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Tutto quello che dovreste sapere per fare un orto perfetto

Indispensabili vanga, zappa e rastrello. Ma anche i semi giusti piantati alla profondità ideale. Mai dimenticare l'acqua e un po' di fertilizzanti organici. Ecco i consigli indispensabili per cimentarsi con l'agricoltura casalinga. Ottenendo buoni raccolti

Barbara Pozzoni
5 Marzo 2021

Dar vita a un orto casalingo ha molti vantaggi. L’ortoterapia è un’attività perfetta per scaricare le tensioni quotidiane, ma non solo. I frutti della terra che coltiviamo hanno un impatto positivo sulla salute del pianeta: contribuiscono infatti a promuovere la biodiversità e ci portano a consumare prodotti a km zero, accorciando al minimo la filiera. Ma quali sono le regole per dar vita a un orto perfetto?

Coltivare un orto perfetto

Fare l’orto a casa non è poi così difficile. Se volete provare a cimentarvi, magari anche con un semplice orto sul balcone, questa guida è proprio quello che ci vuole. Dalla preparazione del terreno alla semina e fino all’irrigazione delle piante, ecco tanti consigli per non fare errori e avere buoni risultati fin da subito.

Orto perfetto

Foto di Markus Spiske / Unsplash

Attrezzatura indispensabile per fare l’orto

Per poter lavorare il terreno agevolmente dovrete dotarvi di alcuni strumenti del mestiere. Non possono assolutament mancare una vanga, una zappa, un rastrello una forca ed eventualmente una carriola. Per irrigare sarà invece necessario procurasi un innaffiatoio ed, eventualmente, un tubo di gomma. Dopo aver utilizzato gli attrezzi è bene pulirli e riporli in un luogo riparato in modo da aumentarne la durata nel tempo

Come preparare il terreno per dar vita all’orto perfetto

Sul terreno destinato a diventare orto, liberato dalle erbacce, si distribuisce uno strato di letame o in alternativa un compost di terriccio che dovrà essere interrato con la vangatura e che arricchirà la terra in attesa della semina. La vangatura non deve essere troppo profonda, è sufficiente rimuovere 25-30 cm di substrato e va eseguita all’inizio di ogni ciclo colturale. Si procede lavorando all’indietro per non calpestare il terreno appena smosso.

Le zolle scavate dalla vangatura vengono poi sbriciolate dalla zappa. Nel corso della coltivazione saltuariamente, sarebbe bene mettere in pratica la sarchiatura, una zappatura leggera e superficiale che  impedisce la formazione di crosta sul terreno. Serve inoltre a controllare la crescita delle erbe infestanti. Si esegue quando le piantine sono ben radicate ed hanno un altezza di qualche centimetro, ma anche quando il terreno è troppo compattato e superato il pericolo delle gelate.

Buona cosa è anche la rincalzatura, cioè un piccolo accumulo di terra attorno al piede delle piante, così da aumentare la stabilità, evitare i ristagni e proteggere dal freddo le colture. La terra deve essere disposta a monticello, ben compressa e precedentemente bagnata.

Il rastrello serve a sminuzzare ulteriormente le particelle terrose dopo la zappatura, ma è molto importante anche per una distribuzione ed un interramento uniforme della semenza. L’operazione di rastrellatura si effettua dai bordi dell’orto, senza calpestare il piano di lavoro e interrando i denti dell’attrezzo di pochi centimetri. A coltivazione ultimata, sempre col rastrello, libereremo l’orto dai residui della vegetazione, che caricheremo sulla carriola con la forca.

La semina delle piante

L’utilizzo di semi “ibridi” (o “F1”), consente migliori risultati, in quanto sviluppano piante più resistenti alle malattie e danno produzioni più regolari, uniformi e abbondanti.

La semina, per evitare complicazioni climatiche, si può fare prima nel semenzaio e successivamente le piantine possono essere trapiantate nell’orto, oppure direttamente a dimora. Ogni seme ha una profondità di semina ottimale, dettata dalle dimensioni del seme, ma occorre anche valutare le condizioni del terreno (se tende a disidratarsi è bene piantare più in profondità, dove è più umido, ma se tende a seccare, va seminato più in superficie, per consentirgli meno difficoltà nell’emergere)

orto perfetto: il semenzaio

Foto di CHU TAI / Unsplash

La fertilizzazione del terreno

Il terreno produce e consuma elementi di cui le piante si nutrono, quindi annualmente occorre arricchirlo di macroelementi (azoto per lo sviluppo vegetativo, fosforo, per la robustezza della pianta e potassio per incrementare la formazione dei fiori e quindi anche dei frutti e dei semi) e di microelementi (calcio, magnesio, ferro, ecc.). Per ripristinare l’equilibrio del terreno, meglio usare solo concimi organici stando molto attenti alle dosi.

Orto perfetto grazie a una sapiente irrigazione di piante e terreno

Non si può fare orticoltura senza acqua. Nei periodi caldi occorre innaffiare quotidianamente. Gli sbalzi termici dell’acqua possono recare danni alle piante, quindi sarebbe bene lasciarla qualche ora in un fusto prima di utilizzarla.

In primavera ed in estate è bene innaffiare al tramonto o di mattina prima che il sole sia alto. Gli ortaggi a crescita lenta sono meno bisognosi di acqua, gli ortaggi da foglia, invece hanno bisogno di irrigazioni abbondanti. Attenzione però a non creare ristagni nel terreno. Per poter mantenere più a lungo il terreno umido, si può creare una pacciamatura, cioè si possono stendere sul terreno paglia, foglie, torba oppure un foglio di polietilene scuro.

Orto: l’importanza della manutenzione

Durante il ciclo produttivo le piante devono essere sempre seguite. Alcune di esse sviluppano una parte aerea particolarmente alta, in questo caso occorre aiutarle con dei sostegni. I rampicanti come i fagioli o i cetrioli vanno fissati con legacci su graticci o fili tesi, per evitare un contatto col terreno che creerebbe marciumi ai fusti ed ai frutti.

Le piante a crescita rapida vanno sottoposte a cimatura (si mozza il fusto principale per favorire l’emissione di nuove ramificazioni e aumentare la produzione); su altre, come i pomodori, si deve intervenire con l’eliminazione dei germogli laterali.

Il raccolto

In un orto familiare si dovrebbe raccogliere in funzione delle necessità quotidiane. I parametri di maturazione degli ortaggi dipendono dall’andamento climatico e dal terreno, quindi solo una buona attenzione ed un po’ di esperienza aiutano a capire il giusto momento della raccolta.

Buona parte dei prodotti si raccoglie con le mani, strappandoli dal terreno (carote, rape, sedano). Con pomodori, melanzane, peperoni e zucchine si usano le forbici. Lo stesso vale per le erbe aromatiche. Il coltello invece si usa per tutti gli ortaggi che presentano la capacità di rigermogliare (insalate, spinaci ecc.).

orto: il momento della raccolta

Foto di Priscilla Du Preez / Unsplash

Barbara Pozzoni

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