Wise Society : Come coltivare la resilienza per vivere meglio

Come coltivare la resilienza per vivere meglio

di Paola Greco
23 Maggio 2025

Cos’è che aiuta a realizzare i propri sogni, a raggiungere traguardi, a superare le avversità? La resilienza, quella capacità che tutta la materia, animata e inanimata, conosce: la forza di reagire agli urti, senza perdere la propria forma

Oggi si sente molto parlare di resilienza, un concetto applicabile a diversi settori. Ma cosa significa resilienza? Prima di addentrarci nell’argomento facciamo un passo indietro. Viviamo in un mondo in costante cambiamento, dove incertezze, sfide e ostacoli fanno parte integrante della vita quotidiana. E’ proprio in questo contesto che la resilienza emerge come una delle capacità più preziose e affascinanti dell’essere umano: la forza silenziosa che ci permette di affrontare la tempesta senza spezzarci, di cadere e rialzarci più consapevoli, più forti. Cerchiamo di analizzare l’argomento da ogni punto di vista, per capire meglio tutte le declinazioni di questo concetto.

Fiore che nasce dal cemento, idea di resilienza

Foto Shutterstock

Cosa vuol dire resilienza: dalla fisica al clima in tutte le sue declinazioni 

Ma cos’è e cosa significa resilienza? Partiamo innanzitutto dall’etimologia del termine. La parola “resilienza” deriva dalla parola latina “resilire“, che significa letteralmente “saltare indietro”. L’uso del termine è vario, tanto che è utilizzato sia in fisica, che nella scienza dei materiali, ma anche in psicologia. 

Nella scienza e in sociologia

In fisica la resilienza è la capacità di un materiale di assorbire un urto e modificarsi senza rompersi. Nei metalli, la resilienza è il contrario di “fragilità”, da non confondersi con la resistenza che è invece lo sforzo che si oppone a una forza. La resilienza esiste anche in biologia, ed è la caratteristica della materia vivente di ripararsi dopo aver riportato un danno.

Anche in chiave ecologica, indica la capacità di un sistema modificato di ritornare al suo stato iniziale: (pensiamo alla capacità della natura di riprendersi i propri spazi appena trova uno spiraglio). La resilienza climatica, in particolare, consiste nell’affrontare e gestire con successo gli impatti dei cambiamenti climatici: basse emissioni di carbonio, energie rinnovabili, edifici schermati, azioni volte a rallentare il surriscaldamento del pianeta.

Altri esempi di resilienza si possono avere in sociologia, dove indica la capacità di un popolo o di una comunità di rialzarsi a seguito di guerre, catastrofi naturali, o altri eventi traumatici.

In psicologia

La parola resilienza è usata moltissimo anche nell’ambito della psicologia. Per le persone la resilienza è infatti la capacità di non rompersi davanti agli “urti” della vita: stress, ostacoli, avversità, un evento traumatico, un periodo di difficoltà. “resilienza” è stata la parola d’ordine durante i lunghi mesi della pandemia, tanto da entrare anche nella sigla del Recovery Plan: PNRR vuol dire infatti “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. Insomma la resilienza è il sale della sostenibilità a tutti i livelli: superare l’inaspettato, tornando a prosperare, rimanendo se stessi.

Questo concetto, ormai lo sappiamo, identifica la capacità di rialzarsi… e se la formazione ed il carattere sono fondamentali per raggiungere i propri traguardi, è indispensabile anche essere resilienti. Traguardi che possono essere lavorativi, sportivi, legati alle proprie passioni, ma anche quelli che riguardano la salute, come per esempio vincere contro un brutto male, possono essere raggiunti più facilmente se si riesce a piegarsi senza spezzarsi.

Una persona con buone capacità di recupero si riprende molto più rapidamente, con meno stress, rispetto ad una persona con scarsa resilienza mentale. Questo perché ha un’alta tolleranza alla frustrazione, cioè riesce a dilazionare i momenti di gratificazione per sopperire a quelli in cui non ce n’è, per avere la forza di perseverare e raggiugere finalmente i propri obiettivi. Anche l’umorismo, con la sua carica di endorfine, ha la sua importanza nella capacità di detonare lo stress, riducendone l’impatto negativo.

Persone che si aiutano durante un trekking

Foto Shutterstock

Esempi di resilienza in natura

La natura è la nostra più grande maestra: dovremmo osservarla più spesso per imparare dai suoi meccanismi e dall’incredibile capacità che ha di rigenerarsi o di adattarsi di fronte a situazioni estreme. Non è un caso, infatti, che esistano tantissimi esempi di resilienza in natura. Qui sotto ne trovi qualcuno da cui puoi trarre ispirazione.

