Wise Society : Orti urbani: il verde condiviso trova sempre più spazio in città
ARTICOLI Vedi tutti >>

Orti urbani: il verde condiviso trova sempre più spazio in città

Gli orti urbani conquistano terreno in tutt’Italia. Dopo il lockdown da Covid-19 sono ripresi i lavori curati da 1,2 milioni di italiani, che coltivano per passione piccoli appezzamenti di terreno – pubblici o privati – per avere ortaggi, legumi freschi … »

Andrea Ballocchi
7 Settembre 2020

Gli orti urbani conquistano terreno in tutt’Italia. Dopo il lockdown da Covid-19 sono ripresi i lavori curati da 1,2 milioni di italiani, che coltivano per passione piccoli appezzamenti di terreno – pubblici o privati – per avere ortaggi, legumi freschi e stare all’aria aperta.

Lo afferma Coldiretti, mentre l’ISTAT registra, a proposito di ambiente in città, l’espansione degli orti urbani (+4%), che arrivano a sommare quasi 2 milioni di metri quadri di superficie in 77 capoluoghi.

Orti urbani

Foto di Free-Photos da Pixabay

Quando il verde è condiviso: cosa sono gli orti urbani

Per comprendere, almeno tecnicamente, cosa sono gli orti urbani è bene partire dal Regolamento Urbanistico Edilizio: nell’articolo 42 li si definisce come appezzamenti di terra per la coltivazione ad uso domestico; possono essere presenti all’interno di aree verdi oppure costituire essi stessi un’area monofunzionale; sorgere su terreni pubblici o privati. Possono essere singoli, oppure in aggregazione o in forma di orti collettivi o condivisi.

Un orto, per essere considerato tale, deve estendersi almeno su 20 metri quadri. Le colonie di orti urbani e gli orti collettivi o condivisi sono costituite di solito, oltre che dalla terra da coltivare, da una recinzione, oppure delimitate da siepi o arbusti. L’impianto di irrigazione è necessario nel caso di una struttura multipla.

L’orto in città di solito conta su una struttura dove depositare gli attrezzi; nel caso di più appezzamenti è previsto anche uno spazio per socializzare o per servizi vari.
Queste “porzioni di verde attrezzato”, specifica il Comune di Milano, incentivano l’aggregazione, favoriscono un uso costruttivo del tempo libero e contribuiscono a riqualificare aree urbane abbandonate, dismesse o degradate.

Orto in città

Foto di Kenan Kitchen su Unsplash

Orti condivisi: come funzionano nella pratica e chi ne può beneficiare?

Per capire come funzionano gli orti urbani, possiamo prendere ad esempio quelli che sono sorti, nel corso degli anni, nel capoluogo lombardo. Lo stesso Comune, nell’illustrare gli orti di Milano, spiega anche che l’assegnazione degli spazi avviene per mezzo di bandi pubblicati dai Municipi che hanno lotti disponibili. Ogni Municipio stabilisce in maniera autonoma anche i requisiti da possedere per richiederli.

Ma cosa occorre fare per vedersi assegnare un pezzo di terra? Il Comune di Sesto San Giovanni, per esempio, richiede che l’interessato sia residente da almeno cinque anni, che non sia già in possesso di un altro orto e neppure i propri familiari. Lo stesso affida gli orti cittadini attraverso un bando e secondo una graduatoria che tiene conto di diversi aspetti; il fatto che il richiedente sia anziano è sicuramente un elemento di favore.

Orto perfetto: i consigli e i costi

Se siamo venuti in possesso di un pezzo di terra o abbiamo creato sufficiente spazio sulla terrazza o sui balconi e vogliamo cimentarci a diventare urban farmers e coltivare ortaggi, come è possibile contare su un risultato a regola d’arte? Coldiretti ha realizzato un decalogo per l’orto in città.

  1. Lo spazio a disposizione: il primo punto riguarda lo spazio dove far nascere l’orto: in piena terra è la soluzione migliore, ma per chi non ha il giardino, il balcone o il terrazzo sono una buona alternativa. L’importante è che siano soleggiati e ventilati.
  2. La stagionalità: frutta e verdura hanno la propria stagione. Quindi è essenziale conoscerle come è opportuno conoscere le fasi lunari.
  3. Cura quotidiana: altro elemento essenziale per un orto a regola d’arte è curarlo quotidianamente, puntare su terra di buona qualità e selezionare al meglio semi e piantine, scegliendo quelle più adatte al contesto locale.
  4. Irrigazione: l’acqua è un elemento essenziale, cui fare attenzione, come pure la temperatura, facendo attenzione a tutelare piante e piantine sia dal freddo che dal caldo eccessivo.
  5. I costi dell’orto urbano: Coldiretti li stima intorno ai 250 euro per uno spazio di 20 metri quadrati, comprese le spese per delimitare le coltivazioni, sostegni vari, sementi e piantine. Ma è possibile contare, anche per il 2020, del bonus verde: si tratta di una detrazione del 36% sulle spese sostenute per la “sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi” oltre che per realizzare coperture a verde e giardini pensili.
uomo che coltiva un orto urbano

