Wise Society : Case in bioedilizia, amiche dell’ambiente: definizione e vantaggi
ARTICOLI Vedi tutti >>

Case in bioedilizia, amiche dell’ambiente: definizione e vantaggi

Andrea Ballocchi
1 Dicembre 2021

Parlare di case in bioedilizia come di un esempio pratico dell’applicazione delle tecniche e dei materiali edili che si usano in bioarchitettura non basta. Perché bioedilizia è un concetto molto più profondo, che ha una storia radicata almeno 60 anni fa e perché oggi l’interesse economico e commerciale conferma l’attenzione e una sensibilità aumentata degli utenti finali. A questo concorrono le crescenti preoccupazioni riguardo ai cambiamenti climatici, alle emissioni di gas serra e al crescente inquinamento ambientale. Tali preoccupazioni hanno costretto i governi di tutto il mondo a formulare politiche e regolamenti che richiedono l’uso di soluzioni ecologiche. Così oggi il mercato globale della bioedilizia è previsto in una decisa crescita, tanto da triplicare il suo valore, passando da 247,26 miliardi di dollari nel 2019 a 671,37 miliardi di dollari nel 2027.

casa in bioedilizia

Foto Shutterstock

Cos’è la bioedilizia

Cosa si intende per bioedilizia e qual è il significato della parola? Il termine nasce in Germania negli anni Settanta del secolo scorso. “Baubiologie” è il riferimento per definire l’approccio culturale al progetto di architettura sostenibile per realizzare edifici in grado di limitare impatti nell’ambiente, basati sui principi ecologici e il concetto di sviluppo sostenibile.
“Padre” fondatore di questo modo di intendere è Anton Schneider, biologo edile tedesco e pioniere del movimento della biologia delle costruzioni, fondatore e a capo fino al 2010 dell’IBN – istituto per la biologia degli edifici + sostenibilità. Fu lui, nel 1967 a diventare professore all’Università di Scienze Applicate di Rosenheim, dove fino al 1982 ha insegnato le materie di biologia del legno, fisica del legno, prove sui materiali, ricerche di mercato e – per la prima volta al mondo – biologia delle costruzioni.

L’edilizia green contemporanea

Il movimento contemporaneo dell’edilizia green è nato dal bisogno e dal desiderio di pratiche edilizie più efficienti dal punto di vista energetico ed ecologiche. Ha respiro internazionale: anche negli USA, complice l’aumento del prezzo del petrolio negli anni Settanta, si è stimolata una ricerca e un’attività significativa per migliorare l’efficienza energetica e trovare fonti di energia rinnovabili. Questo, combinato con il movimento ambientalista degli anni ’60 e ’70, ha portato ai primi esperimenti di bioedilizia contemporanea, ricorda l’Agenzia USA dell’ambiente.
Da questi percorsi e modi di intendere architettura ed edilizia si sono sviluppati i concetti di architettura sostenibile, green building, bioarchitettura o architettura bioecologica.

Bioedilizia: un render

Foto di Peggy und Marco Lachmann-Anke da Pixabay

Case in bioedilizia in Italia

A proposito di architettura bioecologica, in Italia c’è chi la propugna. È l’ANAB, Associazione nazionale architettura bioecologica che dal 1989 propugna, promuove e diffonde il ben costruire e abitare, “il vivere sano e sostenibile della cultura mediterranea”. Partner di IBN, sostiene e condivide i principi dell’Architettura Naturale e della Bioedilizia, per un futuro attento alla salute dell’umanità e rispettoso dell’ambiente. Lo fa portando avanti un’opera di informazione e formazione, nonché di certificazione.
Un altro riferimento per realizzare case in bioedilizia è l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, ente morale senza fini di lucro, che da 30 anni si occupa di sensibilizzare, fare informazione e svolgere formazione per gli operatori sui temi dell’abitare sano, della riqualificazione del territorio e della riconversione ecologica del settore delle costruzioni. L’idea fondante è la bioarchitettura, ovvero l’insieme delle discipline che attuano e presuppongono un atteggiamento ecologicamente corretto nei confronti dell’ecosistema ambientale.