  • La flessibilità del bambù, che ci insegna ad adattarci

Qualora si volesse cercare il simbolo della resilienza in natura il vincitore potrebbe essere lui: il bambù. Resiste alle tempeste di vento più violente e, invece di spezzarsi, si piega di fronte ai flussi d’aria per poi tornare nella sua forma originale. Il bambù ci insegna che piegarsi non è affatto un segno di debolezza, ma di intelligenza e adattabilità.

  • La stella marina per imparare a ricostruire parte di sé

Esistono alcune specie di stelle marine in grado di rigenerare completamente un braccio perso, tornando quasi alla forma originaria. Un magistrale esempio di resilienza biologica che ci insegna che – anche quando perdiamo una parte di noi – possiamo provare a ricostruirla per tornare integri.

  • Il pino delle rocce, che ci insegna pazienza e parsimonia

Il Pinus longaeva è campione di resilienza. Si tratta di una specie di pianta caratterizzata da una grande longevità benché viva in zone ostili e impervie delle montagne del sud-ovest degli USA. Resiste a vento, neve, gelo e siccità grazie alla sua incredibile capacità di utilizzare le poche risorse che ha a disposizione. In questo moto può vivere fino a 5000 anni.

Pino delle rocce, esempio di resilienza in natura

Foto James R Bouldin (talk · contribs), Public domain, via Wikimedia Commons

Come coltivare la resilienza

Ma cosa fare se non si è abbastanza resilienti? Ci si può lavorare su. Avere una rete di relazioni di supporto nella propria vita, nella famiglia, tra gli amici, è molto importante: le relazioni positive danno la giusta carica quando il gioco si fa duro. Avere il sostegno delle persone care è un modo per dividere le ansie e le preoccupazioni e moltiplicare il coraggio per affrontarle.

Molto importante è avere fiducia nelle proprie capacità, ma anche accogliere le proprie fragilità, avere consapevolezza dei propri punti di forza, non essere troppo severi con se stessi, ma anche essere in grado di gestire in modo sano sentimenti ed impulsi ed essere in grado di comunicare con nettezza il proprio stato d’animo e il proprio pensiero. Naturalmente è fondamentale anche sviluppare abilità di problem solving, in modo da non farsi trascinare nella palude delle difficoltà.

È poi fondamentale mantenere sempre uno spirito ottimista ed avere uno sguardo attento sul futuro, celebrando i propri successi ed analizzando i propri errori, fonti preziose da cui imparare. Perché spesso è quando si inciampa che poi si ottengono i migliori risultati, mettendo a frutto il passato, conservando sempre lo spirito d’avventura.

In sintesi, ecco un po’ di modi per allenare la resilienza e diventare più forti di fronte agli imprevisti della vita:

  • Coltiva una mentalità di crescita: considera gli errori come parte dell’apprendimento e del tuo percorso. Viviamo su un pianeta scuola che cerca quotidianamente di insegnarci qualcosa: sta a noi apprendere le lezioni che cerca di comunicarci.
  • Impara a gestire lo stress: una buona gestione dello stress è un ottimo modo per coltivare resilienza. Sono tante le discipline che vengono nostro soccorso: dalla mindfulness allo yoga, dalla la respirazione consapevole allo sport.
  • Nutri relazioni positive: la connessione con gli altri è una fonte inesauribile di forza. Cerca di circondarti di persone che ti fanno bene, taglia i rami secchi per lasciare il posto alla crescita dei nuovi.
  • Scrivi un diario emotivo: la scrittura è un potente mezzo di auto-osservazione, perché aiuta a riflettere su ciò che vivi e a dare un senso ai momenti difficili.
  • Fissa piccoli obiettivi: per affrontare un problema o raggiungere un traguardo, cerca di raggiungere dei piccoli obiettivi lungo il percorso, soprattutto quando è difficile e tortuoso. Superare anche un piccolo ostacolo rafforza la fiducia in sé e ci aiuta a coltivare la resilienza.

Non da ultimo, comincia a praticare la gratitudine: un potente strumento che possiamo far nostro che ci aiuta a valorizzare anche le piccole gioie che puntellano la nostra vita. Anche questo è un modo per coltivare la resilienza, facendoci diventare flessibili ai cambiamenti.

Paola Greco

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