelato tre certezze: la necessità di ottenere rapidamente il più alto numero di informazioni possibili da poter analizzare, interpretare e trasmettere a chi ha il compito di prendere decisioni sulle azioni da intraprendere; l’importanza di indicare alle persone un termine, una prospettiva verso cui indirizzare i propri sforzi; la consapevolezza dell’effetto sciame, ovvero di come l’azione positiva di un individuo serve da spinta sociale verso gli altri. Tutti insegnamenti che possono tornare utili nell’ambito della lotta ai cambiamenti climatici.

La ripresa post Covid, opportunità per una nuova coscienza comune sull’ambiente

«Sappiamo – concludono gli architetti – che ci sarà un aumento dell’inquinamento quando le economie in stallo riprenderanno la loro attività e questo annullerà tutti i benefici ottenuti nel frattempo sull’ambiente. Il Covid-19 è, però, una spia delle potenziali minacce per l’umanità, tra cui proprio il cambiamento climatico. Ecco perché usare la ripresa come un’opportunità per ricominciare con un approccio diverso, più sofisticato, che ponga al centro la sostenibilità ambientale, sociale ed economica, mantenendo la tecnologia al centro di una nuova rivoluzione. La tecnologia moderna si basa proprio sulla produzione di informazioni e dati: la vera sfida sarà sempre più quella di interpretarli e usarli per gestire i cambiamenti. Approfittiamo collettivamente del fatto che la situazione attuale abbia inaspettatamente stimolato una coscienza comune su determinati argomenti perché l’irreversibilità del cambiamento climatico non potrà essere curata con nessun vaccino».

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Foto ©123RF.com

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