Wise Society : “Ascoltare” con le mani: i benefici dell’osteopatia su mente e corpo
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“Ascoltare” con le mani: i benefici dell’osteopatia su mente e corpo

Andrea Ballocchi
3 Maggio 2021

L’osteopatia è un sistema di prevenzione sanitaria, affermato e riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e denominata dalla stessa OMS anche “medicina osteopatica”. In Italia si contano circa 12mila osteopati, figura professionale ancora oggi in fase di regolamentazione che, tuttavia, è già stata riconosciuta a pieno titolo come professione sanitaria in: Australia; Gran Bretagna; Francia; Finlandia; Islanda; Nuova Zelanda; Portogallo; Sudafrica; Svizzera. Essa si basa sul contatto manuale nella fase di diagnosi e trattamento. Può essere di aiuto in tutte le età, a partire dai neonati fino all’anziano, promuovendo e contribuendo alla longevità e alla migliore qualità della vita.

Osteopatia con Stefano Pasotti

Foto Stefano Pasotti

Cos’è l’osteopatia? 

L’osteopatia, come specificato dall’OMS in uno specifico draft, si basa sul contatto manuale nella fase di diagnosi e trattamento.

“Essa rispetta la relazione tra corpo, mente e spirito in condizioni di salute e malattia: l’accento viene posto sull’integrità strutturale e funzionale dell’organismo e la tendenza intrinseca di quest’ultimo verso l’autoguarigione”.

È stata sviluppata verso la metà dell’Ottocento da Andrew Taylor Still, medico
e chirurgo statunitense, che ha fondato la prima scuola di osteopatia indipendente nel 1892. Oggi in Italia si contano 4mila iscritti al ROI – Registro degli Osteopati d’Italia.

Osteopatia: cosa cura? I tratti peculiari della terapia

«L’osteopata è un terapista manuale che concorre al miglioramento della qualità della vita attraverso la conoscenza e la manipolazione di tutte le strutture del corpo umano: il tratto distintivo dell’osteopatia, quindi, è prima di tutto il suo approccio manuale. L’interlocutore è il corpo nella sua interezza muscolo-scheletrica, mentre per quanto riguarda l’efficacia terapeutica i piani di intervento sono differenti», spiega Stefano Pasotti, osteopata iscritto al ROI e attivo a Milano e a Pavia.

Un esempio: se si considera una sofferenza all’articolazione del ginocchio riferita dal paziente, sotto forma di dolore e/o di riduzione di funzionalità del movimento, l’intervento manuale osteopatico serve a ripristinare la mobilità e restituire qualità al movimento articolare, con particolare riguardo a tutti i piani di scivolamento. «Per comprendere meglio, ogni articolazione del corpo umano, che va immaginato come una struttura in 3D, si proietta in ogni direzione compresi scivolamenti o micro-movimenti che permettono all’ampio movimento del ginocchio di funzionare e di essere armonizzato con l’insieme», specifica.

Stefano Pasotti

L’osteopata Stefano Pasotti

Le differenze con la fisioterapia

A volte, osteopatia e fisioterapia vengono confuse. Ma sono due discipline specifiche. «Più che differenze sarebbe meglio parlare di aspetti integrativi perché ciò che fa l’osteopata non lo fa nessun altro. Detto questo, ci sono casi che vanno trattati dal fisioterapista, altri dall’osteopata», chiarisce Pasotti.

Quando si parla di mobilità, si intende anche quella dei tessuti – un gruppo muscolare è composto da più muscoli che scorrono su piani differenti – e l’osteopata ha una finezza palpatoria tale da interpretare, manipolare e modificare anche questo tipo di mobilità.

Trattamento osteopatico con Stefano Pasotti

Foto Stefano Pasotti

«Inoltre, una peculiarità dell’osteopatia è la sua visione olistica ovvero la capacità di mettere in relazione un singolo problema in un dato punto con il corpo nel suo insieme e nel dialogo con la postura, che è da intendersi come complessità di relazioni tra il sistema muscolo-scheletrico, il sistema nervoso, il pensiero, la relazione con l’ambiente la dimensione del benessere psico-sociale. Questo passaggio va spiegato bene e l’osteopata esperto deve saperlo fare. Non è una verità assoluta, ma piuttosto una capacità frutto di migliaia di ore di esperienza palpatoria, vera essenza di questa professione. “Ascoltare” con le mani è una vera e propria arte, che come categoria dobbiamo sforzarci di dagli un significato clinico e imparare meglio a confrontarci con altri professionisti altrimenti prestiamo il fianco a critiche, spesso giuste. Esattamente come il medico che interpreta segni e sintomi noi facciamo lo stesso con le nostre mani mentre “ascoltiamo” i tessuti».

