Wise Society : Le città italiane ancora lontane dall’essere “green city”
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Le città italiane ancora lontane dall’essere “green city”

Abusivismo edilizio, consumo di suolo, scarsa attenzione e promozione del verde pubblico, poca raccolta differenziata: si salva solo Milano

Fabio Di Todaro
7 novembre 2018
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L’abusivismo edilizio e il consumo di suolo oltre alla mobilità e alla scarsa attenzione e promozione del verde pubblico sono alcuni dei problemi che affliggono le città italiane, Image by iStock

Si fa un gran parlare di sostenibilità, ma la realtà dei fatti è che la maggior parte delle città italiane è in (cronico) ritardo sulla strada «green». A Milano, stando agli ultimi dati diffusi da Legambiente, il trasporto vede sempre più protagonisti i mezzi pubblici e lo «sharing». E ben venga, per la città che da anni rappresenta il modello da seguire nell’intero Paese. Ma lungo il resto della Penisola, nonostante alcune punte di eccellenza, come negli interventi di efficienza energetica e nella manutenzione degli edifici, esistono ancora molte zone d’ombra. Le cronache degli ultimi giorni, d’altra parte, non mentono: abusivismo edilizio, consumo di suolo, scarsa attenzione e promozione del verde pubblico non possono essere presenti in maniera così copiosa, in un Paese che si dichiara da tempo pronto a svoltare nella direzione inaugurata dagli Stati del Nord Europa. Quanto accaduto in Veneto, ma soprattutto Sicilia, serve a confermare come non si tratti di una questione di eccessivo puntiglio, ma di una forma di tutela nei confronti di tutti i cittadini.

OCCORRE PARTIRE DALLE CITTÀ – Il focus sulle città per individuare la strada che dovrebbero intraprendere al fine di diventare laboratori di economia sostenibile è stato discusso nel corso degli Stati Generali della Green Economy 2018. «L’azione principale che dobbiamo intraprendere per la dimensione delle green city che a oggi rappresentano una realtà tutta da costruire, è fare propria la frase di Antonie Antoine De Saint-Exupéry: l’importante non è prevedere il futuro, ma renderlo possibile – ha affermato Fabrizio Tucci, coordinatore del gruppo di lavoro nazionale del Green City Network -. Occorre cominciare dalle città, in cui vivono quattro dei sette miliardi di persone che oggi abitano il Pianeta. È qui che si produce l’85 per cento del Pil e si erode il 75 per cento delle risorse. Credo che i numeri rendano chiara l’urgenza degli interventi».

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Secondo Legambiente a Milano il trasporto vede sempre più protagonisti i mezzi pubblici e lo «sharing». Ma non in tutte le città italiane è così, Image by iStock

ABUSIVISMO E CONSUMO DI SUOLO – In diverse città italiane – soprattutto nel Meridione – è ancora rilevante la piaga dell’abusivismo edilizio. Quella che si credeva una consuetudine degli anni ’70 e ’80 è in realtà ancora abbastanza consolidata se, oltre a resistere molti degli edifici eretti quarant’anni fa, si continua a costruire senza tenere conto delle caratteristiche del suolo. Non si spiegherebbe altrimenti l’aumento dei tassi di abusivismo registrato nei dieci anni compresi tra il 2015 e il 2017: dall’11,9 al 19,4 per cento delle nuove costruzioni. Un dato condizionato soprattutto dalle «prestazioni» del Sud e delle Isole: dove mediamente ogni due abitazioni legali se ne costruisce una abusiva. A ciò occorre aggiungere il consumo di suolo, che in Italia continua a crescere. I primi 55 comuni meno virtuosi si trovano in Lombardia e Campania (prevalentemente nelle province di Napoli e Milano), con percentuali di suolo consumato maggiori del 55 per cento rispetto alla superficie comunale. I valori più alti di superficie consumata si riscontrano a Roma (31.697 ettari) e in molti comuni capoluogo di provincia: Milano (10.439 ettari, 19 in più nel 2017), Torino (8.546, solo 0,2 in più), Napoli (7.423 con lo 6,6% in più), Venezia (7.216 con il 37,4% in più).

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Raccolta differenziata dei rifiuti: una realtà consolidata soltanto nelle città italiane del Nord, Image by iStock

VERDE PUBBLICO, TRASPORTI E RACCOLTA DIFFERENZIATA – Pur con alcune importanti eccezioni, il verde pubblico nelle città presenta generalmente valori bassi: intorno al cinque per cento in 96 dei 119 Comuni capoluogo di provincia. Uno scenario che s’è aggravato – invece che migliorare – con il passare degli anni. Tra il 2011 e il 2016, infatti, si è ridotta la quota di aree a verde pubblico. Altro tema delicato è quello della mobilità. Il ricorso ai mezzi pubblici, se non a quelli più ecologici (a piedi o in bicicletta), è ancora marginale per larga parte della popolazione. Basti pensare che, a livello europeo, Roma è la città con la maggiore percentuale di spostamenti effettuati in macchina: seguita da Londra, Berlino, Madrid e Parigi. In una simile analisi, non può rimanere ai margini il dato relativo alla raccolta differenziata dei rifiuti: una realtà consolidata soltanto in alcune (un numero cospicuo) realtà del Nord Italia. I maggiori livelli sono infatti riscontrabili a Treviso, Belluno e Pordenone. Al Sud, in molti casi, è ancora una chimera il solo considerare di non dover gettare una lattina e un foglio di giornale nello stesso contenitore.

Twitter @fabioditodaro

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