L’Italia, tra l’altro, si conferma particolarmente recettiva quanto alla realizzazione di case in bioedilizia. Lo conferma il “5° Rapporto Edilizia in Legno” del Centro Studi di FederlegnoArredo. Esso rileva che più del 60% del legno consumato è attualmente destinato alle costruzioni, evidenziando una crescente sensibilità dei committenti verso la bioedilizia. Il nostro Paese è tra i primi quattro produttori in Europa di case in legno.

Bioedilizia e architettura

Foto Shutterstock

Case in bioedilizia: costi e materiali

Spesso quando si parla di case in bioedilizia si pensa al loro costo, come se realizzare con determinati principi facesse subito pensare a scelte elitarie. Non è così, o non lo è in buona parte. Innanzitutto parlare di case in bioedilizia e prezzi e raffrontarli con edifici tradizionali è assai complesso. Non c’è uno standard fissato, e anche per quanto riguarda le certificazioni, realizzare costruzioni in bioedilizia significa non poter fare affidamento a una normativa cogente in grado di fissare parametri specifici.

A livello internazionale ci sono i protocolli LEED e BREEAM che fanno attenzione, tra l’altro, alla scelta dei materiali utilizzati; in Europa sono stati messi a punto Ecolabel, certificazione ambientale sempre su base volontaria, e Natureplus, realizzata dall’International Association for Sustainable Building and Living. Tra le certificazioni italiane va segnalata quella ANAB/ICEA (certificazione di prodotto bioecologico). Per quanto riguarda il contesto italiano, un riferimento di legge lo offrono i Criteri Ambientali Minimi (CAM). Sono i requisiti ambientali definiti per le varie fasi del processo di acquisto, finalizzati a individuare la soluzione progettuale, il prodotto o il servizio migliore sotto il profilo ambientale lungo il ciclo di vita, tenuto conto della disponibilità di mercato.

Un altro fattore che va considerato quando di “costruisce bio” sono i materiali della bioedilizia, ovvero materiali edili naturali. I migliori, o più precisamente, quelli più affini all’idea di ecologia e sostenibilità, sono quelli che provengono dalle filiere agroforestali, rinnovabili, riciclabili e con un ridotto LCA (Life Cycle Assessment). La disponibilità e la varietà che oggi offre il mercato è davvero ampia e così pure i prezzi. Si va dal legno alla canapa, dal sughero alla lolla di riso fino alla terra cruda.

Tornando ai costi di una casa in bioedilizia, occorre pensare anche alle valutazioni soggettive spesso fatte su questo argomento. Secondo un sondaggio svolto dal World Business Council for Sustainable Development ha messo in luce come gli intervistati credano, in media, che le caratteristiche verdi aggiungano il 17% al costo di un edificio, mentre uno studio su 146 edifici “green” ha riscontrato un costo marginale medio effettivo inferiore al 2%.

I vantaggi delle case in bioedilizia

Costruire in bioedilizia ha benefici e vantaggi che non sono solo economici, quanto soprattutto all’idea di comfort e di benessere che dovrebbe regolare le scelte di acquisto. E alle scelte anche in termini di salute: l’Organizzazione mondiale della sanità rileva che ogni anno si verificano 3,8 milioni di morti premature causate dall’inquinamento indoor.

Una casa salubre è anche una casa costruita con criteri di qualità che coincidono spesso con un’attenzione elevata all’efficienza energetica. Così si parla di edifici in grado di arrivare a consumi energetici irrisori o addirittura si arriva al concetto di casa passiva (Passivhaus secondo il termine originale tedesco). Si definisce così edificio in grado di coprire la maggior parte del suo fabbisogno di energia per riscaldamento e raffrescamento ambientale interno ricorrendo a dispositivi passivi (serre solari, muri di accumulo ecc.).

Un esempio è Casa UD, a Chamois, in Valle d’Aosta, realizzata dallo Studio Tiziana Monterisi Architetto. Nata sui resti di un vecchio rustico realizzato in pietra a secco nel 1834 ha visto l’impiego di legno, terra cruda e paglia di riso quali elementi caratterizzanti di questa casa totalmente passiva che non richiede né riscaldamento né condizionamento e con un fabbisogno energetico della casa minore di 15 kWh/mq/anno.

Andrea Ballocchi

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 33 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 57 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 7726 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 711
CORRELATI IN WISE
 
DALLA COMMUNITY