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Melbourne, la città coi giardini sui tetti

L'amministrazione della metropoli australiana ha deciso di aumentare la vegetazione della città. Chiedendo ai cittadini di creare giardini sospesi sui tetti

Rossana Caviglioli
7 giugno 2016

Il verde e lo skyline di Melbourne, FlickrMelbourne viene spesso chiamata la “città giardino”, soprannome di cui va molto fiera. Il suo punto forte sono infatti le grandi aree verdi: parchi e giardini pubblici occupano in totale ben 5 km quadrati di territorio e ospitano molte specie rare di piante e di animali. Royal Park, il più esteso, è una vera e propria oasi ecologica nel centro della città, che comprende ampi tratti di boscaglia e laghetti. Ma la metropoli, capitale dello stato di Victoria, è anche un centro vivace e in velocissima espansione: si stima che i suoi quattro milioni di abitanti potrebbero raddoppiare entro il 2050, trasformandola nella città più popolosa di tutta l’Australia e mettendo a dura prova le sue risorse naturali.

Una prospettiva che non ha spaventato The Economist, che ha proclamato la città per quattro anni di fila “Il posto migliore in cui vivere”, titolo che ha strappato anche nel 2015. Melbourne risulta ai primi posti anche nelle classifiche del programma Onu per l’ambiente Unep, che valuta l’eco-efficienza delle città di tutto il mondo. Il merito è delle molte iniziative che puntano a ridurre l’impronta ecologica della popolazione: nel 2003 il consiglio comunale ha deciso che entro il 2020 la città avrebbe raggiunto l’obiettivo delle emissioni zero e, oltre a mettere a punto un ambizioso piano di mobilità sostenibile basato su un uso massiccio delle bici e della metropolitana, ha dato vita a una vera e propria “ristrutturazione verde” della città.

Basato in gran parte su incentivi ai privati, e modificato lungo il percorso per adeguarsi alla crescita della popolazione, il piano parte dal presupposto che per inquinare di meno è fondamentale diventare più efficienti. Il patrimonio immobiliare ha quindi subito un imponente processo di adeguamento agli standard di sostenibilità: per tutti i nuovi edifici di più di 5mila metri quadri sono state stabilite regole di bio-edilizia molto rigide mentre molte strutture più vecchie sono state riqualificate grazie al programma 1200 Buildings, che ha coinvolto finora più di 500 palazzi. Uno staff di esperti aiuta inoltre le aziende che ne fanno richiesta a migliorare l’illuminazione naturale degli edifici e Melbourne-iStocka trovare i prodotti e le tecniche di lavoro più rispettose dell’ambiente, per ridurre i rifiuti e il consumo di energia.

L’amministrazione ha dato l’esempio: la maggior parte degli edifici pubblici sono illuminati a led e ricavano l’energia necessaria al loro funzionamento dai pannelli solari installati sui tetti. La Council House 2, una delle sedi del municipio, costruita nel 2006, è stata il primo edificio in tutta l’Australia a guadagnarsi sei Green Star, il più alto riconoscimento per gli edifici eco sostenibili: un sistema di paratie in legno consente il massimo dell’isolamento pur lasciando filtrare la luce e garantendo un ricambio completo dell’aria ogni mezz’ora. Anche la futuristica Library at The Dock, la nuova biblioteca inaugurata nel 2014, è un prodigio di architettura, costruita interamente con legname di recupero.

La parte più innovativa del piano riguarda però di nuovo le aree verdi, che l’amministrazione tenta in ogni modo di estendere per diminuire l’inquinamento atmosferico e acustico ma anche per tutelare la salute della popolazione. Secondo uno studio svolto proprio a Melbourne, tra la popolazione che vive in prossimità di un parco non calano solo i casi di depressione ma diminuisce addirittura il tasso di mortalità, soprattutto tra gli anziani. Così, per aumentare il più possibile la copertura anche in pieno centro è stato varato il programma Green Roof, “tetti verdi”: l’amministrazione ha rilasciato in Creative Commons la guida “Growing Green”, con tutte le istruzioni per costruire un giardino verticale in sicurezza, incoraggiando i cittadini a disseminare di piante i tetti, le pareti e gli interstizi tra una casa e l’altra. Chi volesse prendere parte al progetto può consultare delle mappe interattive che spiegano, vicolo per vicolo, quali sono

Nel rendering dell'artista Anton Malishev lo skyline dio Melbourne tra tetti verdi e giardini verticali Photo: Anton Malishev, (http://38westburystreet.com.au)

le zone più esposte al sole. L’obiettivo è portare la copertura dall’iniziale 22% al 40% entro il 2040, garantendo un’adeguata presenza delle piante tipiche del luogo.

A sensibilizzare i cittadini sulla biodiversità, particolarmente delicata in questo angolo di pianeta rimasto isolato per millenni, ci pensa il Melbourne Bio Blitz, un programma che coinvolge la popolazione nelle campagne di ricerca di biologi e botanici. Ogni anno centinaia di cittadini schedano le specie presenti in città, partendo da balconi e giardini pensili, ormai pieni di arbusti e fiori locali. Nel 2015 le specie animali individuate sono state più di 500, comprese alcune falene rare che non erano state avvistate da decenni e sono tornate a svolazzare, in uno dei parchi più frequentati del centro.

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