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OGM e agricoltura: le Nuove Tecnologie Genomiche dividono l’Europa

Andrea Ballocchi
16 Giugno 2021

Si torna a parlare di OGM in agricoltura. Campo di discussione è il recente studio sullo statuto delle Nuove tecnologie genomiche che ha pubblicato la Commissione Europea. Esso afferma che tali tecniche hanno il potenziale per contribuire ad un sistema alimentare più sostenibile come parte degli obiettivi del Green Deal europeo e della strategia Farm to Fork. Allo stesso tempo, lo studio rileva che l’attuale legislazione sugli OGM, adottata nel 2001, non è adatta allo scopo per queste tecnologie innovative. La Commissione inizierà ora un processo di consultazione ampio e aperto per discutere la progettazione di un nuovo quadro giuridico per queste biotecnologie.
Stella Kyriakides, Commissario UE per la salute e la sicurezza alimentare, ha affermato che lo studio “conclude che le nuove tecniche genomiche possono promuovere la sostenibilità della produzione agricola, in linea con gli obiettivi della nostra strategia Farm to Fork”.

ogm in agricoltura

Foto di wurliburli da Pixabay

Diverse associazioni si sono schierate a favore, in particolare sull’opportunità di distinguerle dagli OGM, mentre altre si sono dimostrate contrarie. Anche in Italia il dibattito è aperto. Giusto un esempio: mentre Coldiretti, attraverso il proprio presidente Ettore Prandini, ha fatto sapere che “dopo il fallimento degli Ogm in agricoltura è importante avviare una riflessione sulla genetica green capace di sostenere la produzione nazionale”, dall’altra parte Slow Food si è detta molto preoccupata dalle conclusioni dello studio “che di fatto apre le porte alla deregolamentazione di nuovi Ogm, ignorando il principio di precauzione”.

Di mezzo c’è l’agricoltura europea (e non solo) che ha subito gli effetti della pandemia, e la visione dell’UE di uscire dalla crisi innescata dal Covid-19 ripartendo dalla necessità di ripristinare l’equilibrio tra l’attività umana e la natura. E che intende, con la strategia “dal produttore al consumatore” (Farm to fork, ovvero dalla fattoria alla forchetta), ridurre l’uso di pesticidi chimici, fertilizzanti e l’eccesso di nutrienti, nonché le vendite di sostanze antimicrobiche.

OGM in agricoltura e Nuove Tecnologie Genomiche: cosa sono

Con nuove tecniche genomiche, spiega lo studio UE, si definiscono le tecniche in grado di modificare il materiale genetico di un organismo e che sono emerse o sono state sviluppate a partire dal 2001, quando è stata adottata l’attuale legislazione sugli OGM in agricoltura. Esse sono note anche come (New Genomic Techniques – NGT, New Breeding Techniques, o Tecniche di Evoluzione Assistita – TEA)

Gli organismi ottenuti attraverso le NGT sono soggetti alla legislazione sugli Organismi Geneticamente Modificati. “Tuttavia gli sviluppi nel settore delle biotecnologie, unitamente alla mancanza di definizioni (o di chiarezza sul significato) dei termini principali, continuano a generare ambiguità nell’interpretazione di alcuni concetti, creando potenzialmente incertezza normativa”, si evidenzia nello studio.

Si sa che gli OGM sono uno degli argomenti più controversi: secondo un sondaggio Ipsos commissionato dal gruppo parlamentare dei Verdi/EFA, l’86% delle persone vuole l’etichettatura obbligatoria sui prodotti alimentari contenenti colture geneticamente modificate.

Ma a proposito delle nuove tecniche genomiche negli ultimi due decenni si è assistito a un loro rapido sviluppo e dei loro prodotti in molte parti del mondo e alcune applicazioni sono già presenti sul mercato, mentre nei prossimi anni ne sono previste molte altre in diversi settori. Lo studio europeo conferma il notevole interesse che esiste nell’UE per quanto riguarda la ricerca sulle nuove tecniche genomiche, il cui sviluppo ha tuttavia luogo principalmente al di fuori dell’UE. In materia di ricerca, lo studio UE specifica come i finanziamenti dell’Unione Europea per i progetti relativi alle NGT nell’ambito del 7° Programma Quadro (2007-2014) e di Horizon 2020 (2014-202053) sono stati pari a 3,2 miliardi di euro, distribuiti tra 1.021 progetti. La ricerca orientata alla salute e alla medicina ha rappresentato la maggior parte dei finanziamenti (2,5 miliardi di euro; 802 progetti). Il resto è stato destinato alla ricerca sulla bioeconomia (685,5 milioni di euro; 219 progetti), che comprende applicazioni agroalimentari.

Nuove tecniche genomiche

Foto di Photo Mix da Pixabay

Le ragioni del sì alle Nuove Tecnologie Genomiche: interviene Confagricoltura

Lo stesso documento di analisi sottolinea che l’impiego delle NGT solleva preoccupazioni etiche, ma lo stesso può dirsi anche per la perdita di opportunità derivante dal loro mancato utilizzo.

