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Metodo Montessori, una risorsa per migliorare la vita nella terza età

La filosofia pedagogica di Maria Montessori viene applicata sempre di più nell’ambito della terza età. Un metodo valido che supporta l'indipendenza delle persone anziane. Tutti gli aspetti nel libro "Il metodo Montessori e gli anziani fragili- Principi e metodi per migliorare il benessere e le autonomie"

Maria Enza Giannetto
6 Gennaio 2021

Indipendenza e autonomia sono due dei principi alla base del metodo Maria Montessori. Due principi su cui si fonda il metodo pedagogico del saper fare da soli che negli ultimi anni sta trovando applicazione sempre maggiore in ambiti anche diversi da quello dell’nfanzia. Il metodo Montessori per anziani fragili è uno strumento per favorire l’autonomia, anche nella terza età. 

metodo montessori e anziani

Foto di eberhard grossgasteiger / Unsplash

Metodo Montessori e anziani fragili: un libro con i metodi per favorire l’autonomia

Si intitola, appunto, Il metodo Montessori e gli anziani fragili- Principi e metodi per migliorare il benessere e le autonomie il libro edito da Erickson e scritto dai tre pedagogisti Federica Taddia, responsabile delle attività socio-educative nelle strutture per anziani Villa Ranuzzi e Villa Serena di Bologna, Annalisa Perino, direttrice di corsi di formazione nel metodo Montessori e Ruggero Poi, formatore Montessori e direttore di corsi di formazione sul metodo. Il testo analizza i vantaggi comprovati dell’applicazione del metodo utilizzato da Maria Montessori con i bambini proprio con gli anziani.

Un metodo per fornire nuovi stimoli agli anziani

“Nel nostro libro – spiega la dottoressa Federica Taddia, esperta in pedagogia della terza età, specializzata in interventi non farmacologici per la demenza –  di fatto, abbiamo messo insieme le nostre competenze e anche il fatto di essere arrivati all’applicazione del Metodo Montessori con gli anziani attraverso esperienze diverse, che abbiamo poi incrociato e interconnesso quando ci siamo conosciuti. Io lavoro come pedagogista nell’ambito della terza età da ormai 24 anni e a un certo punto mi sono ritrovata a ripensare proprio ai rudimenti montessoriani come approccio utile a fornire stimoli e a creare un ambiente adatto agli anziani sia in strutture come le Cra sia nel proprio ambiente domestico”.

Il metodo montessori e gli anziani fragili

Foto Erickson

Oltre a essere formatrice e professoressa a contratto presso l’Università di Bologna, dove conduce laboratori sulle terapie non farmacologiche, la dottoressa Taddia lavora all’interno delle strutture per anziani Villa Ranuzzi e Villa Serena di Bologna come responsabile delle attività socio-educative e organizza incontri di counseling per supportare i familiari lungo il percorso di elaborazione e accettazione della malattia del proprio caro.

“A Villa Serena e Villa Ranuzzi – spiega – abbiamo adottato il metodo Montessori da ormai 6 anni e siamo davvero tra le prime strutture in Italia ad averlo utilizzato in maniera costante e continuativa. L’approccio, di fatto, è già utilizzato anche all’estero ed è stato sperimentato dallo psicologo statunitense Cameron Camp che in Ohio ha voluto usare la filosofia montessoriana per migliorare la qualità di vita e ritardare la degenerazione psico-fisica di  tanti anziani con demenza. Noi in Italia, di fatto, abbiamo cominciato a proporlo anche a domicilio”.

Metodo Montessori per la terza età: ripensare ambiente e materiali per favorire l’indipendenza

Oltre all’utilizzo proficuo con gli anziani affetti da demenza, il metodo Montessori si rivela, infatti, un approccio davvero interessante per affrontare i cambiamenti dovuti all’età che avanza.

“Il metodo Montessori applicato agli anziani – spiega Taddia – si basa sui principi fondamentali quali l’ambiente, il materiale e la preparazione dell’operatore. In particolare, infatti, l’ambiente deve essere a misura di persona e non viceversa. Se è il caso, quindi, va ripensato e adattato alle necessità della persona anziana e alle sue esigenze comportamentali, cognitive e affettive. Per quanto riguarda il materiale, invece, questo deve essere strutturato, ordinato, interessante e sempre adatto all’età della persona che lo utilizza. Una regola importantissima con gli anziani, infatti, è mai infantilizzare la persona”.

In cosa consiste il metodo e come viene applicato?

Il modello messo a punto da Maria Montessori, ricordiamo, propone un insieme di attività che coniugano le potenzialità dell’ambiente con quelle dell’individuo che lo abita. Per questo motivo, il libro “Il metodo Montessori e gli anziani fragili- Principi e metodi per migliorare il benessere e le autonomie” esamina anche i diversi contesti ambientali (la propria casa, il Centro Diurno, le CRA, la camera di un ospedale) e le condizioni psicologiche e comportamentali che ne derivano. In breve, a partire dalla lettura di un libro sull’argomento e magari seguendo poi un corso di formazione adeguato, ci si può rendere conto di quanto la filosofia montessoriana possa essere utile nell’affrontare l’evoluzione della vita con l’avanzare dell’età.

“Io credo – dice Taddia – che, indipendentemente dallo stato psicofisico della persona anziana, il fatto di ripensare l’ambiente che la deve accompagnare lungo il cambiamento che scaturisce con l’invecchiamento, può aiutare a controllare i deficit sensoriali che si possono presentare nel tempo. La persona anziana va quindi aiutata a mantenere o a riprendere e prendere delle abilità e questo lo si può fare proprio a partire dall’ambiente e dai materiali”.

donna anziana sul balcone di casa

Foto di Skiathos Greece / Unsplash

I consigli montessoriani per creare un ambiente a misura d’anziano

Il Metodo Montessori a domicilio favorisce quindi lo studio dell’abitazione per una valutazione di tutto quello che possa creare disordine e che deve, invece, posto in maniera ordinata.

“Ci sono cose apparentemente banali –  conclude Taddia – come l’utilizzo di colori, delle indicazioni e persino dell’illuminazione che in una casa possono essere fondamentali per permettere all’anziano di rimanere nella propria abitazione anche nell’età avanzata e in autonomia”.

Ecco quindi alcuni consigli utili forniti dalla dottoressa Federica Taddia per creare un ambiente domestico montessoriano che possa permettere l’indipendenza della persona anziana.

  1. L’illuminazione incide sul benessere e sull’aspetto psicologico: niente luci basse e zone in penombra
  2. L’ambiente deve essere facilmente percorribile ed ergonomico: la casa deve essere a misura di anziano ed evitare i pericoli
  3. La routine è importante. Ci sono degli aspetti fondamentali che aiutano a dare un senso e uno scopo alla giornata, a partire dai bisogni fisiologici fino ai compiti che gratifichino la persona

Maria Enza Giannetto

 

 

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