Foto di Jed Owen su Unsplash

Tutti i benefici: perché gli orti fanno bene

L’orto fa bene sia perché permette di stare all’aria aperta sia perché ciò che si coltiva fa bene per alimentarci al meglio. Crescere frutta e verdura invoglia a mangiarne di più, cogliendola matura al punto giusto, con maggiori sostanze nutritive rispetto a quella che si acquista in negozio.

Ma ci sono altri punti a favore di chi si dedica alla coltivazione. Il giardinaggio permette di bruciare molte calorie. Infatti, è considerato un esercizio di moderata intensità, mediante cui è possibile bruciare circa 330 calorie con un’ora di attività, maggiore addirittura di una camminata a ritmo moderato. Aiuta a ridurre la pressione arteriosa, favorisce una maggiore esposizione al sole e quindi permette una maggior produzione di vitamina D, fondamentale per l’apparato scheletrico, in quanto mantiene le ossa in buono stato.

Infine, zappare, coltivare e soprattutto prendersi cura delle piante allevia lo stress, favorendo la riduzione dei sintomi della depressione e dell’ansia.

pomodori appena raccolti

Foto di Elaine Casap su Unsplash

Esempi e best practice: i progetti più recenti e interessanti di orto urbano

Si è detto che in molti capoluoghi di provincia la pratica degli orti urbani è sviluppata. Partiamo da Bologna, alle cui porte sorge la cooperativa Arvaia, che ha creato il più grande orto urbano d’Italia, sviluppato su 47 ettari di terreno dove vengono coltivati più di 75 varietà di ortaggi, grazie al lavoro dei 493 soci, coltivatori e cittadini.

A Roma ci sono, invece, gli Orti Urbani Garbatella: 25 orti di circa 40 metri quadri ciascuno, nei quali giovani coppie, famiglie e associazioni coltivano i loro ortaggi senza l’uso di prodotti chimici.

Un’altra esperienza positiva di convivenza e di condivisione di una passione per la terra è Il progetto OrtoCollettivo, a Genova, dove sorge un orto urbano di oltre 7 ettari di terreno collinare destinato alla coltivazione di ortofrutta e dato in comodato d’uso gratuito al “Comitato 4 Valli”, un’associazione di coltivatori e allevatori locali.

Sempre a proposito di orti urbani, a Milano sono sorti 107 orti scolastici attivi nelle scuole comunali e statali, a partire dalle scuole dell’Infanzia fino alle scuole secondarie. Tra gli orti didattici realizzati nelle scuole del Comune di Milano, 36 sono stati creati e vengono gestiti con il supporto di professionisti, 26 con l’aiuto di volontari e 20 sono completamente ‘fai-da-te’.

Terreno coltivato

Foto di PierreGilbert da Pixabay

A livello nazionale vale la pena di segnalare l’accordo tra ANCI – Associazione nazionale Comuni italiani e Italia Nostra, che ad agosto hanno stretto un accordo per promuovere gli orti urbani biologici. Si tratta, in realtà di un rinnovo dato che le due associazioni, collaborano dal 2008 alla creazione, gestione e promozione degli orti urbani negli oltre ottomila Comuni italiani aderenti all’ANCI. L’obiettivo è promuovere la diffusione dell’agricoltura sostenibile e di diffondere tra i cittadini e tra le associazioni affidatarie delle aree verdi “la conoscenza delle tecniche di agricoltura biologica”, segnalano le due associazioni.

Varcando invece i confini nazionali va segnalata l’inaugurazione quest’estate del più grande orto urbano del mondo, a Parigi: 14mila metri quadri di superficie coltivata, ricavata sul tetto del padiglione 6 dell’area fieristica Expo Porte di Versailles.

Produrrà frutta e verdura sia per realtà commerciali che per i cittadini parigini, che potranno far crescere ortaggi freschi di cui cibarsi. Si calcola che a pieno regime, l’orto sarà in grado di fornire 1000 chilogrammi di frutta e verdura ogni giorno e ospiterà 35 varietà diverse di coltivazione.

Andrea Ballocchi

© Riproduzione riservata
Continua a leggere questo articolo:
Link Sponsorizzati
COMMENTA NELLA COMMUNITY

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 51092 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 2118 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 11053 OR  wp_term_relationships.term_taxonomy_id = 20742
CORRELATI IN WISE
 
DALLA COMMUNITY