Un esempio di quanto siano invocate arriva dall’Emilia Romagna, dove in 15 anni la superficie coltivata a pero in regione è scesa da 23mila a 17mila ettari. Lo denuncia Confagricoltura, segnalando anche nell’area emiliano romagnola si concentra il 70% della produzione italiana e il 90% circa delle pere Abate Fetel, eccellenza made in Italy. Gli effetti del climate change, le malattie e la presenza di patogeni minano il futuro delle piante. Da qui la richiesta di investire in ricerca e dare il via libera all’uso delle New Breeding Techniques “per ottenere impianti resilienti, capaci di contrastare gli stress climatici, e più resistenti alle malattie”, come ha spiegato Marco Piccinini, presidente della sezione frutticola regionale di Confragricoltura.

Lo stesso presidente nazionale, Massimiliano Giansanti, in merito allo studio si è detto favorevole: esso «riconosce che le nuove tecniche possono dare un valido contributo alla lotta contro i cambiamenti climatici, dando la possibilità alle imprese agricole di salvaguardare il potenziale produttivo con una minore pressione sulle risorse naturali”. Lo studio della Commissione evidenzia anche che la vigente legislazione sugli organismi geneticamente modificati, varata nel 2001, non è adeguata per regolamentare le innovazioni tecnologiche in questione che consentono anche di aumentare la produttività delle colture, grazie a interventi mirati sul genoma. Per questo segnala: “Chiediamo ora alle Istituzioni dell’Unione e ai governi nazionali di accelerare il passo, con il supporto del mondo scientifico, per giungere a una chiara ed efficace regolamentazione per l’uso delle più avanzate biotecnologie in ambito europeo”.

Agricoltura: macchinario in un campo

Foto di Chris Ensminger / Unsplash

La stessa Coldiretti si è detta favorevole alle NGT (dette anche TEA – Tecnologie di Evoluzione Assistita), perché “dopo il fallimento degli Ogm in agricoltura è importante avviare una riflessione sulla genetica green”.

La ricerca agraria oggi ha a disposizione “nuove tecnologie di miglioramento genetico che permettono di riprodurre in maniera precisa e mirata i risultati dei meccanismi alla base dell’evoluzione biologica naturale”. Tali tecniche non implicano l’inserimento di Dna estraneo alla pianta. Per cogliere “compiutamente queste nuove opportunità valorizzando i primati green dell’agricoltura italiana in termini di tipicità, sostenibilità e biodiversità” occorre arrivare a una regolamentazione dei prodotti agricoli ottenuti da tali metodologie “che oggi non trovano una adeguata collocazione a livello normativo comunitario”.

OGM e Agricoltura: i contrari alle NGT da Slow Food al mondo bio

Sulle NGT e sullo studio si è detta preoccupata Slow Food. Secondo Marta Messa, direttore di Slow Food Europa, “Con il Green Deal e la strategia Farm to Fork, la Commissione Europea si è impegnata ad accelerare la transizione verso un sistema alimentare davvero sostenibile. Proponendo adesso di rivedere le regole in materia di OGM la Commissione decide di non investire in sistemi agroecologici che portano benefici agli agricoltori, alle comunità locali e all’ambiente”.

La stessa associazione è del parere che i nuovi OGM in agricoltura “potrebbero essere potenzialmente dannosi per l’ambiente e la sovranità alimentare dei piccoli agricoltori. Senza una regolamentazione rigorosa potrebbero verificarsi gravi danni agli ecosistemi e alla biodiversità, poiché non si potrebbero prendere misure contro la diffusione incontrollata di nuovi organismi Gm nell’ambiente. L’agricoltura e la produzione alimentare che si basano su fonti prive di Ogm non potrebbero più essere protette”.

Il mondo del bio e diverse associazioni ambientaliste è compatto sul no alle nuove tecniche genomiche. La loro è una bocciatura del parere della Commissione UE “favorevole a una diversa normativa del settore”. Le organizzazioni dei produttori biologici, dell’agricoltura contadina e della società civile hanno espresso “profonda preoccupazione” sulla posizione della Commissione europea che si è espressa “a favore di una regolamentazione ad hoc per le nuove tecniche di manipolazione genetica per sottrarle alla normativa sugli OGM in essere, aggirando così la sentenza della Corte di Giustizia europea”. Dando un sostanziale via libera agli OGM di nuova generazione, “la Commissione annuncia la resa di fronte alle pressioni delle industrie dell’agribusiness mettendo in discussione lo stesso principio di precauzione europeo”.

Si tratta di una grave minaccia per le piccole e medie produzioni locali e, in generale, per tutto il comparto delle produzioni biologiche e di qualità che caratterizzano il Made in Italy. Lo specificano in una nota congiunta: Acu; Aiab; Altragricoltura Bio; Apab; Ari, Civiltà Contadina, Coord. Zero OGM; Crocevia; Deafal; Egalité; European Consumers; Fairwatch; Federbio; Firab; Greenpeace; Isde; Legambiente; Lipu; Navdanya; Pro Natura; Slow Food; Terra!; Unaapi; Wwf.

Andrea Ballocchi

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