Trattamento osteopatico per il neonato

Vi sono diversi casi in cui l’intervento di un osteopata è prezioso nel periodo neonatale. Ci sono diverse problematiche, identificate da un medico pediatra o uno specialista, per il quale un osteopata può contribuire. Esse sono, in sintesi: plagiocefalia (anormalità cranica tipica degli infanti), torcicollo miogeno congenito, stenosi del canale lacrimale, posture non pertinenti all’età, reflussi, sviluppo di coliche, irrequietezza o difficoltà del sonno.

«Il mondo dei neonati è estremamente affascinante e l’efficacia terapeutica dell’osteopatia vede proprio con questi piccoli pazienti i migliori risultati come documentato da diversi studi scientifici fatti in alcuni ospedali italiani sui bambini nati pretermine. In questo campo, in Italia siamo all’avanguardia, peccato perché sono ancora troppe le difficoltà per portare negli ospedali la nostra figura».

Intervento osteopatico su bambini e ragazzi: caratteristiche e benefici

Bambini e ragazzi sono oggetto di particolare stress. Quando può essere utile l’intervento osteopatico? «Tra gli aspetti peculiari della nostra professione rientra la valutazione globale del singolo soggetto, tipico della dimensione osteopatica – specifica Pasotti – Tuttavia, l’intervento dell’osteopata non va mai disgiunto dal dialogo con il medico di base ed eventuali specialisti, che sono e restano i responsabili della diagnosi e della presa in carico del piccolo paziente».

Detto questo, l’osteopatia è utile con i giovani e giovanissimi perché il suo approccio ha la potenzialità di manipolare il sistema nervoso autonomo: favorire l’integrazione di questo sistema specie nell’ età adolescenziale e immediatamente precedente, è di aiuto e sostegno alla difficoltà fisiologica di questa età che coincide con vere e proprie tempeste ormonali e non solo. Durante l’adolescenza ad esempio c’è un ritardo nel rilascio di melatonina e gli ormoni sessuali portano letteralmente questi ragazzi sulle montagne russe. Questo porta a un potenziale squilibrio nel prendere sonno, unito a vari fattori tipici dell’età – che spaziano dalla sfera scolastica a quella sentimentale. La manipolazione osteopatica aiuta perché normalizza questo complesso sistema senza la necessità di un dialogo cognitivo relazionale. «Il ragazzo si stende sul lettino mezz’ora e beneficia di questo trattamento. Questo è il contributo osteopatico, importante, ma va collocato all’interno di un percorso di cura più ampio».

Osteopatia in gravidanza

Foto Stefano Pasotti

Osteopatia e longevità: quando è utile nel soggetto anziano

Il beneficio concreto e indiscutibile di un trattamento osteopatico riguarda anche la ricerca di un equilibrio posturale. «È bene pensare alle conseguenze di una cattiva postura protratta per anni: che danni o squilibri può comportare? La risposta passa dall’usura osteo-articolare che è il campo elettivo di azione dell’osteopata». Pensiamo alle professioni usuranti o anche solo star seduti otto ore in ufficio: tutto questo, unito a piccoli squilibri di peso su una determinata articolazione causa problemi osteo-articolari. Da qui si origina la necessità di avere cura delle articolazioni, troppo spesso sottovalutata, ma causa di molti problemi.

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Detto questo, l’osteopata come può migliorare la qualità della vita dell’anziano? «L’intervento migliora eventuali disequilibri e favorisce il recupero di una data articolazione. Ma poi servono anche altri interventi, magari eseguire determinati esercizi oppure integrare con un determinata attività sportiva o fisica utile. L’osteopata può consigliare in questo il paziente, proprio per la sua capacità di valutare l’articolazione e l’insieme», conclude Pasotti.

Andrea Ballocchi

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